Dopo tanti anni di mancate vacanze, quest'anno, all'incirca verso fine marzo, io ed il mio ragazzo abbiamo deciso di prenotare una bella settimana di relax in montagna; avevamo già in mente di andare in Trentino Alto Adige, più precisamente a San Candido, un piccolo paesino in provincia di Bolzano, a 1175 m sul livello del mare, che dista solo 4/5 km dall'Austria. Ero solita andarci in vacanza da bambina e, ogni volta, ne rimanevo incantata.
Ho sempre preferito trascorrere il tempo camminando nei sentieri in mezzo al bosco, respirando aria fresca e pulita, piuttosto che stare a boccheggiare per il caldo in riva al mare.
L'idea ci era balzata in mente a marzo, come dicevo, ma alla fine ci siamo ridotti a prenotare a metà maggio.
Forse il destino, forse quello che ti pare, la settimana è arrivata esattamente dopo un bel periodo carico di tensioni e tristezza...insomma, sta vacanza ci voleva!
La settimana prima di partire il meteo aveva previsto diluvio universale per l'intero soggiorno, ma, essendo sempre la ritardataria di turno, ho preparato le valigie il giorno prima e, sorpresa sorpresona, il meteo prevedeva più di trenta gradi.
Nel dubbio ho messo in valigia qualsiasi tipo di capo stagionale, estivo, imvernale, autunnale e primaverile. Conseguenza: macchina piena di roba, fortuna eravamo solo in due!
Alle 20:30 circa del giorno precedente alla partenza, la signora del residence dove avremmo dovuto alloggiare mi telefona (non parlava italiano neanche a pagarla....) e riesco a capire solo "Il check in no alle 14, alle 9, iaaaaaa??"
Ecco, avevamo un viaggio di 5 ore e mezzo davanti e questa mi chiama senza preavviso dicendo che la figlia la domenica non aveva voglia di stare in casa "sa c'è il sole, iaaaaaaaaaa, fare passeggiata se vuole"
Eh. Benissimo. Dopo un'ora di trattative, ha deciso che mi avrebbe lasciato le chiavi dell'appartamento in un posto e quindi sarei potuta arrivare all'ora precedentemente prestabilita.
Così, dopo questo "piccolo" ingrippo, il giorno seguente, partiamo.
Carichi di vestiti, macchine fotogratiche, computer (non potevo abbandonare i miei racconti di Selenya, quindi vi ho pensati anche lassù :)) e viveri per un reggimento!
Il viaggio è stato lungo e il caldo micidiale ma appena arrivati, il panorama mi ha fatto dimenticare tutto!
Partiti alle 8 e 30 e arrivati alle 15:00, entriamo in appartamento sfiniti. Il locale era molto carino, dotato di un'area cucina/soggiorno, munito di terrazzo, una camera matrimoniale anch'essa con terrazzo, ed un piccolo bagno.
Lo stile era quello tipico delle baite di montagna, rigorosamente legno; era anche di recente costruzione, tanto che si sentiva anche l'odore del legno fresco.
Ho scelto appositamente quel residence perché vi ero già stata ed il soggiorno era stato veramente gradevole; inoltre per la comodità: a 200m dal centro di San Candido e di fianco all'impianto della seggiovia dei Baranci.
Il primo giorno lo abbiamo passato praticamente in coma, boccheggiando dal caldo, disfando le valigie. La sera, invece, abbiamo fatto una passeggiata per il paese.
Era esattamente come lo ricordavo, stupendo. Un piccolo posto prezioso, pieno di vicoletti che si congiungono tutti alla piazza centrale, dove, la prima ad attirare l'attenzione, è una bellissima chiesa.
Una cosa nuova, invece, era la scritta 1250, a caratteri cubitali, vicino alla chiesa. Sono ben 1250 anni dalla fondazione della piccola San Candido; sul retro delle scritte tridimensionali, vi erano un sacco di informazioni sul paese: popolazione totale, femminile, maschile, percentuale lingue parlate (se non ricordo male tedesco 84%), temperature minime e massime del 2017 etc.
Il secondo giorno abbiamo passeggiato lungo un sentiero dietro al nostro residence, vicino all'impianto dei Baranci.
Era completamente immerso nel bosco e, nella prima parte del percorso, abbiamo visitato un luogo dedicato ai caduti durante la prima guerra mondiale. Continuando per il bosco, si arriva invece al Monte Elmo, Sesto oppure al Rifugio del Cacciatore.
Una volta rientrati da questa camminata, con 35 gradi e un'afa da far paura, abbiamo pranzato e siamo ripartiti con destinazione: lago di Dobbiaco e lago di Braies.
Arrivati al lago di Dobbiaco (ovviamente il parcheggio è a pagamento, in base alla durata della sosta) abbiamo iniziato a camminare per circa 4 km e mezzo, ovvero il perimetro del lago. Esso si trova tra il Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo ed il Parco Naturale Fanes.
Lungo il percorso in riva al lago si incontrano turisti, ragazzi del posto, piccoli anatroccoli e paperelle, e qualche tabella informativa sulla flora e la fauna del posto.
Sul lato destro vi è una struttura di ristoro, proprio dopo un ponticello di legno dove si può godere del venticello fresco e della vista del lago.
Finito questo percorso, siamo partiti alla volta del lago di Braies, il quale si trova a 1496 m sul livello del mare e fa parte del Parco Naturale Fanes.
Una volta parcheggiata la macchina in uno dei tre parcheggi esterni (in estate inoltrata è possibile arrivarci solo con il pullman perché i parcheggi vengono chiusi temporaneamente) ci si trova di fronte ad un chioschetto, dove, al mio arrivo, c'erano un sacco di ciclisti che si rinfrescavano mangiando un gelato.
Il sentiero intorno al lago è percorribile in due direzioni: si può iniziare prendendo il lato sinistro e quindi più soleggiato del lago (dalla mattina fino al tardo pomeriggio), nel quale ad un certo punto, ci si ritrova di fronte ad un pontile in legno, dove si possono affittare delle piccole barchette (massimo 4 persone) pagando 20 euro, più altri 25 euro di caparra per il noleggio.
Purtroppo arrivati quasi a metà percorso sul lato sinistro del lago, siamo dovuti tornare indietro perché il sentiero era interrotto da una frana.
Di conseguenza abbiamo continuato il percorso sul lato destro: superando l'hotel di Braies, si arriva ad uno stabile in legno vicino ad una piccola chiesina. Questi sono i luoghi che appaiono nel telefilm a Un passo dal Cielo, la serie tv con Terence Hill.
Se si continua il percorso, di circa un ora e mezza, vi avverto non è tutto pianeggiante, si arriva nel punto più lontano dalla partenza, dove il panorama è mozzafiato.
Ci si trova esattamente ai piedi della Croda del Becco, alto 2810 m, la cui cima era ancora innevata.
Alle nostre spalle il monte, sotto ai piedi i sassi del lago di Braies dai colori e sfumature varie e delicate e, di fronte a noi, il lungo percorso che abbiamo fatto, che si estende intorno all'immenso lago dall'acqua limpida che ci bagna i piedi.
Credo sia stato esattamente quello il momento più bello della giornata. Mi sono liberata dei vestiti, e mi sono immersa in costume nell'acqua cercando di rinfrescarmi. Fuori le temperature erano altissime e camminare sotto al sole lo ha reso ancora più difficile ma appena ho immerso metà gambe mi sono praticamente congelata! xD
Siamo rimasti fermi un'oretta a fare il bagno e scattare foto e ad osservare lo spettacolo che avevamo di fronte.
Mi sono sentita veramente piccola di fronte a quelle meraviglie che la natura ha creato.
Alle mie spalle, volendo, c'erano le indicazioni per continuare attraverso un sentiero che portava ad una Malga e distava circa altri 20 minuti di cammino.
Per noi ormai si era già fatto troppo tardi, avremmo avuto ancora tanto da camminare per tornare e aggiungere poi altri 40 minuti tra andata e ritorno dalla Malga, avrebbe complicate le cose.
Ho raccolto un paio di sassi e ce ne siamo tornati a casa.
Il giorno seguente siamo andati a Lienz, in Austria, che dista circa 40 km in auto; una mezz'oretta di viaggio e siamo arrivati. Per chi invece volesse arrivarci in bici, è presente una ciclabile lunga 44 km che collega San Candido a Lienz, molto semplice, adatta anche alle famiglie. Al ritorno, è possibile prendere un trenino che collega le due città sul quale si possono portare le biciclette. Lo consiglio vivamente ma non se ci sono quasi 40 gradi, perché è tutta al sole!
Era mattina presto ma il caldo era già terribile e tutti i turisti cercavano bibite fresche o gelati.
Abbiamo passeggiato nelle varie viuzze della città, visto la piazza centrale Hauptplatz, ricca di colori, fiori, piccoli bar e gremita di turisti.
Abbiamo visitato le varie chiese e passeggiato lungo la Drava: il fiume scorreva talmente forte che lungo la riva l'aria era freschissima, così abbiamo approfittato per rinfrescarci un pò e ammirare il paesaggio circostante.
Non abbiamo fatto in tempo a visitare il castello di Bruck, anche se lo avevo già visto da piccola e mi sarebbe piaciuto tornarci.
Ci siamo persi nella bellezza dei vicoli, dell'architettura, dei colori, delle chiacchiere di cui non capivamo una parola, tanto che ad un certo punto ci siamo ritrovati davanti ad un locale molto carino italiano, guardate un pò!
Le restanti giornate le abbiamo trascorse a passeggiare e ad esplorare le bellezze naturali che il Sud Tirolo offre.
La penultima sera abbiamo partecipato alla festa tirolese a San Candido, nella quale la piazza del comune era gremita di persone che ascoltavano le musiche tipiche del posto, suonate dall'orchestra e dove abbiamo potuto assaggiare la grappa tirolese alla prugna, rigorosamente servita da ragazza vestite secondo la tradizione!
La settimana è volata in fretta e, nonostante il caldo che ci ha fatto evitare una delle escursioni più belle, ovvero quella delle Tre Cime di Lavaredo (che avevo già fatto anni fa) mi è dispiaciuto tantissimo tornare a casa.
Sono così, odio molto i cambiamenti, ma alla fine ci metto molto poco a prendere nuove abitudini: svegliarsi la mattina con l'aria di montagna, fare escursioni, visitare parchi naturali e cittadine, assaggiare i tipici piatti locali, uscire la sera in paese... sono piccole cose che già mi mancano.
Quello che posso dire è che in Italia abbiamo veramente posti meravigliosi e molte volte prendiamo un aereo e viaggiamo per ore, quando invece basterebbe spostarsi in qualche regione e scoprire delle meraviglie del genere.
Perchè dopo ore di camminate, di insetti in faccia, di sole che ti scotta la pelle e che ti fa sentire ancora più viva, quando arrivi in cima alle vette, quando finisci un percorso e ti ritrovi ad osservare la natura che ti circonda, magari al tramonto, ti senti in pace con te stesso. Ti fermi, ti lasci rinfrescare da quella brezza che ti scompiglia i capelli e pensi "Ma sono stata veramente in grado di fare tutto questo?" e allora ti senti quasi un supereroe.
Alla fine, veramente conta il viaggio. Le ore che hai impiegato per arrivare a quella meravigliosa meta.
Prima di partire, mi sono fatta una promessa: questa volta non aspetterò altri vent'anni prima di tornare, perché ogni tanto è necessario riuscire a staccare la spina e prendersi un po' di tempo per stessi.
Arrivederci Dolomiti, a presto! Danke!