Approfitto del classico post dei cento giorni per buttare giù due righe di programmazione, una sorta di mappa concettuale, di quello che vorrei svolgere nel prossimi mesi. È un post pensato in parte per chiarirmi le idee, e in parte per spiegarle agli amici che possono imbattersi nei miei contenuti.
Steemit ragiona su una filosofia di produzione sequenziale e lineare dei contenuti, e non consente di differenziarli per canali tematici, o filoni creativi. Questo aspetto rischia di far apparire come un minestrone di idee quei blogger che non si concentrano su un unico tema. Io sono senz’altro e, in maniera bulimica, uno di questi.
D’altra parte, quando ho deciso, in qualche modo, di affrontare le pagine bianche di Steemit, nonostante non avessi mai avuto una permanenza maggiore ai dieci giorni su altri social, l’ho fatto perché la piattaforma conteneva degli elementi di stimolo (e non mi stanco di ringraziare per la sua presenza la comunità di SPI) che, mi sono subito accorto, facevano riemergere alcune mie passioni. E ora che ne riassaporo il gusto, sempre di più, desidero approfondirle.
Questo è il più semplice dei motivi per cui non ho voglia di rinunciare a nessuno dei filoni che ho nella testa.
Proverò in qualche maniera a dividerli a seconda degli strumenti che la piattaforma mette a disposizione e poi tirerò le somme. O più semplicemente mi abbandonerò all’idea che sembra intrinseca in questo angolo di internet, e cioè: quello che è stato scritto sette giorni fa non si può più cancellare, ma difficilmente qualcuno andrà a riguardarlo… è passato. Esisterà solo come quegli scaffali ammuffiti di cui ti dimentichi l'esistenza. Fa niente se non è coerente con quello che scrivi ora. La blockchain di Steemit è quanto di più vicino all’ibernazione dell’oblio. Più aumenteranno gli utenti e più conterà quello che è stato scritto fino a due minuti fa, trenta secondi fa, ora… Forse neanche più “ora”.
Ho fatto dei test su dmania per capirne il funzionamento, ma dai prossimi giorni credo che lo userò esclusivamente per i fumetti che ho disegnato in passato e che magari (nel senso: ma magari… sempre per un appagamento personale) tornerò a disegnare. Anche qui non sarò in grado di essere lineare e i generi saranno diversi. Inizierò però con delle piccole vignette di EaR. Un elefante, impiegato di banca (o se volete un impiegato italiano qualunque), frustrato dall'incomprensibile sistema da cui è schiacciato e che ha come unico amico un elefante ubriacone, che parla una lingua tutta sua e forse, in qualche maniera, filosofo.
I prossimi mesi utilizzerò dtub per postare le albe che vivrò nei nostri boschi, in cerca di tartufo. Spero che avrò più tempo, rispetto all’anno scorso, da dedicare alle escursioni con l’amico Pepe.
Continuerò ad utilizzare Steemit per raccontare le cose che vedo e che mi colpiscono, e che la mia ignoranza non mi aveva consentito di immaginare. Come non ripensare alla Sibilla Samia. Meravigliosa scoperta.
Alternerò questi contenuti con degli approfondimenti sui poeti e scrittori cinesi. Vorrei non lasciare il progetto dei racconti di Squinky, a base di plastilina. E’ possibile che riproporrò dei miei disegni affiancati a racconti brevi. Cercherò di tradurre quanto più possibile in Inglese e proverò piccoli contenuti in Cinese.
E’ possibile che farò altro, oppure, innondato da tutto quello che vorrei fare… semplicemente nulla. Sarà comunque divertente e il mondo non ne uscirà modificato.
Ok ora che rileggo il mio promemoria programmatico mi torna in mente una risposta del mio elefante ubriacone:
Le foto sono scattate da me su miei disegni.