Se ne sentono tante di storie strane, ormai ci stiamo abituando a tutto, non ci scuote più nulla dal nostro torpore fatto di eventi più o meno brutti, storie più o meno sconvolgenti ma io ancora mi stupisco e non mi arrendo alla mediocrità che ci circonda.
Credo nel rispetto, nella giustizia e nell’amore, soprattutto nell’amore e non capisco francamente come si possa fare, come si possa agire in un modo che è tutto tranne che amore, è solo una scusa per giustificare qualsiasi comportamento.
Ma veniamo al dunque, vi racconto la storia che mi ha turbata e mi ha fatto capire quanto sia profonda la pochezza umana.
E’ successo dalle mie parti.
54 anni lui, 47 lei. Sposati da 30 anni e una figlia mia coetanea con cui sono cresciuta insieme. Un’attività gestita sempre insieme fin da ragazzi.
Trent’anni di amore, di discussioni e compromessi, di piccole cose, di momenti incredibili e momenti di rottura, insomma una vita insieme.
Io li ho sempre visti insieme, li ho sempre associati, sono cresciuta vedendoli sempre così, affiatati. Uno di quei rapporti dove se avessi potuto ci avrei scommesso sopra che avrebbero passato anche la vecchiaia insieme.
Un amore che finisce per definirti e ti dice anche chi sei dopo tutti quegli anni, una spalla che finisce dove inizia la tua ma non sai se il confine c’è o è solo una sfumatura.
Alla fine la rottura. Ma non perché non andassero più d’accordo che francamente lo capirei benissimo, anche se capisco che amore fa rima con aggiustare, rattoppare e andare avanti ma può finire. Si sa. Edifichiamo la nostra vita sull’amore, un sentimento così volubile, così pericoloso anche e in nome di esso ci sposiamo, formiamo una famiglia e distruggiamo anche.
E’ arrivata un’altra. Più giovane, oggettivamente molto carina, 28 anni e un figlio anche avuto precedentemente. Straniera e lavorava nella loro attività da poco.
Un’infatuazione nata a lavoro, sotto gli occhi della moglie che ignara non vedeva, non si accorgeva di quello che si stava consumando proprio lì davanti a lei. Fino a quando ha aperto gli occhi e ha visto e il suo mondo è andato letteralmente in mille pezzi, tutto quello che aveva costruito puff, sparito.
Dov’era finito il: “finchè morte non ci separi, in salute e in malattia” etc etc?
Finito, the end. Calato il sipario sulla sua storia e la sua vita, su quello che l’aveva definita da fin troppo tempo.
Lui parla di amore per questa ragazza così giovane, così bella e così arrivista. Perchè molti uomini non capiscono la sottile differenza tra amore e infatuazione, tra costruire e fare i castelli di sabbia, tra ciò che è vero e ciò che non lo è.
E quello che ha lui in mano è solo sabbia al vento che scivola via veloce, illudendolo che stia vivendo solo una seconda giovinezza, un momento di freschezza che ha finito per rincretinirlo.
Contro la propria famiglia, ostile alla figlia e intollerante ai consigli di chi gli vuole bene, difende a spada tratta questo rapporto fino all’estremo: lei aspetta anche un bambino da lui.
Poco importa se la ex moglie adesso sia ridotta pelle e ossa per tutto quello che le ha riservato, si perché lei li deve vedere a lavoro, ogni mattina si sveglia e con la forza di una donna ferita guarda in faccia questa realtà così assurda e dolorosa. Oltre al danno pure la beffa, la condanna di vederli insieme. Trent’anni di matrimonio e neanche trent’anni l’età della ragazza.
Va bene, l’amore può finire ma il rispetto non dovrebbe mai mancare, mai, nemmeno quando non si ama più. Soprattutto quando non si ama più.