Un gruppo di accademici stima che le emissioni di CO2 nel 2017 aumenteranno del 2%, interrompendo un periodo in incrementi piatti. Il rischio sta nel trovarsi nel percorso di un aumento di temperatura media globale di 3°C, con conseguenze tutt’altro che piacevoli, soprattutto per le aree più povere del globo.
Una centrale a carbone americana. Immagine di dominio pubblico
Degli economisti continuano a sostenere di prezzare le emissioni di CO2 . Qualcuno ad un monologo TED ha proposto una soluzione ulteriormente più liberale, che sembra piacere anche ad alcuni repubblicani: deregolamentare le emissioni ma tassarle, dando i ricavi alla popolazione come reddito di base incondizionato.
Sfide globali
Non mi piace far la parte del guasta feste, ma per ora non conosco più di una sfida globale affrontata con successo. Mi riferisco allo smantellamento della bomba demografica. Il che significa che l’accelerazione dell’aumento delle nascite risulta diminuito, rispetto 30 anni fa. Però si tratta di un treno ancora in corsa, fortemente frenato sì, ma che avrà ancora vari decenni di inerzia.
Al momento conosco altre sfide globali più o meno connesse, non ancora risolte:
- La bomba della mobilità (migrazioni). Causata anche dai cambiamenti climatici. Nemmeno il mio professore di demografia conosce una soluzione, mi aveva solo parlato di pratiche che hanno funzionato ma che richiedono decenni. Alcune popolazioni d’occidente vorrebbero, da quanto ne so, soluzioni più rapide e che possibilmente non usano soldi dei contribuenti.
- I cambiamenti climatici, connessi all’incremento della temperatura media del pianeta. Mi fa sorridere l’idea di mettere una tassa sulla CO2 per tamponare la questione. Mi ricorda, ancora una volta, il mettere i tappi ad una nave che sta affondando piuttosto che cambiare imbarcazione. I gruppi con interessi economici, di varia natura, hanno particolare destrezza nell’evitare le regolamentazioni. Basta pensare ai paradise papers o al settore delle droghe, dove basta cambiare pochi atomi in una molecola per fuggire dalla zona dell’illegalità.
- La resistenza agli antibiotici da parte di alcuni batteri. Ne sento parlare da quasi 10 anni e non conosco, magari per mancanza mia, delle soluzioni a riguardo.
- Garantire una casa, acqua potabile, fogna, elettricità a tutti. La Cina ci sta riuscendo, aggravando il secondo punto, in quanto la loro infrastruttura energetica si appoggia sul carbone, il metodo più dannoso per la salute umana e non per produrre energia.
- La decimazione della biodiversità sulla terra. Le coltivazioni ed allevamenti per scopi alimentari richiedono l’abbattimento delle foreste, casa di diverse specie. Alcune di queste hanno anche un ruolo nella nostra economia, come le api (ma non vivono solo nelle foreste). Trovo questo punto connesso a quello precedente e come un effetto dell’inerzia del treno delle nascite dei decenni passati.
Che fare dunque? [Opzionale]
Anche qui non conosco una persona che lo sa, ricordo solo vari progetti che si occupano di almeno un aspetto. Dal canto mio continuo a sostenere l’inutilità di un libero mercato in queste condizioni (pur se ha già regolamentazioni, quindi meno libero rispetto a come veniva concepito secoli fa), a favore di un’economia pianificata gestita tramite consultazioni democratiche. In genere tendo ad una ricetta che avevo già citato in un altro caso, pur se continuo a non considerarla sufficiente.
Conclusioni
Le emissioni di CO2 nel 2017 probabilmente aumenteranno. Nemmeno gli accordi di Parigi sembrano scalfire il sentiero già tracciato.