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XILOGRAFIA A COLORI AD OSLO AL MUNCH MUSEET.
Siamo alla fine dell'ottocento e le incisioni sul legno sono presenti nell'arte di fine secolo. Munch si unisce a Gauguin e Valloton che recuperano quest'arte caduta in oblio. Di qui a poco si sarebbe trasformata in un'arte molto seguita dalla grafica espressionista proprio per l'effetto marcato e grezzo che era presente anche in pittura. Il legno presenta venature che sono mischiate con il disegno dell'autore dando all'opera un carattere forte e drammatico. Munch riusciva meglio con la xilografia a trasmettere a chi osserva il senso di angoscia e quel disagio che nei dipinti si sforzava di creare. Qui riesce addirittura a potenziarlo.Già precedentemente ne aveva dato una versione ad oleografia in cui l'opera era caratterizzata da un'opposizione tra vestito nero e il bianco dell'incarnato del volto. Nella xilografia, invece si legge più essenzialità: innanzitutto la figura femminile è ristretta al busto e all'ombra della stessa donna e si accresce la drammaticità dell'immagine. Il nero, come al solito resta il colore dominante e impedisce all'osservatore di guardare oltre la finestra. Sul viso le venature del legno e sembra quasi avere il viso rigato dalla pioggia.