Altro giro altra corsa: tra due giorni si ritorna a votare.
Quando arrivi a superare i trent'anni cominci a sentirti un veterano delle schedine colorate e delle matite indelebili: ed il giorno delle elezioni ci si sente un vero e proprio baluardo della giustizia, la goccia nel mare che contribuirà alla scelta del partito giusto che renderà l'Italia un paese migliore.
Rileggete la mia ultima frase, lentamente.
Sicuramente buona parte di voi avrà stampato sul viso il tipico sorrisetto amaro di disillusione. No, non vi preoccupate, è normale: gli italiani hanno perso un po' il fervore di una volta, quando si andava alle urne credendo fortemente nelle scelte di partito e, in generale, nella politica.
Ma cominciamo dall'inizio, ovvero dal nostro caro dizionario Treccani e alla definizione di Politica:
polìtica s. f. [femm. sostantivato dell’agg. politico (sottint. arte); cfr. gr. πολιτική (τέχνη)]. – 1. a. La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica;
Ed è quello a cui aspiriamo, ciò che dovrebbe essere la politica veramente: un servizio (teoria e pratica) a favore della comunità (organizzazione, amministrazione e direzione della vita pubblica).
In questa mia breve disanima non voglio entrare nel merito di quale sia il miglior partito da votare (lungi da me!) o fare un elenco dei candidati papabili. Nossignore: chi mi segue sa che preferisco mantenermi generico e distaccato, buttando in mezzo un po' di sano qualunquismo e (in questo caso) un bel po' di provocazione.
La parte qualunquista è semplice e veloce: gli italiani hanno perso fiducia nella politica. Questo ce lo dice la decrescente affluenza alle urne dagli anni 50 ad oggi (siamo passati da più del 90% di votanti ad una cifra intorno al 70% nel 2013), ce lo dicono i sondaggi Istat sul sentimento degli elettori, le interviste in TV o (meglio perché non passano attraverso i filtri dei canali televisivi) i commenti sulla rete, dagli scienziati agli analfabeti funzionali.
Diciamo che sulla politica Italiana abbiamo sempre avuto da ridire, con tutte le ragioni del caso (ma a volte anche senza).
Passiamo alla mia parte preferita, la provocazione.
- Non credo nella politica, quindi non vado a votare, non me ne frega niente.
Sento questa frase sempre più spesso... solitamente dalle persone più giovani. Questo modo di fare mi fa venire l'orticaria: primo perché se abbiamo il diritto al voto lo dobbiamo al sacrificio di tante persone che hanno dato la vita per permetterci di mettere quella "X" sul foglietto. In secondo luogo perché io sono ingegnere e non mi soffermo sui problemi ma cerco delle soluzioni.
E l'astensione non è una soluzione.
Dai, sul serio, provate a trasportare la logica dell'astensionismo nella vita di tutti i giorni. Vi do qualche esempio:
Non credo che avrò mai i soldi per comprarmi una macchina. Quindi smetto di risparmiare, non me ne frega niente.
Non credo che imparerò mai a cucinare. Quindi ordino la pizza tutti i giorni, chissenefrega.
Non credo riuscirò mai a finire il lavoro entro stasera. Quindi sticazzi, mi licenzio.
Ora sono ovviamente esempi portati al limite: è logico che nessuno si licenzierebbe mai dal lavoro perché non riesce a finire una pratica... il lavoro ci serve per tirare avanti. Ed è questo il punto: il lavoro ci è NECESSARIO. Ma la politica NO, quella è un optional, tanto ci ammazzeranno comunque di tasse, posso permettermi di ignorarla.
È così che si migliora l'Italia?
Non credo.
Seconda provocazione: questo fenomeno di sfiducia nella politica, oltre a creare astensionismo, genera un movimento di elettori che non riesco proprio a mandare giù, e scusatemi se qualcuno si sentirà attaccato ma tant'è.
Gli elettori del "Voto Utile".
E non parlo del "Voto Utile" che millantano tutti i partiti, cercando di convincerci di essere il bene supremo... no, non intendo quello, che c'è sempre stato e sempre ci sarà.
Intendo le persone che votano il contrario dei loro ideali. Quelle che iniziano le proprie argomentazioni con "Guarda, questo partito non mi piace proprio MA..."
Ma alla fine lo votano. Perché non vogliono che il partito X vinca o, peggio, perché sanno che il partito Y non avrà mai abbastanza voti per andare al governo e quindi... meglio l'altro che ha più chances.
Ecco, io sono un'idealista.
È per questo che raramente ho votato il "Partito della pagnotta" e quando l'ho fatto, era perché credevo nelle loro proposte (venendo quasi matematicamente deluso alla prova del nove).
A volte non c'è scelta: di alternative decenti non ce ne sono, e bisogna un po' tapparsi il naso e dare il voto al meno peggio, questo fa parte del gioco. Ma votare un partito che non si sopporta nella speranza che vinca e che faccia una larga intesa con l'opposizione con lo scopo di portare stabilità... ecco, questo va contro ogni mia logica di partito, di campagna elettorale, di opposizione e di politica in generale.
E non può che portare ad un abbrutimento della politica presente e futura.
- Vabbè Gianluccio ma quindi qual è il punto? Cosa ci vuoi dire o trasmettere? Che dobbiamo fare per essere dei cittadini modello?
Beh, il mio voto va alla coerenza.
Se c'è un partito, un'ideale, una persona che voi stimate, qualcosa che vi dà fiducia ed in cui credete... ecco, quello è il vero VOTO UTILE, perché espressione cristallina della VOLONTÀ POPOLARE che, ricordiamolo, è l'unione di tutte le nostre volontà, quelle di tutti gli aventi diritto, dal dirigente al panettiere, dal giornalaio al consulente informatico, dal disoccupato al presidente del consiglio.
Ricordiamoci che le elezioni sono forse la più alta espressione di democrazia, l'unica occasione in cui il nostro voto vale tanto quanto quello delle rock star, dei calciatori o dei politici stessi. È un potere enorme che molto spesso viene sottovalutato e che meriterebbe maggior rilievo e rispetto.
Oh, e dopo domani ANDATE A VOTARE.
Non importa chi, ma andateci: vi costerà un po' di fatica, forse non ne avrete tanta voglia ma sarà una delle poche volte in cui avrete voce in capitolo nel tentativo di aggiustare questo sgangherato paese.
Io e ci siamo trovati ad affrontare argomenti molto simili, praticamente nello stesso momento: è il periodo... fate un salto anche sul suo post!