I due rimasero attoniti, profondamente demoralizzati.
"Non ha alcun senso, non ha alcun senso"... Continuava a ripetere .
, concentrata, con un dito seguiva tutte le lettere dell'enigmatica incisione, sussurrando appena tutte quelle che leggeva al passaggio dell'indice della mano destra.
"Hai imparato a leggere l'altro ieri? Ti stai esercitando?", prese a sfotterla il ragazzo, visibilmente nervoso e provato dall'intera faccenda.
"E te invece non hai mai imparato a stare zitto? Miii quanto parli", rispose senza staccare gli occhi dal muro.
sbuffò forte due volte voltandosi dalla parte opposta della parete, ma lei non ci fece caso.
Passarono prima i secondi, poi i minuti, ma la ragazza continuava a leggere e a rileggere imperterrita quella strana frase apparentemente senza senso, sempre concentrata come chi non molla mai.
Per ingannare l'attesa, si avvicinò alla statua di Ambra di Non è la RAI. Quel monumento riportò inevitabilmente alla sua memoria i dolci ricordi della prima adolescenza, quando passava i pomeriggi di fronte alla tv ammirando quelle ragazze stupende. Quei pensieri malinconici, ma felici, gli ridonarono un po' d'energia: si arrampicò sulla statua e la abbracciò da dietro, facendo scivolare le mani sul gelido seno di marmo. In quel preciso momento,
staccò gli occhi dal muro e, girandosi, poté ammirare la scena: "Ma che minchia fai night, tocchi le minne a una statua?", domandò incredula alzando la voce. "Io qui che mi sbatto a cercare di risolvere l'enigma e tu fai queste minchiate"?
"Quali minchiate, porta fortuna toccare le minne a una statua, non lo sapevi?", rispose lui di rimando, sporgendosi in avanti per vederle meglio. "Talíía pure qua c'è scritto qualcosa!", esclamò eccitato.
"Cosa c'è scritto!?", domandò curiosa la ragazza.
"HEIDI! C'è scritto HEIDI!", comunicò , prima che di riflesso prese a canticchiare: "Le caprette ti fanno ciao! Acci...picchia..."
Gli occhi di si illuminarono!
"Ma certo! Heidi! Mi sembrava di aver individuato questo nome all'interno della frase sul muro! È un anagramma, stavo cercando di risolverlo. Sono sicura che una delle due parole sia proprio Heidi, mentre l'altra è "numero", esclamò felice.
Poi però, tornata velocemente con i piedi per terra, aggiunse: "Certo che se non lo completo l'anagramma, siamo punto e a capo"...
"Heidi è una mia amica, sai?", disse come se nulla fosse, ancora appeso alle tette della statua. "
per la precisione", specificò con noncuranza.
"Ma certo! Settantuno!", urlò felice la ragazza, illuminandosi. "Adesso mi è chiaro: D'ALLARME LEONE UM INDAGHERAI è l'anagramma di AL NUMERO DELLA MANAGER HEIDI! Se mi dici che la tua amica è , allora la risposta è 29! 71 più 29 fa 100"!
"Mii è vero", commentò stupito da lassù. "Lì dice di aggiungere qualcosa e fare quota 100... Ma che c'entra in tutto questo"?
"Non chiederlo a me. Piuttosto cerchiamo il ventinove", disse, "Dev'essere la chiave per uscire di qua"!
I due cominciarono a perlustrare da cima a fondo l'enorme salone, con rinnovato vigore. La statua, il pavimento, le pareti... Niente.
Lo sconforto stava per prendere nuovamente il sopravvento, quando gli occhi di si posarono quasi per caso su di un tastierino numerico attaccato al soffitto, proprio sopra alla testa della statua di Ambra di Non è la RAI. Prese la rincorsa e, senza dire una sola parola, trovò il fiato per lanciarsi in una nuova arrampicata per raggiungere la vetta del monumento, sotto allo sguardo incredulo di
che non riusciva a comprendere il perché di quel gesto atletico. Quando fu in cima, spinse i tasti 2,9 e OK: "Ventinove!", urlò fortissimo!
In quel preciso istante si accese un piccolo LED verde sulla tastiera, mentre un rumore sordo simile a un improvviso smottamento, proveniente dal fondo del salone dove era seduta , annunciò l'apertura automatica di un varco segreto nel muro.
Entusiasta, il ragazzo scese in fretta dalla statua. A circa un paio di metri da terra, perse la presa sul marmo e scivolò troppo velocemente verso il pavimento; appoggiò male il piede sinistro e avvertì un dolore lancinante dalla caviglia in giù.
Come d'istinto cercò lo sguardo della ragazza, che aveva stampata in volto l'espressione del puro terrore. Si voltò dal lato del salone opposto a quello del passaggio segreto, seguendo la traiettoria degli occhi di e vide Power Down, l'orribile creatura!
"Aiutami ad alzarmi e scappiamo!", urlò a squarciagola.
Lei gli tese la mano e riuscì a farlo alzare sulle gambe, ma un urlo di dolore gli si strozzò in gola non appena caricò il peso del corpo sul piede dolorante.
"Corri!", urlò, mentre saltellando sul piede destro cercò di dirigersi verso l'apertura nel muro.
Corsero inseguiti dalla creatura, sebbene a scarsa velocità. Il mostro era ormai quasi alle loro spalle, le lacrime bagnavano i loro visi stanchi e il varco si avvicinava sempre più! "Eccolo, dai, ci siamo quasi!!..."
...
THE END
Risultati e aneddoti incredibili
Ebbene sì, cari ragazzi, dopo appena un giorno scarso di contest abbiamo già un vincitore! Inchinatevi tutti davanti alla sagacia del nostro:
!
Anche questa volta, seppur in poche ore di gioco, ne abbiamo viste delle belle. Tentativi di soluzione incredibili, fuori da ogni logica umana, che sarebbero da incorniciare a imperitura memoria per tramandarli ai posteri. (Ops, dimenticavo, sono su blockchain... :)
Dalle mirabolanti sparate di , alle quali ormai siamo abbastanza (ma non troppo) abituati, fino ad arrivare alla vera bomba del momento, ovvero il tentativo proposto sotto effetto di LSD dalla "chiave" di tutta questa storia:
. Una frase talmente epica, da meritarsi il diritto di entrare nella storia senza passare dal VIA! Cito testualmente:
LELLO, HAI UNA MERINGA: È DI MERDA!
Folle, direte voi. Ma non finisce qua! Perché quando il caso s'impegna, riesce a creare situazioni veramente surreali.
Qui, infatti, entra in gioco il nostro meeplecompositore che, inebriato dalle dolci note delle arie composte da lui stesso, è riuscito a raggiungere la soluzione del gioco per vie alternative a quelle dirette che mi sarei aspettato.
Come avrete capito leggendo la seconda parte della favola siciliana più assurda che sia mai stata scritta, bisognava "semplicemente" anagrammare una frase composta da quattro parole. Da lì in poi, la soluzione sarebbe magicamente apparsa davanti ai vostri occhi.
Il fato, però, ha voluto che si auto-convincesse della strada da percorrere verso la vittoria, partendo proprio dalle ragazze di NON È la RAI. Come egli stesso mi ha raccontato, ha pensato di andare a riguardarsi la sigla della celebre trasmissione TV andata in onda dal 1991 (anno di grazia del primo e ultimo scudetto vinto dalla Sampdoria) al 1995. (Come dargli torto, quella sigla è piena di gnocca!)
Per altro, proprio la sigla con la quale, da adolescente, ho perduto un'infinità di diottrie, ma questa è tutta un'altra storia...
Avendo intuito il bisogno di anagrammare la frase "D'ALLARME LEONE! UM... INDAGHERAI?", gli è parso di leggere fra le righe (è abituato con il pentagramma) la parola HEIDI all'interno di INDAGHERAI.
Divertito dal commento di quest'ultima a riguardo della meringa al gusto merda, è rimasto scioccato quando ha ascoltato alcune delle parole del testo della sigla di NON È LA RAI:
I riflettori qui non sono luci ma
vasi di lucciole
e quando nevica sono meringhe che
fanno le briciole d'amor...
O.O Mannaggia la miseria... Ebbene sì! Ecco le meringhe di che ritornano e si intrecciano con la menzionata NON È LA RAI. Non può essere vero...
Le coincidenze però non finiscono qui! di questo non se ne è accorto, ma io sì!
Nel video della sigla che potete vedere qui, ritornando per un attimo indietro nel tempo, al minuto 0:33 noterete proprio una delle ragazze prendere a testate un muro, proprio come suggerito nei commenti del contest dai metodi drastici della zia Alessandra, aka !
Mi raccomando, non perdetevelo, è un pezzo di storia.
Avete capito dunque come il nostro vincitore si è convinto del fatto che la chiave di tutto fosse il 71 di Heidi? È così che ha fatto Quota 100!
Ok ragazzi, qui termino. Un saluto a tutti, ci vediamo al prossimo gioco! Ciao!