Il futuro del lavoro
"Da giovane mio nonno lavorava 18 ore al giorno 7 giorni su 7, io lavoro 8 ore al giorno per 5 giorni, in futuro si lavorerà 3 ore al giorno per 3 giorni. In tutti i casi però le persone hanno pensato, pensano e continueranno a pensare di essere molto impegnati". Queste sono le parole pronunciate da Jack Ma fondatore del colosso mondiale dell'e-commerce Alibaba, per lanciare l'allarme sul destino del lavoro nel mondo.
In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una trasformazione del mondo del lavoro che probabilmente rivoluzionerà lo stile di vita della società odierna. I passi da gigante che la tecnologia sta facendo fanno si che i lavori che conosciamo stanno sempre più scomparendo perché vengono svolti dai robot. Un esempio potrebbe essere quello di alcune case automobilistiche che hanno sostituito parte degli operai della catena produttiva con dei robot che garantiscono maggiore efficienza e velocità. Questo fenomeno si sta verificando in quasi tutti i campi lavorativi in particolar modo per i lavori cosiddetti "pesanti/usuranti".
A questo punto sorge un problema, cosa faranno in futuro tutte quelle persone che vedranno sostituirsi dalla tecnologia?
Alcune statistiche infatti rivelano che il 30% dei lavori spariranno nel giro di 20 anni e il mondo del lavoro sarà alla ricerca di figure professionali che adesso non esistono neanche. I più positivi infatti sostengono che non c'è nulla da temere perché sicuramente la tecnologia toglierà moltissimi posti di lavoro, ma ne creerà altrettanti, semplicemente saranno diversi da tutti quelli che oggi conosciamo.
Sicuramente credere di bloccare questo processo è impensabile poiché vorrebbe dire ritornare al passato, la sola opportunità per non rimanere vittime di questo enorme cambiamento è cercare il prima possibile di modificare le nostre idee sul lavoro e proiettarle verso possibili figure che sicuramente serviranno anche in futuro.