17 Agosto 2025
Riprendiamo da dove avevamo interrotto.
Dopo la lunga salita da Crissolo e l’arrivo al Rifugio Quintino Sella, decidiamo di non perdere tempo: le previsioni per domani non lasciano molte speranze, soprattutto al mattino, e non vogliamo rischiare di rinunciare alla vetta del Viso Mozzo.
Siamo un po’ stanchi, ma la voglia di salire è più forte della fatica. Così, dopo una breve pausa per riprenderci e rifocillarci, ci rimettiamo in cammino. Lasciamo alle nostre spalle il rifugio e imbocchiamo il sentiero che costeggia il Grande Lago di Viso, uno specchio d’acqua magnifico, adagiato ai piedi del Monviso. Le sue acque tranquille riflettono le pareti di roccia e le nuvole che ormai hanno coperto il Re di Pietra.
È uno di quei luoghi che ti costringono a rallentare, anche solo per qualche istante, per goderti il silenzio e la maestosità del paesaggio.
Il sentiero diventa presto un terreno di pietre e massi instabili
che in breve ci conduce al Colle del Viso. Da qui ha inizio la vera e propria “scalata” verso la vetta del Viso Mozzo.
Il tracciato si perde quasi subito tra le rocce: più che un sentiero, è un labirinto di pietre, dove ogni passo va scelto con attenzione. Non c’è un percorso preciso, nessuna traccia evidente da seguire — solo una distesa grigia che sale ripida verso l’alto.
Ci fermiamo spesso a osservare il terreno, a valutare il passaggio migliore. L’unico riferimento sicuro è la cima, lassu', sopra di noi. È lì che dobbiamo arrivare, con pazienza e determinazione.
Passo dopo passo guadagniamo quota. Il fiato si fa corto, ma la meta sembra sempre più vicina. Sotto di noi, il Grande Lago di Viso — che poco fa costeggiavamo — si rimpicciolisce lentamente, fino a sembrare un piccolo specchio incastonato tra le rocce.
Dopo poco meno di un’ora di salita faticosa ma entusiasmante, raggiungiamo finalmente la tanto attesa vetta.
Siamo sul Viso Mozzo! La soddisfazione è immensa: ogni goccia di sudore è ripagata da quel semplice gesto di posare lo zaino e guardarsi intorno.
Purtroppo, le nuvole ci avvolgono quasi subito, impedendoci di godere appieno del panorama. Il Viso Mozzo è celebre per offrire una vista spettacolare sul Monviso, così vicina da farlo sembrare a portata di mano… ma oggi il “Re di Pietra” resta nascosto dietro il suo mantello di nebbia.
Pazienza. In fondo, è solo un motivo in più per tornare — e vivere di nuovo questa splendida avventura.
Ultime foto di rito e si torna al rifugio
Dopo le immancabili foto di rito, è tempo di tornare verso il rifugio. La discesa, più leggera nello spirito che nelle gambe, ci regala una splendida sorpresa: un gruppo di stambecchi ci osserva da lontano, immobili tra le rocce, quasi curiosi della nostra presenza.
Ogni tanto le nuvole si aprono, lasciando intravedere per pochi istanti il profilo maestoso del Monviso. È come se la montagna, dopo averci tenuti sulle spine per tutta la giornata, volesse ora concederci uno sguardo fugace, un piccolo premio prima del ritorno.
Eccoci finalmente di nuovo al rifugio, giusto in tempo per infilarci le ciabatte e prendere possesso dei nostri letti.
.Dopo un’ottima cena, condivisa tra chiacchiere e risate con gli altri escursionisti, ci concediamo anche una partita a scala quaranta — un classico che in rifugio non può mancare.
È stata una giornata lunga e faticosa, ma piena di emozioni e di soddisfazioni. I nostri obiettivi sono stati raggiunti e, mentre chiudiamo gli occhi, un solo pensiero ci accompagna: la montagna oggi ci ha accolto, e noi l’abbiamo vissuta fino in fondo.
Buonanotte, dal Rifugio Quintino Sella. 🌙
Ai seguenti link potete trovare informazioni tecniche sulla camminata di oggi
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Questo il Vlog della camminata
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