Oggi vorrei approfondire con voi una una tematica ancora poco battuta ma che ha catturato la mia attenzione: l'assistenza sessuale.
No, non vi sto parlando del sesso come tutti lo intendiamo, bensì di una vera e propria terapia, che viene somministrata ai portatori di handicap con mobilità ridotta.
CHI E' L'ASSISTENTE SESSUALE?
In Italia non è ancora una professione riconosciuta, anche se all'estero si tratta di una vera e propria figura qualificata avente la funzione di aiutare le persone disabili a risolvere alcune problematiche legate alla sfera della sessualità. Tale funzione ha lo scopo di aiutare il richiedente sia dal punto di vista affettivo che dal punto di vista fisico.
PERCHE' LE PERSONE DISABILI RICHIEDONO UN'ASSISTENZA DI QUESTO TIPO?
Spesso questa fascia di persone, a causa delle proprie condizioni fisiche e psicologiche non ha vita sociale ne ha mai avuto esperienze amorose o sessuali. Questo li può portare a sentirsi frustrati ed immaturi in ciò che concerne la sfera dell'affettività, senza contare che per molti può rappresentare un vero e proprio bisogno fisico. L'impossibilità di poter avere un contatto fisico o semplicemente praticare l'autoerotismo può rappresentare una vera e propria problematica che in alcuni casi porta la persona malata a sentirsi addirittura asessuata. Basti pensare che molte di queste persone arrivano in età avanzata ad essere ancora vergini e ad avere quindi una conoscenza del proprio corpo davvero limitata. Il sesso è un’esperienza determinante per l'essere umano e per chi soffre di gravi problemi è fondamentale come per qualunque atro essere umano, è inoltre necessario per affrontare meglio la propria condizione di disabilità.
DOVE SI INCONTRANO I DUE MONDI?
O meglio...Che cosa spinge una persona a diventare un'assistente sessuale?
Se da una parte troviamo una persona con gravi problematiche le cui condizioni la spingono a richiedere un aiuto psicofisico a pagamento, dall'altra parte troviamo un'altra persona avente una grande propensione a dispensare piacere al prossimo. E' proprio questo il punto di connessione che porta questi due mondi ad incontrarsi ed a ricevere/dare affetto e piacere fisico.
Ovviamente trattandosi di un lavoro davvero delicato, l'assistente sessuale deve predisporre di determinate caratteristiche, potrei definirla quasi una vera e propria vocazione.
Esso infatti deve essere estremamente empatico, essere dotato di grande dolcezza, deve saper trattare qualsiasi tipo di corpo e soprattutto saper suscitare il desiderio nella persona che sta trattando. Inoltre deve essere anche abile nello saper gestire con delicatezza alcune situazioni imbarazzanti che inevitabilmente potrebbero verificarsi. Importante, e non da sottovalutare è anche la capacità di saper mantenere un distacco emotivo con il proprio paziente, infatti trattando più persone quotidianamente, è fondamentale una volta finito il trattamento ed aver quindi dato amore e piacere, riuscire a mantenere il distacco emotivo necessario.
COME AVVIENE UN TRATTAMENTO ?
Non vi è un vero e proprio schema da seguire. Il tutto deve avvenire nella maniera più naturale possibile e nel rispetto di ciò di cui la persona trattata ha bisogno in quel momento.
In genere il portatore di handicap risulta avere bisogno principalmente di affetto, carezze e amore. L'assistente sessuale infatti è in grado di saper coccolare e far sentire amato il proprio paziente per poi, quand'esso sarà pronto, accompagnarlo verso un momento di culmine del piacere.
IL DIBATTITO IN ITALIA: PROSTITUZIONE O NO?
Come vi ho spiegato inizialmente, in Italia questa figura professionale non risulta ancora essere legalmente riconosciuta, anche se il primo convegno a riguardo risale agli anni 80' e numerosi corsi vengono organizzati. Nel 2014 è stato emesso un disegno di legge per quanto riguarda la figura dell'assistente sessuale, ma il dibattito è ancora aperto in quanto nel nostro paese non sono ancora state definite con esattezza le caratteristiche che questa persona deve possedere. Molti ritengono, come appunto vi dicevo, che si debba trattare di una vera e propria vocazione. Essendo però una professione a pagamento, il confine fra il vendere il proprio corpo, sfociando quindi nella prostituzione ed il farlo a scopo terapeutico è difficile da delineare.
COSA NE PENSO IO?
Ritengo che il sesso, poiché legato alla nascita, sia necessario nella vita di ogni essere umano. Si tratta di un istinto primordiale, come abbiamo necessità di mangiare o dormire abbiamo anche la necessità di sfogare la nostra energia sessuale. Credo che sia parte fondamentale nella vita di un uomo, come lo è l'affettività che è fortemente legata al sesso.
Per questi motivi ritengo che sia doveroso riconoscere a tutti gli effetti l'assistente sessuale come una vera e propria professione, in modo che tutti, anche chi soffre di gravi malattie, sia in condizione di poter godere di uno dei piaceri che la natura ha messo a nostra disposizione, oltre che a poter appagare un bisogno psicofisico che non si può assolutamente ignorare.