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Cosa rappresentano le motociclette per te?
Penso che sia la domanda che in assoluto mi è stata posta più volte.. perchè c'è stato un tempo in cui non mi separavo da loro se non per dormire e mangiare.. e qualche volta neanche in quest'ultima circostanza, visto che mangiano letteralmente al "volo" senza neanche scendere dalla sella.
Per me la moto rappresenta la libertà.
Immaginate che per un lungo periodo della vita della mia Ducati 748, non avevo neanche il piccolo spazio per il passeggero, visto che montavo un codone particolare che di fatto la rendeva "monoposto".
Io e la mia rossa.. in giro per la Puglia, qualche volta anche oltre. Motoraduni, corse in pista... corse in strada.
Non giudicatemi, dietro l'aria da bravo ragazzo si è sempre nascosta una realtà molto diversa. Soprattutto tra i 25 e i 30 anni, ne ho fatte di ogni tipo riuscendo incredibilmente a mantenermi fuori dai guai.
Ho sempre amato le due ruote: a 14 anni il primo scooter, a 16 anni la cagiva Mito.
A 18 anni, prima ancora di pensare alla patente B il desiderio era conseguire la A. Quella che m'avrebbe consentito di salire sulle moto che avevo sempre sognato.. e così feci. Era il 1997 e divenni possessore di quel pezzo di carta rosa, che mi attribuiva il diritto di poter salire su un bolide.
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La mia prima moto fu una Honda CB 500 K2 Four, Blue, vecchissima.. arrugginita. La pagai davvero due lire, era in condizioni pietose... La riportai in vita e l'amai con tutto me stesso. Ci feci circa 20.000 km prima che mi lasciasse per passare a miglior vita. L'avevo spremuta troppo e lei era una signora del 1973.. non potevo prentendere così tanto da lei, ma fui sgarbato e le concessi una seconda giovinezza.
Credo che abbia apprezzato morire in questo modo, almeno è quello che mi ripetevo all'epoca.
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Dopo il suo funerale, passai a una più recente Honda VFR 800 del 1998 con solo 3 anni di vita. Era il 2001 e feci un affarone: era gialla, colore inusuale e il suo proprietario voleva liberarsene. Finsi disinteresse al primo contatto, ma già sognavo di poterla guidare.
Rispetto alla CB 500 K2 Four sarebbe stato un passo avanti notevole, in termini di tecnologia (che onestamente non era quello che mi guidava nella scelta) e di velocità e prestazioni.
Riuscii a spuntare un prezzo che neanche speravo.. investii i soldi guadagnati con due borse di studio che nel frattempo avevo ricevuto.. e fu mia.
Non so neanche spiegare la sensazione che ebbi non appena la guidai per la prima volta. Mi sembrava di volare, ero padrone del mondo.. la prima cosa che feci fu dirigermi a Binetto, dove è sito l'autodromo del Levante. Volevo andare in pista, spingerla fino a tirare tutta la manopola del gas...
Lo feci: 220 km/h. Avevo paura, lo ammetto, ma anche l'adrenalina fino alla punta dei capelli.
Tornai in pista diverse volte, continuai a girare in lungo e in largo tutto il sud Italia. In giro mi conoscevano oramai.. ero quello della VFR gialla.
Non nascondo che mi è sempre piaciuto distinguermi dalla massa ed essere riconosciuto al primo sguardo aveva un sapore meraviglioso.
Ovviamente non esiste motociclista che viva in simbiosi con la sua moto, che non sia caduto almeno una volta nella sua vita.
Io piuttosto che cadere banalmente, decisi di schiantarmi contro un muretto a secco.
Non fu per colpa mia, evitai un cane randagio e successivamente mi si palesò la scelta: muretto a secco oppure auto dalla corsia opposta.
Pensai che il muretto a secco avrebbe fatto meno male alla mia Gialla, quindi cercai di cadere nella maniera corretta, cioè coricando la moto di lato e scivolando.
Un pò come fanno i motociclisti professionisti che ammirate la domenica in televisione.
Io mi lussai un anca (lussazione per fortuna ridotta manualmente e senza necessità di intervenire chirurgicamente) mentre la moto si distrusse in maniera irreparabile.
Credo che sia stata una delle poche volte che ho pianto nella mia vita.
Amavo quella moto, era stata la mia compagna per 5 lunghi anni nei quali avevamo percorso insieme circa 50 mila chilometri.
Momento di sconforto... che fare?
Non avevo soldi per comprare un'altra moto e ai miei genitori non avevo più chiesto nulla da quando avevo compiuto 18 anni. Mi pagavo l'università con le borse di studio, lavoravo in un deposito di libri, mentre studiavo.
Ma ecco l'idea geniale: vendo l'auto per comprare la moto. I miei amici mi considerarono un pazzo ma la decisione fu presa e non ci fu modo di farmi cambiare idea.
Siamo nel 2007: misi insieme tutto quello che avevo, perchè c'era un sogno da realizzare da quando provai una determinata moto e decisi che l'avrei posseduta prima o poi..
CC2 Creative commons - Autore: Brian Snelson
Era estate, faceva molto caldo. Mi stavo dirigendo dal venditore per vedere se le foto inserite su internet corrispondessero al vero. Una fiammante DUCATI 748 Desmoquattro, colore ROSSO Ducati.
Quando la vidi la prima volta, ce l'aveva un amico e me la fece provare. Il rumore dei motori Ducati è molto riconoscibile e io ne fui ammaliato come se fosse il canto delle sirene di Ulisse.
Fu l'amore più grande che avessi provato fino al quel giorno.. va detto che non avevo mai avuto ragazze fisse, ero un pò scapestrato anche se tutti mi reputavano una persona molto intelligente e affidabile.
Quando arrivai all'appuntamento e vidi quella moto, ebbi quasi un brivido, seguito da una sorta di delirio mistico. Non ricordo molto, so solo che appena acceso il motore e sentito quel suono, avrei fatto pazzie per comprarla.
La mia solita fortuna volle che il venditore fosse un signore benestante sulla quarantina, che pensò bene di comprare una moto sportiva per fare il tragitto casa lavoro. Una volta scoperto che non era proprio la moto adatta, si era indirizzato su una BMW F750GS e ora doveva sbarazzarsi della Ducati.
La parola sbarazzarsi uscì dalla sua bocca, ancora la ricordo perchè ero sul punto di mollargli un cartone sul viso per la sua irriverenza.
Invece pensai bene di sfruttare questo suo stato di necessità, per abbassare il prezzo. Una moto con soli 3500km era praticamente nuova. Era l'affare della vita e lo conclusi sparando la cifra massima che avevo preventivato (e che possedevo) che era abbastanza più bassa di quella richiesta. Non so se il mio viso a metà tra sogno e disperazione gli fece pena, ma concludemmo l'affare.
Sono passati 10 lunghi anni da quel giorno e lei è ancora con me.
Sono 3 anni che non salgo in sella, anche se ogni tanto l'accendo per farla respirare e per risentire la sua voce. E' messa su due cavalletti e aspetta pazientemente che io mi riconceda a lei.
Ma ho fatto una promessa a mia moglie da quando nostra figlia è nata.. e intendo rispettarla.
Lei è terrorizzata che io possa avere un incidente con conseguenze nefaste. C'è da dire che la capisco, perchè ho perso un caro amico in un incidente e un altro è paralizzato dalla vita in giù.
Quando si mettono al mondo dei figli, bisogna essere più responsabili e pensare a tutelare in tutti i modi questa nuova vita che nasce e che fa totale affidamento su di te.
Non è stata una decisione sofferta ed è stato solo un arrivederci.. non la venderò mai. Perchè lei è una parte della mia vita ed è legata a tanti ricordi.