Continua la mia "saga" di apparecchi vintage e dimenticati nel corso degli anni.
In certi casi, come questo, forse nemmeno mai conosciuti.
Oggi vi parlo di un oggetto veramente datato, che nella sua epoca fece storia e rappresentava simbolicamente il boom economico degli anni sessanta in Italia: il "Magnetofono "Geloso".
Cosa è un "magnetofono" ?
Si tratta di un apparecchio adibito alla registrazione e riproduzione di suoni audiofonici, incisi su filo (nei primi modelli) e su nastro contenuto in una bobina aperta (nei successivi modelli), attraverso un processo di incisione magnetica.
Un po' di storia
Creato nel 1946 dai fratelli Arrigo, Attilio e Pino Castelli , proprietari della azienda "Magnetofoni Castelli" sita a Milano, l'anno seguente viene presentato il primo modello presso la Fiera Campionaria e vendendone ben venti esemplari alla salatissima cifra di 450.000 lire dell'epoca, (pari a qualche migliaio di euro di oggi).
Visto l'inaspettato successo ottenuto, ma sprovvisti di capitale, rete di commercializzazione e tecnologia adeguata, i fratelli Castelli stringono un patto con l'ingegner John Geloso, che fiutato l'affare, propone la realizzazione degli apparecchi offrendo la sua azienda, la sua tecnologia, un supporto finanziario, nonchè una rete commerciale a patto che gli apparecchi prodotti venissero distribuiti con il logo GELOSO, riservando comunque la possibilità di inserire anche la dicitura "Licenza Magnetofoni Castelli" su ognuno di essi.
La produzione, di enorme successo, prosegui' fino al 1972, anno di chiusura degli stabilimenti della Geloso: erano arrivate le microcassette (che tutti noi conosciamo) e la concorrenza, assieme agli scontri sindacali e operai che scioperavano, riusci' ad abbattere lo storico marchio di Viale Brenta.
Foto di proprietà https://www.wumingfoundation.com
Come funziona un "magnetofono" ?
Attraverso un microfono collegato all'apparecchio in questione, vengono inviati dei suoni (voce,musica, rumori) .
Questi suoni modulano una corrente elettrica che crea un flusso di una elettrocalamita posta nella testina di registrazione sulla quale va a passare il filo (o nastro magnetico) permettendone la magnetizzazione, ossia l'incisione dei suoni.
Tale magnetizzazione determina l'incisione di cio' che si è registrato e, attraverso un altra elettrocalamita posta nella testina di riproduzione, si puo' riascoltare ciò che si è precedentemente registrato in modo permanente.
La testina di cancellazione invece ha lo scopo di sovrascrivere su un punto del filo/nastro, una nuova registrazione cancellando quella precedente.
Foto di mia proprietà
Foto di mia proprietà
Nella foto potete vedere uno dei tanti modelli emessi dall'azienda Geloso per l'esattezza il modello G268, uno dei piu venduti in assoluto, immesso sul mercato nel 1959 al prezzo di 39.000 lire, pari a circa 700 euro di oggi.
Come già accennato sopra, nel nostro paese stava cominciando finalmente quello che sarebbe passato alla storia come il Boom economico e le vendite dei magnetofoni della Geloso erano molto buone: le famiglie italiane potevano togliersi cosi uno sfizio di una tecnologia, per l'epoca, all'avanguardia.
Il G268 funzionava con bobine a nastro magnetico, aveva tre velocita regolabili (che permettevano di variare la durata totale del nastro a discapito della qualità di incisione).
Dalle dimensioni contenute e dal peso non indifferente di 12 Kg, il G268,collegato alla presa di corrente domestica, funzionava a valvole esattamente come le radio americane durante la seconda guerra mondiale.
Quando lo si accende, infatti, si deve attendere un paio di minuti (riscaldamento delle valvole) per prepararlo all'utilizzo.
La cosa affascinante è che, avvicinando il naso allo chassis , se si ha un discreto olfatto, si può sentire l'odore acro e caldo delle valvole che raggiungono una temperatura elevata per poter funzionare.
foto di mia proprietà Valvole provenienti dalla ex URSS per utilizzo dei magnetofoni.
Il G268 dispone dei comandi di riavvolgimento, play, stop, registrazione espressi in lingua italiana:
Foto di mia proprieta
E, come detto in precedenza, supporta nastri magnetici, il cui taglio più frequente era quello di 30 minuti (270 feet) utilizzando la qualità standard (la seconda delle tre disponibili )
Foto di mia proprietà Nastri magnetici con custodia e vari accessori
Ma uno degli accessori secondo me più belli a vedersi è senza ombra di dubbio il microfono
Foto di mia proprietà
La qualità del suono è molto buona, l'apparecchio dispone di regolazione del volume e dei toni bassi nonchè del contagiri (quello in basso sulla sinistra) per riportare il nastro al punto desiderato.
Perchè io possiedo un Geloso G268?
Anni fa, mentre andavo a gettare la spazzatura, vidi sull asfalto, abbandonato, un apparecchio che ricordavo di avere visto, quando ero molto piccolo, a casa dei miei nonni.
Lo presi e me lo portai in garage.
Era davvero malconcio e sporco, lo collegai alla presa di corrente e non dava segnali di vita.
Pertanto, attraverso Google, cominciai a informarmi in lungo e in largo circa questo apparecchio: la storia, il funzionamento, la tecnologia, fino a riuscire a trovare il file PDF dello schema elettrico.
Rendendomi conto che il circuito elettrico del magnetofono era semplice e basilare, mi procurai resistenze, condensatori, diodi di ricambio (di pari valore a quelli originali riportati sullo schema) e mi misi al lavoro.
Foto di mia proprietà Scatto eseguito durante la riparazione del mio Geloso G268.
Fui pure fortunato in quanto a livello meccanico, il tutto era abbastanza a posto: in caso contrario non avrei potuto riparare l'apparecchio in quanto in commercio non esistono piu dai primi anni settanta le parti di ricambio e avrei risolto solamente comprando "al buio" un identico modello per poterne prelevare le parti necessarie alla riparazione, ma non avrebbe avuto senso in quanto, a quel punto, ne avrei comprato direttamente uno funzionante, rinunciando alla soddisfazione di poter dire "L'ho riparato io!"
Dopo circa due settimane di pazienza, ore piccole e bestemmie in aramaico, terminai la riparazione nella parte elettronica.
In seguito lavai energicamente con spazzolino da denti le parti in plastica, portandole letteralmente a nuovo, chiusi il tutto e l'apparecchio sembrava appena uscito dallo stabilimento di Via Brenta a Milano
Foto di mia proprietà Il Geloso G268, appena terminato di riparare e pulire, ma ancora sprovvisto di bobine per poterlo testare
Cercai su Subito.it alcuni annunci di vendita di vecchie bobine adatte alla riproduzione su magnetofoni Geloso.
Trovai un tipo di Reggio Emilia che me ne spedi' ben cinque, in una di esse c'era la registrazione del Telegiornale che, nel 1967, annunciava l'inizio della Guerra in Vietnam, l'intera edizione del Festival di Sanremo dello stesso anno e altre chicche che ho ascoltato con immenso piacere.
Ricevuto quindi il plico del Signore di Reggio Emilia, feci subito un video celebrativo del Geloso G268 in funzione, appena restaurato che vi propongo:
(il brano in esecuzione risale al 1967 e si intitola "Casa Bianca" interpretato da Marisa Sannia)
La riparazione di questo apparecchio , che nemmeno conoscevo, ha costituito per me un motivo di immensa soddisfazione.
Ed è per questo motivo che io sono geloso..del mio Geloso!