Alla fine del mese devo compilare un modulo riassuntivo da presentare in azienda entro i primi giorni del mese successivo.
Il modulo, oltre alla funzione riassuntiva, può avere tante altre funzioni, alcune utili per me, altre per chi deve valutare il mio operato.
Tutto deve essere compilato alla perfezione; i turni che ho svolto devono coincidere con i turni che mi sono stati trasmessi, così come le sedi di cui possiedo i referti timbrati devono coincidere con le sedi in cui mi hanno detto di andare a prestare servizio.
Una delle cose fantastiche del mio lavoro è che possono passare anche dei mesi prima di vedere un mio superiore. Questa sembra una cosa da poco ma tutti sappiamo quanto possa essere pesante dover far fronte continuamente alle critiche o, ancora peggio, sentirsi perennemente osservati.
La consegna della chiusura del mese, infatti, non avviene necessariamente per mano; posso lasciare il tutto nella cassetta della posta riservata all'azienda e chi si è visto si è visto.
Potrei elencarvi altri fattori del mio lavoro che reputo molto interessanti ma non è necessario, questo post non vuole trattare questo tema; non è tutto rose e fiori, ovviamente, tra gli aspetti negativi vi è sicuramente il dover passare tra le 10 e le 13 ore lontani da casa, una roba non da poco che rende questo lavoro difficile da fare per tanti anni.
Durante il lockdown, c'è stato un periodo in cui la mia mansione è stata modificata su richiesta dei locali in cui presto servizio e mi sono ritrovato a contatto diretto col cliente.
La situazione era pesante e il cliente non vedeva l'ora di sfogarsi col primo che gli capitava a tiro, vale a dire, quasi sempre, me.
Fortunatamente quel periodo è passato abbastanza velocemente e, dal 4 Maggio, ho ripreso il mio normale servizio, sicurissimo del fatto che la situazione fosse in procinto di esplodere.
I danni economici del lockdown si sono appena visti, diciamo che abbiamo visto appena la punta dell'iceberg. Oggi leggevo i nuovi dati trimestrali trasmessi dall'ISTAT e c'è poco di cui esser contenti.
Qualcuno prova, inoltre, a far credere che la situazione non sia grave solamente perché altri Stati europei come Francia e Spagna siano nella nostra stessa situazione.
Tornando alla valutazione del mese appena concluso, non ho potuto fare a meno di notare quanto i numeri siano cresciuti:
Fino a Giugno viaggiavo con la media di 5-6 fermi al mese; questo mese ne ho effettuato 14, 5 dei quali negli ultimi sette giorni.
La situazione diventa ancora più chiara e allarmante contemporaneamente se si pensa che lavoro nella catena di supermercati più famosa del Veneto, con oltre 115 sedi e con i prezzi mediamente più alti del mercato, motivo per cui la sua clientela è abbastanza selezionata e molto viziata.
Ci si aspetterebbe quindi di avere a che fare con clienti mediamente per bene, nulla di più falso.
Un altro grossissimo luogo comune riguarda il fatto che gli unici a rubare siano gli africani e i zingari.
Ricordo come fosse ieri una signora italiana che mi sgamò mentre la osservavo e mi disse:
guarda che sei brutto, perché non segui i marocchini?
evito di scrivere tutto quello che ho pensato in quel momento e, soprattutto, quello che le ho augurato le facessero i marocchini di cui parlava.
Lascio parlare i dati, secondo i quali, sempre per usare etichette che a troppe persone piace usare:
- è davvero difficile beccare un orientale a rubare, la loro cultura è troppo rispettosa del lavoro;
- non è comune beccare un africano a rubare, moltissimi di loro sono umili e vivono una vita di povertà senza danneggiare il prossimo;
- è comunissimo beccare uno zingaro (dove per zingaro si intende a volte provenienza e altre volte cultura) rubare; sembra che vivano per danneggiare il prossimo e il suo lavoro. Durante il lockdown sono completamente spariti dalla circolazione, probabilmente perché sicurissimi del fatto che non avrebbero ricevuto alcuna assistenza sanitaria nel peggiore dei casi, ora sono tornati più carichi che mai;
- è comune beccare un italiano che ruba, a volte per sfida, a volte per bisogno.
Come potete vedere, questa divisione per etichette non funziona proprio per niente. Può essere utile a scremare ma ogni categoria ha le sue eccezioni per cui mi sento di fare quella che è l'unica grossa distinzione:
- lavoratore o non lavoratore
Generalmente chi lavora ha maggiore sensibilità e rispetto verso il lavoro altrui e, in teoria, non ha bisogno di compiere determinate azioni. Potremo collocare qua la maggior parte delle persone tra i 25 e i 65 anni.
Chi non lavora non ha alcun rispetto verso il lavoro altrui e quasi sempre ruba per sfida o soddisfazione, non per bisogno. Andiamo a collocare qua gli under 25 e i pensionati.
Aaaaaah i pensionati, sapeste quanto amano il formaggio, sapeste quanto amano riempire quelle loro gigantesche borse personali, sapeste quanto amano pesare 2 mele e poi buttarne nel sacchetto altre 2 o 3, sapeste quanto amano l'intimo, sapeste quanto amano le creme.
La stragrande maggioranza dei furti viene compiuta dai pensionati.
Se devo scegliere tra seguire un africano o seguire un pensionato con una borsa, ho poco da pensare e punto sul vecchietto/a.
Il lockdown non ha minimamente scalfito questa categoria eppure resta quella che ha il comportamento più infame, come se fosse il padrone del mondo.
Per un pensionato il lockdown è stato semplicemente un livello bonus di questo videogioco che è la vita.
Erano i primi a dividere la lista della spesa in 3 in modo da poter uscire tre volte di casa, erano i primi a non rispettare nessuna regola (hanno passato la guerra, cosa vuoi che sia un'influenza?) e sono i primi nella lista delle nostre prede.
Il buonismo va bene per un politico;
Il buonismo va bene per uno a cui piace fare tanti like nei Social Network;
Il buonismo non serve a un cazzo nel mondo del lavoro.