Penso che, più o meno, tutti noi che frequentiamo Hive, il mondo delle cryptovalute in generale, abbiamo sentimenti comuni riguardo le banche.
Ormai è evidente che i soldi in banca non siano più al sicuro di quel che potrebbero essere in un exchange che operi a livello mondiale.
Non solo, una volta depositati in un conto bancario o postale, i soldi non sono più nostri. Non lo dico io, lo dice il codice civile, nel suo articolo N°1834, che recita:
Articolo 1834. Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi.
Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.
La banca o la posta diventa proprietaria dei nostri soldi. In cambio, riceviamo un pezzo di carta che garantisce il nostro credito nei confronti della stessa.
Sembra che ottenere indietro i nostri soldi sia una cosa scontata, ma avete mai provato a prelevare delle cifre superiori alla media senza dare alcun preavviso?
Durante la primavera di questo 2020 abbiamo avuto degli esempi chiari e documentati di impossibilità di andare a prendere i propri soldi.
Durante il lookdown, in tanti piccoli comuni italiani i bancomat sono stati chiusi, impedendo a tantissime persone di accedere al denaro contante.
In caso di fallimento bancario, i nostri fondi sono protetti fino a €100000 per persona e per banca.
Ciò significa, per farla breve, che se ho €200000 ho due scenari:
- tenere tutti i fondi nel medesimo conto, sapendo che, in caso di fallimento dell'istituto bancario, la metà di essi andrà sicuramente persa
- dividere i fondi in almeno due conti, di banche diverse, in modo che tutti i miei fondi siano protetti
Risolvere il problema al 100% è, tuttavia, impossibile.
È stato creato un fondo che ha lo scopo di risarcire gli utenti in caso di fallimento bancario, tramite il famoso Bail-in.
Si stima, tuttavia e purtroppo, che questo fondo ha il potenziale di coprire solamente l'1% della liquidità totale. Non è assolutamente in grado, quindi, di essere una vera soluzione in caso di fallimenti multipli di istituti bancari, soprattutto se grossi.
Differenziare è fondamentale.
Differenziare non ci rende immuni al pericolo, ci aiuta a ridurre al minimo il rischio di perdere tutti i nostri soldi.
Si fa con il portafoglio di cryptovalute e andrebbe fatto con qualunque portafoglio di asset.
In analisi del rischio, si parla di rischio emittente che, riassunto, è la probabilità che un istituto non sia più in grado di assolvere i propri obblighi. Questo scenario ci porta a perdere tutto il nostro patrimonio e va tenuto sempre in considerazione.
Anche Bitcoin ha un rischio emittente che, dopo oltre 9 anni, possiamo considerare ormai prossimo allo zero, soprattutto adesso che i fondi istituzionali stanno iniziando a investire pesantemente nel settore.
È possibile differenziare in tantissimi modi e livelli.
Avendo un conto in Italia e uno in Germania, riduco le probabilità di perdere tutti i miei soldi nel caso a fallire siano le banche di uno di questi due Stati, ma non di entrambi. Sono comunque entrambi Stati Euro.
Potrei allora avere un conto in Italia e uno in Inghilterra, riducendo ancora di più il rischio e avendo accesso a un'altra valuta.
Gli esempi sono tantissimi e penso che abbiate capito il concetto. Non ho abbastanza conoscenze per andare troppo in profondità ma ho avuto la fortuna di studiare molto bene le basi.
Secondo le leggi attuali italiane, un conto estero non va dichiarato nel modello RV in fase di dichiarazione dei redditi, laddove la giacenza media del conto sia inferiore ai €5000.
Ormai esistono tantissimi conti online che forniscono IBAN estero e hanno costi di mantenimento nulli o quasi.
I tempi in cui le banche cercavano di essere amiche dei propri clienti è ormai finito, da quando lo Stato ha scaricato a esse la responsabilità di garantire circa la provenienza dei soldi presenti nei nostri conti.
I dipendenti delle banche si assumono la responsabilità ogni volta che danno il consenso a una nostra operazione bancaria e rischiano di cadere perfino sul penale in caso commettano errori.
Per questo motivo bisogna cercare di avere un'attività bancaria più pulita possibile.
Penso che la base sia avere:
- conto italiano
- conto estero
- una prepagata
Il procedimento più sicuro:
- ricevo i soldi nel conto italiano
- li rigiro nel mio conto estero (inserisci nella causale giroconto e fai una normalissima operazione, in fondo hai ancora il diritto, per fortuna, di avere i soldi dove cazzo ti pare)
- dal conto estero ricarichi la prepagata
- dalla carta prepagata puoi fare praticamente qualunque operazione senza rischio
Per esperienza, quando una banca inizia a farti delle domande circa la provenienza dei tuoi fondi, è arrivato il momento di chiudere il conto e aprirne un altro, cercando di non commettere nuovamente gli stessi errori.
Fortunatamente non ho ancora avuto problemi con le banche ma penso che il motivo sia molto semplice: finora i soldi sono solamente usciti, quelli in entrata non provengono da "attività dubbie".
Questo perché sicuramente non andrò a depositare in banca i guadagni delle attività in questo mondo. Ho così tanti posti in cui mettere quei soldi che la banca è la cosiddetta "ultima spiaggia".
Mi viene in mente il giochetto che si fa col forex per abbattere i guadagni a fine anno ma sarà meglio che non faccia affermazioni simili in pubblico, non si sa mai. 😉
Se lo conoscete bene, sennò sarà per la prossima vita.
L'argomento è vastissimo e ho cercato di non divagare. Magari ci sarà un preseguio, mi piacerebbe scrivere ancora a riguardo per sapere cosa ne pensate.
Sicuramente non andrò a scrivere cose che penso ma cose che so. Tutto ciò che ho scritto, infatti, è facilmente verificabile.
Grazie per aver letto!