Definire la new wave esclusivamente come un genere musicale è parecchio riduttivo.
Culto per alcuni, vero e proprio movimento controculturale per altri, la new wave è prima di tutto un modo di vivere il mondo, i sentimenti, i rapporti umani...
Il suo impatto in ambito culturale è notevole, tanto da essere stata paragonata alla Nouvelle Vague francese, ma è proprio nella musica che il suo effetto è stato devastante!
Il fuoco e la rabbia giovanile del movimento di massa del '77, che aveva trovato in ambito musicale sfogo nel punk prima e nell'hardcore dopo, esaurisce la sua forza lasciando ai giovani dell'epoca un vuoto ideologico che li spinge verso una musica più intima, introspettiva e dalle tinte sempre più dark.
Nata a metà degli anni settanta la new wave (espressione che per anni si sovrappone al concetto di post-punk), affonda le proprie radici nel punk originale per poi evolversi attingendo dal romanticismo e dalle sperimentazioni elettroniche di matrice tedesca (Kraftwerk e Kosmische Musik).
E' proprio l'elemento elettronico, sia a livello melodico (synth) che ritmico (drum machine), a rappresentare un punto di non ritorno rispetto a gruppi new wave classici come Television, Talking Heads, Siouxsie and the Banshees e The Smith.
Le grida rabbiose del punk si trasformano in gelidi versi gutturali, valvola di sfogo per l'inquietudine che attanaglia i giovani '80's.
L'alienazione che regna sovrana nelle città industriali da vita ad una musica meno istintiva, dai temi sociali si passa all'introspezione più sofisticata e intimista incarnata da ritmiche ossessive e melodie nichiliste.
"Love will tear us apart, Boys Don't Cry, Blu Monday " hanno saputo esprimere al meglio il disagio di quegli anni e non a caso sono delle vere e proprie pietre miliari del genere.
Inni generazionali di milioni di giovani che a chilometri di distanza, stili di vita e modi di vivere diversi, si ritrovano nelle stesse parole ormai scolpite in maniera indelebile nella storia del "rock".
to be continued...