A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?Eugene Smith
Come non essere d'accordo con il documentarista statunitense...
Tra le mille sfaccettature della mia personalità , nella vita, mi sono sempre trovato a dover fare i conti con una certa timidezza, motivo per cui sin da bambino ho trovato nella fotografia un modo per poter esprimere me stesso pur rimanendo in silenzio.
Ho racchiuso nei miei scatti tutti gli stati d'animo, le mie paure, la mia felicità e le mie speranze. Tutti i sogni di un bambino prima e di un uomo poi...
Non ho mai badato alla tecnica e non ho mai frequentato corsi fotografici.
Penso all'arte come un continuum tra la propria emotività e quella altrui, per questo ritengo che essa debba essere mediata il meno possibile da tecnicismi sterili e autoreferenziali.
Ho amato per anni il bianco e nero e in parte lo amo tuttora. Durante l'adolescenza la pensavo proprio così: tutto era per me netto e definito; il bianco da un lato e il nero dall'altro.
Tutto ciò che sta nel mezzo non esisteva!
Dove sono i colori africani? la sua natura? il suo essere wild? Questi due scatti sono stati fatti a Freetown all'inizio della stagione delle piogge...ascoltavo new wave e mi sentivo più in qualche cupa capitale europea che nell'Africa occidentale.
Mi mancava la mia città (ma questa storia già ve l'ho accennata) ed al mio ritorno ho passato tanto tempo in giro per i suoi vicoli, tra le sue contraddizioni e la sua bellezza.
Dal bianco e nero sono passato ai colori esasperati e una grana che si faceva sempre più invadente.
E' venuto il tempo della natura, del mare, del sole, dei paesaggi e dei fiori.
Reali o "disegnati con la luce"...
Ognuno di questi scatti è per me un ricordo, uno stato d'animo fissato in maniera permanete, un'emozione, un momento triste, di solitudine o di pace interiore.
Fatemi sapere qual'è il vostro rapporto con l'arte e le emozioni che essa racchiude. Fatemi sapere se questi scatti vi hanno suscitato qualcosa oppure no...