La neve.
L'altro giorno quando mi sono svegliato, devo ammettere che ho visto il mondo con occhi diversi.
La neve mi ha sempre messo di buon umore, è un po come un giorno di festa quando nevica, la neve è un motivo di gioia e sembra sempre un giorno di festa.
Certo... quando nevica tanto ci sono anche un po di problemi tecnici legati al lavoro ed agli spostamenti, ma quelli di cui sto parlando adesso sono problemi da 'grandi ' io adesso sto iniziando un discorso parlando della neve guardandola come la guardano gli occhi dei bambini.
Mia figlia impazzisce per la neve, ovviamente, anche se le ' vere ' nevicate non le ha mai viste.
Siamo riusciti soltanto due volte a fare un pupazzo di neve in giardino e mi ricordo che una di queste due volte era ancora all'asilo.
Quel giorno sono andato a prenderla prima per poter giocare in giardino.
Chissenefrega di una mezza giornata di lavoro o magari di scuola o asilo... quando c'è da divertirsi... bisogna muoversi per poterla prendere al volo.
Tornando a quest'ultima nevicata, non è che sia stata una nevicata memorabile, però un pochino sulle macchine e sull'erba ha attaccato.
Da qualche tempo porto io mia figlia a scuola e mia moglie la va a riprendere, da quando il negozio è chiuso e lei va al lavoro in ufficio la mattina.
Quella mattina ho aspettato che partisse con la macchina per poi scendere e fare una piccola battaglia a palle di neve con mia figlia.
ma papà... facciamo tardi a scuola...
l'ingresso è elastico... abbiamo tempo fino alle nove meno venti... beccati questa...
Pammmm.
Via così finché non abbiamo finito la neve sui cofani delle macchine.
Speravo che attaccasse ancora un pochino per poter fare un bel puppazzodinnevve invece questa volta è andata male.
Sulla neve ho tanti ricordi belli legati all'infanzia, però ricordo anche mitiche giornate in adolescenza e non solo.
Alle superiori ero entrato nel ' club ' della corsa campestre, perché sono sempre stato uno che valuta costi benefici di quello che fa e un cambio di un paio di pomeriggi al mese di allenamento, mi saltavo qualche giorno di scuola per andare a fare le gare.
Non ero una cima, cioè non ero uno velocissimo quindi il mio professore che era il classico professore di educazione fisica dei film americani, un bruce Willis per intenderci, mi portava alle gare per ' bloccare ' gli altri.
ti metti in prima posizione e a spallate blocchi quelli delle altre scuole così fai passare i tuoi compagni... tutto chiaro? Hai capito?
si ma... non è sportivo...
sfigato...
Così iniziava le frasi lui quando parlava coi suoi studenti.
sfigato... vuoi venire qui e saltare le lezioni?
si.
allora fai come ti dico... mi servi solo se fai come ti dico, altrimenti ti lascio a casa.
no problem. Tu mi dici quello che devo fare, ed io lo faccio. Sarò un bastardo tagliagole.
Strapperò cuori dai petti e me li mangerò... poi mi berrò il loro sangue.
- non fare lo sfigato. O non ti porto più.
Bene... questo non c'entra proprio con la neve ma è il discorso apripista per quello che sto per andare a raccontarvi.
Un pomeriggio mentre correvo come un criceto intorno al campo da calcio, uno dei ragazzi che correva con me arriva con dei ' cosi ' ai piedi.
cosa fai?
mi alleno per la gara di sci di fondo.
e cos'è lo sci di fondo?
Non lo sapevo... tenete conto che ero un tamarro terrunciello della periferia di milano.
Sapevo andare a ballare la domenica pomeriggio e se ti beccavo ti limonavo come se non ci fosse stato un domani... ma lo sci di fondo non era nemmeno nei miei sogni.
praticamente non scendi dalle piste ma sei in piano e devi spingere tu e fare fatica.
ah ok... e quei cosi sono degli sci di fondo a rotelle?
si
sono tuoi?
no sono della scuola.
ah ok. E quand'è che si fa la gara?
è a febbraio.
nel week end?
no mi sembra che sia un giovedì...
proooooof... perché lui fa sci di fondo? Lo voglio fare anch'io.
sfigato... se non impari però non ti porto.
Mi giro verso il tizio.
- dai scendi dal cazzo che adesso tocca a me.
Beh, diciamo che in pista sembrava abbastanza facile, insomma... gli sci a rotelle avevano un specie di frizione che permettevano alle ruote di non slittare all'indietro, quindi non avevo particolari problemi nel ' andare avanti '.
Costi benefici... anche questa volta vincevano i benefici.
Una giornata sulla neve aggratis saltando pure un giorno di scuola.
Ma che figata.
Quante altre attività delle quali non me ne poteva fregare meno che un cazzo potevo fare per saltare le lezioni in modo istituzionale?
Basta... nient'altro, il resto era post scuola tipo il teatro o roba da studiare... ma per favore, il mio obbiettivo era evitare di studiare non facciamo scherzi e non diciamo minchiate e poi il post scuola era da passare fuori da scuola altrimenti che ' post ' era?
E così finalmente arriviamo alla giornata sulla neve.
Devo ammetterlo, un pochino mi intrippava anche questa cosa della gara di sci di fondo, insomma, sapevo di non essere un campione sportivo, come vi ho già detto prima ero forte col ' limone ' ma una cosa del genere non me la sarei mai aspettata.
La gara si svolgeva in un bosco ed in molti angoli c'erano degli arbitri per controllare che qualche figlio di puttana non imbrogliasse, un po come Dick Dastardly nella Wacky Races.
Si partiva ad uno ad uno e venivano presi i tempi.
I vari arbitri avevano i wackytaky i walky talky i Walkytrk... i vari arbitri avevano le radioline con le quali comunicavano tra di loro e con il tavolo della partenza.
- via.
Toccava a me...
Figa gli sci non andavano. Slittavo avanti ed indietro ma non mi muovevo.
- sfigato... muoviti... sfigato...
Indovinate chi cazzo era che urlava così ed immaginate a chi lo stava urlando.
Riesco ad arrivare alla prima curva e l'arbitro mi dice di farmi da parte per far passare gli altri.
E così via finché tutti non mi avevano passato.
Arrivato ad un punto uno degli arbitri mi dice
ragazzo la gara è finita. Torniamo a piedi. Ma tu non sai andare sugli sci?
no è la mia prima volta ma voglio finire la gara.
Ragazzi... il tizio avverte gli altri arbitri della gara sparsi per il percorso che iniziano ad arrivarmi alle spalle.
- metti i piedi qui... metti la gamba così... bravo dai...
Bene, li avevo tutti dietro il culo che mi spronavano ad andare avanti fino alla fine. Ad ogni curva si aggiungeva un nuovo arbitro ed un nuovo - daiiiii braaaaaavo....
Bene.
Siamo arrivati tutti insieme al traguardo e lo stavano già smontando.
Lo hanno ritirato su solo per farmi passare di sotto.
Appena arrivato mi hanno riempito di applausi perché nel frattempo la ' leggenda ' di questo ragazzo straordinariamente impedito nello sci mi aveva preceduto.
- ci siamo riusciti.
Mi hanno detto.
Eravamo diventati una squadra io e gli arbitri.
Il mio momento di gloria è durato pochissimo.
Mi si avvicina lui.
Si lui...
sfigato... sapevo che eri scarso... ma non fino a questo punto.
la prossima volta andr...
Non mi ha fatto nemmeno finire la frase.
- si la prossima volta ahahahahahahhahaha sfigato. La prossima volta te ne stai a casa.
Ricordo però che tornando a casa quel giorno ho ascoltato per la prima volta jamiroquai dalla cassettina di uno sconosciuto che me l'ha prestata.
Ma parlando di neve, direi che gli aneddoti interessantissimi sulla mia infanzia slash adolescenza slash gioventù non sono mica finiti.
Ricordo la migliore battaglia di palle di neve della mia vita ma credo anche delle vostre...
Ero al militare e facevo il ' conduttore ' cioè guidavo i pullman i camions ( mi viene in mente come pronunciava mia nonna la parola camions ma non è riproducibile a parole scritte ) ed anche le macchine e le ambulanze, ma quando non si faceva nessun servizio esterno, si stava in parcheggio in mezzo ai camion.
Quel giorno ha nevicato.
Tanto.
Ad una certa ora, il maresciallo molla il colpo e se ne va a casa.
Io ed altri due iniziamo a tirarci qualche palla di neve.
Nel frattempo passavano altri ragazzi che tornavano dai loro lavori e si uniscono alla guerra.
Dopo mezz'ora eravamo circa una cinquantina di persone ad ammazzarci di palle di neve tutti contro tutti.
Ricordo anche le imboscate da sopra i tetti del camion o addirittura uscivano i bastardi da sotto le ruote.
Una guerra così non l'avevo mai vista.
Eravamo un gruppo di assatanati in mezzo ad un parcheggio pieno di ACM che erano i tipici camion militari.
Siamo stati interrotti dall'arrivo del gruppo di guardia che ci ha fatti scappare.
Putroppo per loro montavano di guardia e non potevano combattere.
Infatti mentre ci cacciavano assieme al loro tenente si vedeva nei loro occhi la disperazione nell'essere artefici dell'interruzione di qualcosa di epocale e nel contempo di non essere riusciti a farne parte.
Sfigati.
Avrebbe detto qualcuno.
Poi, il mio rapporto con la neve ha avuto una leggera incrinazione, quando ho iniziato a lavorare e dovevo andare anche con 60 cm di neve a terra.
Non che li abbia mai fatti un giorno si ed uno no a Milano 60 cm di neve ma quei pochi giorni a me sono bastati.
Avevo appena comprato la macchina, dovevo ancora finire di pagarla, così si dice in generale per le cose nuove, io l'ho detto della mia macchina per tutti i cinque anni successivi.
A quei tempi eri fortunato se finivi di pagarla e la macchina c'era ancora.
Ho degli amici che pagavano il finanziamento per anni ma giravano a piedi perché la macchina era nel fosso.
Ma vabbè... torniamo a noi ed alla neve.
Dovete sapere che adesso mi vedete con le rughe ma sono stato giovane anch'io ed ancora adesso quel giovane viene fuori quando per terra ci sono delle lastre bianche ed a 10 cm dalla mano destra ho un freno a mano.
Sgommate nei parcheggi come se piovesse.
La sera eravamo tutti lì... puntualmente poi un paio di sportierate tra conoscenti per via delle misure prese male ed ogni tanto finiva a schiaffoni perché
è colpa tua
no è colpa tua
No siete due deficenti.
Io non ero da meno ma diciamo che comunque non sono mai stato un abile guidatore.
Vado piano.
Infatti mi hanno sempre detto sin da quando ero giovane che ' guidavo da tipa ' cioè come una donna.
Passerete la battuta sessista ma era la fine degli anni '90 e poi non ero io a farla ma a subirla, anche se onestamente l'ho sempre presa come un complimento.
Quella mattina ero in ritardo, come ogni mattina, non sono mai stato uno che arriva cinque minuti prima al lavoro... come ovunque... lo so è sbagliato, ma sono fatto così, tra l'altro vi sto parlando di quando avevo vent'anni.
La strada non poteva presentarmi intoppi.
Al semaforo dovevo arrivare per primo superando tutti come adesso vedo fare alle frustrate con la golf e la sigaretta in bocca.
Aveva nevicato tutta la notte e la via Emilia, la strada statale che mi portava fino alla tangenziale era ingolfata di macchine.
Io da genio assoluto che non aveva mai guidato sulla neve se non nei parcheggi la sera ho pensato...
- figa... così arrivo tardi... faccio il ninja e passo per la strada di campagna, li di certo non ci sarà nessuno.
ovvio, così è stato... in effetti non c'era nessuno sulla strada di campagna, ma nemmeno lo spazzaneve era passato sulla strada di campagna.
Dopo neanche 500 metri mi sono accorto della mega cagata che avevo fatto.
Ma ormai c'ero e potevo solo andare dritto.
Per farvi capire il mio stato d'animo in quel momento posso solo dirvi che ho spento la radio ed ho abbassato i finestrini.
Faccio così quando devo concentrarmi in macchina.
Le curve erano un panico.
Non potevo toccare i freni perché andavo dritto.
Panico.
Ero arrivato incolume comunque alla fine dei curvoni e rimaneva solo un ultimo tratto dritto che poi mi ricongiungeva alla strada principale, la quale era intasata comunque quindi non è che avessi guadagnato chissà che in termini di tempo.
L'ultimo pezzo era in rettilineo.
Era fatta.
C'era solo un rimorchio abbandonato sul lato della strada.
Era mezzo fuori e mezzo dentro la strada, che già era stretta, ma comunque era abbastanza larga per farci passare una macchina.
La mia macchina.
Ecco cosa deve aver pensato anche quell'altro stronzo che arrivava nel senso opposto di marcia.
Ci passa una macchina.
La mia.
Solo che lui era nel senso giusto di marcia rispetto al camion rimorchio, io ero quello che doveva spostarsi a sinistra.
Appena spunto da dietro il camion vedo il figlio di puttana che avanza verso di me.
Io andavo piano.
Lui andava piano.
Io tocco il freno.
Giuro.
Ho toccato a malapena il freno, l'ho solo sfiorato, nel mio cervello la situazione era la seguente, tocco il freno, mi fermo, arretro un pochino, lo faccio passare e poi mi rinfilo nel pertugio e vado per la mia strada.
Ma così non fu...
Se solo avessi avuto un po più di esperienza in merito, se solo avessi affrontato prima quel viaggio in macchina ( che ho fatto quell'anno a Capodanno ) per andare a Budapest con dei miei amici, avrei capito che certe cose non si fanno.
Ricordo quel viaggio di andata di notte come un viaggio dell'orrore.
Non avevamo navigatori, siamo andati da milano a Budapest in macchina con dei fogli stampati dal pc.
Ovviamente ci siamo persi e siamo finiti in mezzo alle montagne dove un paio di volte mentre gli altri due figli di puttana dormivano io ho rischiato di finire a valle ( assieme a loro ) perché c'erano curve a gomito a buco di culo con scarpate senza parapetti dove pur andando piano dovevo toccare il freno per arrivare alla curva e la macchina non frenava ne tantomeno curvava.
Beh... voi direte... gomme da neve?
Catene a bordo?
No?
No...
Vi ricordo che avevo vent'anni... quelle cose erano da vecchi.
A milano certe cose erano leggenda.
Tra l'altro abbiamo conosciuto due ragazzi li che abitavano nel paese vicino al nostro ed erano andati in aereo, belli rilassati, spendendo forse meno di quello che avevamo speso noi in macchina.
- fiiiiiiiga l'aereo...ma perché non ci abbiamo pensato prima.
Bene, tornando a quella mattina, mi sono incastrato col cofano sotto il camion.
Quando ho toccato il freno la macchina ha deciso di svoltare a destra.
Ricordo ancora il rumore della lamiera e le bestemmie che sono volate dal mio finestrino.
Colpa mia, non della neve.
Ultimo ricordo.
Quando negli anni '80 c'era meno inquinamento o per lo meno non lo sapevamo ed i nostri genitori erano abituati in modo diverso, più easy... più ' mangia che ti fai gli anticorpi... ' mia mamma quando nevicava mi faceva scavalcare dal balcone e mi mandava nel giardinetto condominiale che era al primo piano sopra i box, quindi irraggiungibile da chiunque se non da quelli col balcone che affacciava sul giardino a prendere due bicchieri di neve per farci la granita al limone o alla menta.
Altri tempi... altre mamme... altri figli...
Ricordo che quel giardino posizionato al primo piano confinava con delle villette che avevano l'ingresso nella via accanto.
Sul bordo del giardino non c'era parapetto o qualcosa che fosse minimamente di sicurezza, ma su quel bordo si affacciava dolcemente un albero di fichi ed i rami più alti erano comodi da spolpare.
Siccome mia mamma era stata più volte pizzicata a prendersi i fichi e i signori delle villette accanto le urlavano dietro, mandava me a raccoglierli il bordo del giardino con una ciotola in mano e mi diceva
- stai attento.
Quando i vicini di villetta si permettevano di urlarmi contro lei dal balcone urlava a loro
- non vi vergognate? Ad urlare così ad un bambino? Vuole solo mangiarsi due fichi che tra l'altro sbordano sul nostro giardino.
Non era vero... i fichi erano per lei.
Come dicevo prima... altri tempi, altri genitori... altri figli.