Massive Attack - Angel
il sottofondo musicale ma non è un attacco di un Angelo, è un Demone che ti possiede.
Avvicinando, le labbra, al tuo orecchio sussurra perversamente :
"Conserva pure le lacrime per quando ti potranno essere utili,
adesso ti farò soffrire perché è ciò che desidero"
L'abominio è già al tuo viso, lentamente, le dita navigano dal mento fin le tempie per poi infrangersi nei folti capelli, li stringe con violenza e questo semplice atto non può che accendere ulteriore desiderio nel suo deviato animo.
Mentalmente prendi il tuo posto, divieni sua e destinata al martirio delle più sfrenate pulsioni.
Le lunghe unghie del demone graffiano le denudate spalle fin le braccia costringendo il tuo corpo allo stato prono, esposta ed indifesa. Amando il rossore generato dalla frizione, lega quei polsi saldamente con preziosa stoffa di seta e ti rende alla fine, inerme. Un fievole pensiero è intervallo del momento, osa chiederti con livore :
"Dammi un solo motivo perché ora non dovrei provocare tanto dolore?"
La mano sospinge il capo schiacciandolo sul cuscino, le sue labbra puoi sentirle dalla nuca percorrere lentamente la via del collo, i denti affondare in esso fino a che il lamento non lascia spazio all' urlo di puro dolore. La lingua, lecca e presume di insinuarsi come fosse sale su una ferita esposta. Entrambe le braccia si posano sulle scapole, spingono lasciando che sia il seno così indirettamente compresso a pagarne le dolorose conseguenze, pressa e preme noncurante fin quando le lacrime fuoriescono dal viso placandone i sadici istinti. Successivamente i denti affondano e disegnano esattamente il percorso immaginario che dividerebbe le nudità del tuo corpo in due esatte metà, puoi decisamente sentirli mentre ridisegnano ogni sezione della colonna vertebrale, quasi tagliano ed incidono spingendosi fino ai glutei dove calde mani si posano per qualche attimo. Mani viziose, che incedono e si spingono sull'orifizio facendolo sussultare.
Hai decisamente sentore di un dito che dal gluteo lentamente avanza e si fa largo attraverso la coscia, la caviglia, fermandosi solo al primo segno di solletico del piede. Lo afferra quel piedino, baciandolo con un vigore tale che quasi maschera la successione degli eventi. Tutto è così rapido e violento, puoi solo capire e prendere atto della situazione, le caviglie sono legate. E’ sicuramente una corda poiché da lì a poco questa prende posto vicino al cuscino, ne hai la certezza fissandola nella sua forma bruta.
La mano, le sue mani! La sinistra stringe i capelli tirandoli a se, la destra afferra senza premura il collo stringendolo, sfrega dolcemente le sue tempie alle tue in piena contraddizione del fatto che non ti lascia il minimo respiro.
Nell'istante in cui non puoi che dimenarti pensando di svenire, la presa del collo è svanita e conseguentemente quella ai capelli. Lui si rivolge nuovamente al suo possesso con semplici quanto strane parole :
"Perché farti del male quando puoi farlo da sola?"
Qualche secondo è la pausa che anticipa la risposta della perversa frase, la corda tesa costringe le caviglie a sollevarsi, non hai il tempo per riaverti o pensare al peggio. L’inevitabile punto d’incontro del legame di quella corda è la tua gola dove qualche giro e passaggio completano la sadica opera. Le due corde sono tirate all'estremo e si incontrano facendo in modo che il peso delle caviglie stringa e tiri forte in gola.
L’istinto suggerisce che sforzandosi e sollevando le caviglie ancor più della tensione creata dalla corda si possa avere sollievo. Ma per quanto tempo sarà possibile perdurare lo sforzo?
Non servono risposte, la stanchezza già porta alla prima pausa e ora lentamente con quelle caviglie non fai altro che soffocarti da sola. Sollevare quelle dannate caviglie è l’unica cosa da fare. Ora ascolta e medita sulle nuove parole del tuo carnefice :
"Sollevi quelle caviglie per non farti del male? Magari se adesso.."
Lui si alza, lo senti girare intorno a quel letto mentre pause miste a sforzo ti permettono di mantenere un minimo di controllo su quella terribile situazione. A cavalcioni sul letto, si sdraia, con il viso a pochi millimetri al tuo.
Gli occhi di chi soffre e quelli che ne sono la causa così vicini quanto mai distanti nel potere che domina l'altro.
Certamente, il bacio che ne consegue non era in alcun modo preventivato.
La sua bocca è un tutt'uno con la tua, il bacio è intimo e dolce, ambiguo nel deviato contesto. L’unione di labbra, di quelle che ti fanno chiudere gli occhi, abbandonare ogni difesa e scaldare il cuore. La saliva che si mischia, il dolce calore di chi attraverso la bocca esprime sentimenti tanto intensi quanto reali. Ti spingi ad esse, vivi quel momento cancellando tutto il resto, la passione brucia e il bacio diventa il tuo tutto. Impossibile non amare ed abbandonarsi ad un bacio del genere, ed è a questo che il demone mirava.
E’ un vortice, la mente esplode e pulsa da quella sorta di bacio bagnato, la distrazione ha corrotto le tue caviglie, da quanto non le tenevi sollevate? Fuggendo da quel paradisiaco bacio ti affretti ad alzarle all'inverosimile. Ansimante, comprendi che stavi barattando la sopravvivenza per l’eccitazione delle sue labbra calde. Respirare non era, la priorità.
Accetterai o no questa eccitazione? Il tuo corpo di certo non mente..
E’ la frase che ti rivolge il demone mentre raccoglie il tuo caldo umore passando un dito dalle piccole labbra fino all'uretra del sesso indifeso.
Mostrandoti poi la gocciolina di piacere che scivola via dall'indice al palmo della sua mano, la quale premendo e facendo forza sulla tua bocca ti costringe ad assaggiare l'inconfutabile sapore della realtà di cosa realmente desideri..
TO BE CONTINUED?