E all'improvviso la stampa italiana sdogana il Bitcoin. Non posso non notare, sarcasticamente, come i giornalisti passino da visioni draconiane all'apparente scoperta, come fossero dei bambini, a quanto è bella la criptomoneta. Ahhh la coerenza.
La motivazione è semplice, oggi il Bitcoin è stato quotato come future all'exchange di Chigago. Al di là della questione tecnica, ovvero la quotazione future, per i giornalisti italici è una sorta di implicita legittimazione. E via a tesserne le lodi, senza sapere di cosa parlano, come al solito, come nel passato.
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Eppure fino a qualche giorno fa si parlava di bolla, mentre l'altro ieri si parlava addirittura di schema di Ponzi. Mi sembra di essere tornato nell'inverno del 2000, quando la famosa bolla di internet fu propinata proprio grazie ai giornalisti, i quali non capendoci un acca, finivano con il legittimare le peggiori boiate che avessero un dot com da qualche parte.
Ricordo il capo di allora, dove lavoravo, che mi diceva con una sorta di sicumera, come internet e quell'euforia paradossa avrebbero cambiato il mondo. "Il panettiere venderà solo attraverso internet in tutto il mondo". E il capo non capiva nulla di computer, ma leggeva i giornali finanziari ogni giorno.
E da allora noto che l'errore, reiterato più e più volte, sia sempre e solo quello. Come la tv con la radio. Si crede fermamente che il nuovo ucciderà il vecchio. Non gli passa neanche per la testa che è solo un nuovo strumento che si affianca a quelli già esistenti.
Quindi le banche e le monete nazionali non spariranno. A dire il vero è ancora da vedersi se Bitcoin è una bolla o meno. A sentire certi servizi in tv questo dubbio è già sorpassato, non si sa perché o per come. Il 3% deterrebbe il 99% del valore circolante, quindi basta che uno di questi passi all'incasso che viene giù un mezzo casino.
Bitcoin rimane un investimento speculativo ad altissimo rischio, sarebbe bene che lo dicessero. Già me la vedo la gente che andrà in banca a chiedere di comprare Bitcoin...!