Anche quest'anno è arrivato il momento del BitCare Forum e domani sono a Brescia per seguirlo in prima persona.
Non ci vado per “esplorare nuove opportunità nel mondo della finanza decentralizzata”. Ci vado perché sono convinto che i pagamenti digitali siano ormai inevitabili.
Purtroppo il contante ha già perso la guerra; ma se questo strumento viene associato alla evasione fiscale ed alla malavita, nel contempo assicura anche un alto livello di privacy.
E la privacy è un diritto fondamentale che non può essere calpestato con una CBDC di stato o privata.
Il modo in cui spendi il tuo denaro dice tutto di te: come mangi, se sei ateo o credente, il tuo orientamento sessuale, dice molto della tua salute, del modo in cui ti vesti, dei divertimenti a cui prendi parte.
Il denaro ti rappresenta ogni giorno.
Il problema è chi decide le regole del gioco.
Un euro digitale emesso dalla BCE o uno stablecoin privato di una banca sono due facce della stessa medaglia: entità centralizzate che possono congelare un conto, bloccare una transazione, applicare tassi negativi direttamente sul saldo. Non è fantascienza, è la logica conseguente di un sistema che controlla l’emissione.
Bitcoin è diverso per un motivo tecnico preciso, non ideologico: è un protocollo open source, senza un CEO, senza un’autorità che possa cambiarne le regole. Non lo possiedi davvero?
Problema tuo di custodia, non del protocollo.
Non scala?
Problema ingegneristico aperto, non strutturale.
È censurabile?
No, e questa non è una promessa di marketing, è matematica.
Non so se Bitcoin diventerà il sistema di pagamento globale.
So che, ad oggi, è l’unico candidato che non richiede di fidarsi di nessuno in particolare.
Teatro Clerici, domani.
Se ci sei, trovami.