Eravamo rimasti alla mia passione per i Paperi della Disney che continuò ancora fin quasi alla fine delle scuole superiori.
Le scuole superiori... quanti ricordi. Possiamo dire che le scuole superiori rappresentano un po' il rito di passaggio di un ragazzino dall'infanzia all'età adulta... nel mio caso, da Topolino ai Manga.
In realtà comprai il mio primo fumetto giapponese verso la fine della terza media: ero in edicola con i miei, avevo già letto il numero di Topolino della settimana e non sapevo dove spendere i loro soldi. Mi piaceva la copertina di quel volume sottile: un ragazzo che cavalcava una nuvola volante, la casa editrice "Star Comics" stampata bene in vista sulla costina.
"Dragonball", numero 26, ancora lo ricordo dopo tanto tempo: l'episodio dove i due Saiyan Nappa e Vegeta arrivano per la prima volta sulla terra. Apro il volume e... questo albo si legge al contrario? Sì, perché Dragonball fu il primo esperimento in Italia di "Manga tenuto dal verso giusto", ovvero senza tavole ribaltate e da leggere rigorosamente da destra verso sinistra.
Che ci devo fare, mi hanno sempre affascinato le cose strane.
Quando cominciai le superiori avevo già la mia bella scorta di Dragonball a casa... ma non era ancora niente: incontrai degli amici che mi portarono verso il lato oscuro, presentandomi tantissimi titoli ma, soprattutto, iniziandomi alle fumetterie.
Se avete avuto un'infanzia abbastanza normale non saprete neanche di cosa stia parlando; ai miei tempi era un posto magico. Potevi trovarci qualunque cosa, dalle pubblicazioni americane ai Dylan Dog, dai Topolini ai Manga, il tutto condito da Action Figure, Gadgets, carte di Magic. Nelle più fornite potevi trovare manuali di giochi di ruolo, set di dadi, giochi da tavola... il paradiso del nerd.
E mi innamorai perdutamente di tutto questo.
Sì, il periodo delle superiori è evidentemente quel momento un po' strano dove cerchi di capire la strada che vuoi intraprendere nella vita... e i tentativi sono sempre pittoreschi.
Per me è stato il periodo da Metallaro Otaku, passato tra fiere del fumetto e videogiochi.
Cominciai a spendere tutta la mia paghetta mensile per i fumetti: Akira Toriyama era ormai un idolo assoluto e fui costretto a comprare tutto Dr. Slump & Arale. Poi Ranma 1/2 e Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko). Jojo (che resta tutt'oggi uno dei miei preferiti in assoluto), Orange Road (è quasi magia Johnny), Bastard e, per la gioia di , Berserk (indubbiamente uno dei fumetti più belli di sempre... con qualche riserva, di cui forse parlerò in futuro). Indimenticabili i capolavori di Masakazu Katsura: Videogirl Ai, DNA2 e la serie di Zetman... o il bellissimo Ushio e Tora. O e non dimentichiamo One Piece che sto seguendo ancora oggi.
Più recentemente, complice il minor tempo disponibile per passare in fumetteria, il maggior costo dei volumi e i tempi di attesa biblici, mi sono concentrato sugli Anime.
Gli Anime sono solitamente il rifacimento del fumetto in un programma d'animazione... un cartone animato. Così mi sono commosso di fronte a Clannad, mi sono emozionato per Sword Art Online e One Punch Man, incantato dalla poesia di Cowboy Beebop e morto dal ridere per la comicità insensata di Excel Saga.
Davvero, ormai ho letto e visto così tanto che faccio fatica a ricordarmi tutto...
Cosa mi piace dei manga?
Innanzitutto il fatto che trattino temi adulti. Il Topolino è comunque un fumetto per ragazzi, mentre i manga trattano temi come la violenza, la libertà, l'amore, la passione per uno sport o l'affetto per un amico. Chi pensa che i manga siano "per bambini" si sbaglia di grosso.
Poi i disegni... adoro lo stile pulito con quei grandi occhioni. Tra l'altro i giapponesi dicono sempre di essersi ispirati alla Disney per i loro disegni, probabilmente è anche per questo che per me è stata quasi una naturale evoluzione del mio profilo da "mangiatore di fumetti".
Infine, ma questo potreste averlo intuito dai miei numerosi post sul Giappone presenti su questo blog... la cultura di questi isolotti mi affascina da impazzire. Potrei stare ore a elencare le sfaccettature di questo popolo (anzi, a dirla tutta le ho sicuramente passate ogni mercoledì da qualche mese a oggi) per cui mi concentrerò sugli aspetti più cari ai manga:
C'era un periodo in cui avrei voluto imparare a disegnare manga - CC0 Image, click for source
Le storie e i mostri della tradizione: essendo un paese molto spirituale, ci sono tantissime storie, racconti e mostri che fanno parte della tradizione e che vengono trattati nei manga. I racconti sui monaci buddisti e della loro lotta ed esorcismi contro il maligno; lo shintoismo e le sue derive naturalistiche, sugli spiriti che abitano ogni cosa e sulle loro interazioni con l'uomo; i mostri (Yokai) come i kappa, i tanuki i tengo e così via.
Le scuole superiori: come ho detto inizialmente, le scuole superiori fanno da ponte tra l'età dell'infanzia e quella adulta. Sarà per questo che tantissimi manga giapponesi trattano le tematiche delle scuole superiori: l'amore tra adolescenti, lo sport e la vita comune fuori dalle mura scolastiche. Oppure le risse tra teppisti: i cosiddetti...
Bosozoku: la "tribù della velocità sfrenata", i mototeppisti giapponesi hanno ispirato tantissima manga come Great Teacher Onizuka (e il prequel, Shonan Junai Gumi), Akira o Belzeebub. Segni caratteristici: la pettinatura "a banana"!
Per concludere, i manga hanno fatto lungamente parte della mia vita e sono un altro pezzo di me, sui quali potrei discutere senza mai stancarmi e che vorrei passare anche ai miei figli. In molti sottovalutano l'impatto educativo che i fumetti possono avere su un ragazzo; sopratutto i manga dove l'onore, il sacrificio, la speranza e la tenacità nel perseguire i propri obiettivi la fanno da padrone.
In futuro potrei scrivere delle recensioni e dei consigli sui miei fumetti preferiti: per ora vi dico solo di non dare adito ai quiz televisivi dove definiscono i manga "fumetti per adulti": il senso letterale è giusto, quello comune molto, molto di meno..!