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Un saluto a tutti,
la mia attenzione resta sempre fortemente concentrata sulle criptovalute, in quanto ormai mi posso definire un cripto-entusiasta nonostante le quotazioni di quest'ultimo periodo stiano cercando di mettere a dura prova questa fiducia.
Non riuscendoci, questo lo sottolineo.
Ma perchè il settore delle monete virtuali, delle quali tutti conosciamo i pregi e i vantaggi rispetto alla moneta tradizionale (definita Fiat), non esplode?
Tolte le motivazioni politiche, con le Banche Centrali e i Governi che sono intimoriti dalla perdita di potere che potrebbe derivare dall'adozione di massa delle criptovalute, le cause vanno ricercate anche nelle persone comuni, intendo le persone che dovrebbero favorire la diffusione di questo strumento e che invece vi si oppongono, anche se incosapevolmente o non volutamente.
E' quella che io definirei la "diffidenza" e che ritengo non sia del tutto ingiustificata se proviene da parte dei non addetti ai lavori perchè spesso è associata a un sentimento di timore della novità.
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Non c'è nulla di più difficile da contrastare che la diffidenza dell'essere umano.
Capiamoci, spesso è giustificata e citando Benjamin Franklin "Negli affari di questo mondo gli uomini si salvano non per la fede, ma per la diffidenza."
Ma una diffidenza espressa a prescindere può scadere nella mancanza di perspicacia, ignoranza e ottusità.
E' quello che secondo me sta accadendo con le criptovalute, la gente si rifiuta a prescindere di cercare di capire e questo perchè ha velocemente bollato le stesse come una truffa, una bolla o qualcosa legato alla criminalità.
Certo i mezzi di comunicazione di massa, i mass media (per dirlo in maniera più figa), non hanno certo aiutato creando una cortina di disinformazione che altro non ha fatto che accentuare questa chiusura mentale nei confronti delle criptovalute.
Alzi la mano chi non ha provato ad affrontare l'argomento con un parente o un amico e si è trovato nella situazione di parlare a un muro, o peggio di essere visto come un truffatore o un "criminale".
Ecco, questa è quella che io chiamo diffidenza ed è la motivazione per cui le monete virtuali subiscono dei pregiudizi. D'altronde da sempre quello che è nuovo viene visto con distacco e fatica a godere delle fiducia della massa.
Eppure le criptovalute potrebbero risolvere i problemi di tantissime popolazioni e in generale migliorare lo standard di vita dell'essere umano. Ma ci vorrà tempo, molto tempo per uscire dalla visione speculativa delle monete virtuali ed entrare nella fase in cui le stesse saranno considerate alla stregua di quello che realmente sono: delle monete.
Uno dei motivi che genera diffidenza è il fatto che le criptovalute sono state presentate, forse erroneamente, come l'affare del momento riportando alla mente l'altro affare legato a internet: sto parlando delle Dot-Com.
La bolla che coinvolse moltissime aziende, ridefinita appunto delle dot-com, ha lasciato il segno nella memoria di molte persone e suppongo che queste ultime non abbiano neanche torto ad andarci con i piedi di piombo. Purchè appunto non si scada nell'ottusità.
Ma parliamo di cose completamente diverse, quello che fu sbagliato all'epoca così come lo sarebbe oggi, fu' l'atteggiamento con cui ci si approccio a internet; l'eccessivo entusiasmo e la mancanza di studio della materia sarebbe passibile di fallimento in qualsiasi settore, ieri come oggi.
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Credo che in molti si ritroveranno con i discorsi che sto facendo in questo articolo. Sono sicuro che la diffidenza l'avremo tastata in tanti nel momento in cui abbiamo affrontato l'argomento "tabù".
Eppure siamo ancora qui a parlarne, a operare nei mercati delle criptovalute e magari a investire delle somme con l'idea (e guardate bene non ho usato il termine "speranza") che queste frutteranno dei guadagni e che siamo degli autentici pionieri perchè rappresentiamo quella minima percentuale di essere umani che stanno portando avanti un concetto nuovo che rivoluzionerà il mondo.
Magari non sarà così e ci ritroveremo a meditare sui motivi per cui l'idea in cui avevamo riposto tante aspettative non è andata a buon fine, ma io penso che sia meglio provare e fallire piuttosto di vivere con il rimpianto di non aver mai provato.
Il rimpianto è molto peggio della diffidenza, almeno dal mio punto di vista.
Un saluto, Carlo