Grazie per il commento , non è facile per noi di oggi confrontarci con pratiche umane così diverse per cultura, questo capita anche quando cerchiamo di comprendere popoli che vivono ancor oggi in modalità "primitive" (sono sempre meno, il pensiero unico fa il suo lavoro, anche perché per molti di loro o si adeguano o scompaiono).
La mia provocazione è questa: le forme di conoscenza sono tante ma solo una pretende di dire la verità sul mondo, ed è quella scientifica (che nasce dalla filosofia classica), e se questa verità del mondo fosse un'invenzione della cultura razionale-filosofica-scientifica? Cioè la verità del mondo in sé, del mondo che esiste là fuori "oggettivamente" e che noi siamo in grado di descrivere attraverso una pratica che non è una pratica (ma una pratica presunta neutra, ricordo che per la scienza sarebbe un dogma se l'analista si lasciasse confondere, modificare, suggestionare dall'oggetto di analisi e viceversa).
Invece, la pratica scientifica, come tutte le pratiche umane, e se parliamo di conoscenza tutte le pratiche umane cerimoniali (perciò culturali), è una pratica di relazione con l'altro da sé e quello che ne risulterà sarà sempre e solo il risultato di una relazione e non una verità del mondo per come il mondo è. In questo non ci sono differenze tra le varie forme di conoscenza (conoscenza come relazione: un uomo e una donna si incontrano, si conoscono e si mettono insieme), e secondo me la pratica oggi più vicina a rendersi conto di questo è proprio la pratica artistica, perché non è schiava oggi di un unico ruolo, di un'unica modalità di espressione, di un'unica poetica e per questo può liberamente sperimentare se stessa (mettersi in gioco).
RE: Discovery Arte&Storia Presenta: Pitture rupestri