Se non ci fossero dei morti, la cosa potrebbe anche sembrare comicamente beffarda. Insomma in queste ore (siamo al 22 febbraio) in Italia siamo vicini al dire che la situazione stia per sfuggire di mano, considerando che stando alle cronache ci sarebbe un paziente zero non identificato. Persino in Francia hanno avuto meno contagiati, ma i "cugini" hanno messo i controlli "fascisti" che noi non vogliamo.
La cosa è surreale, perché di fatto i protocolli delle organizzazioni internazionali sulle malattie infettive dicono proprio il contrario. Potrebbero sembrare scritte da populisti iper convinti, in fondo hanno messo in quarantena un intero comune, probabilmente se ne aggiungerà un secondo a breve.
Abbiamo peccato di ingenuità grazie ai soliti buonisti. Chiariamo chi sono i buonisti. In genere vengono definiti di sinistra, cosa a mio avviso errata perché i personaggi si atteggiano a quell'ambito ma poco centrano. Sono quelle persone che trattando certi temi, per lo più sociali, sbraitano facendo casino finché la questione che trattano tocca ad altri. Poi quando si ritrovano ad avercelo loro il problema diventano più fascisti dei fascisti veri. Ecco perché dico che con la sinistra, quella dei lavoratori, c'entrano poco o per nulla.
Il problema è che certi politici di sinistra, per cercare di distaccarsi mediaticamente da Salvini, fanno appunto i buonisti anche perché a loro, per certo, il tema trattato non lo toccheranno mai con mano. In queste ore Salvini sbraita come un disco rotto sulle frontiere. Un azzardo che per altro rischia anche di pagare sotto il profilo dei consensi elettorali nel medio termine. Gli altri gli danno del sciacallo, per altro su controlli che altri paesi europei "amici" invece hanno fatto, e con l'andazzo attuale pare di capire che lo sciacallo poi aveva ragione, anche se ci ha messo il cappello sulla questione solo per mero consenso ed interesse.
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Il fatto che negli aeroporti si facessero dei controlli sanitari non è fascismo, era buonsenso. E chiaramente il controllo non andava fatto solo sui cinesi, ma anche sugli Italiani. Invece la cosa è girata con "ah ma noi non siamo razzisti" come se il virus distinguesse le nazionalità o le etnie. I cinesi in Italia, che hanno ben appreso la tecnica nostrana del "chiagne e fotti" hanno lamentato discriminazioni per altro non accertate come razzismo.
Il risultato è un bel pasticcio i cui contorni li capiremo solo fra molti mesi. A parte la figuraccia in ambito europeo, immaginatevi se poi il "nostro" focolaio si estende anche al di fuori dei confini. Non parliamo poi del potenziale danno economico, che proprio in base alle assurde e stupide regole europee non possiamo permetterci.
Ora dobbiamo solo sperare nel miracolo di contenere il pasticcio. E solo grazie alla professionalità degli uomini dello stato, e visto che oramai la paura fa 90, potranno abiurare a qualsiasi dogma politico, buonista o populista che sia.
Male che vada moriremo buonisti.