C'è un fil rouge che unisce diversi punti che ho descritto a proposito della teoria austriaca.
E' il riferimento ad una intelligenza collettiva che si sviluppa attraverso lo scambio tra persone, attraverso il mercato, attraverso la libertà.
Concludo allora la breve introduzione a questa scuola di pensiero economico aggiungendo due semplici ma rilevanti idee.
Sullo scambio
Un concetto che mi ha sempre colpito (se ricordo bene, il primo che lo formulò fu Carl Menger) è il seguente: ogni scambio tra persone porta ad un miglioramento nella condizione di entrambi gli individui.
Ogni scambio, infatti, è libero per definizione; se non fosse libero non si tratterebbe di scambio, ma di violenza, furto o rapina. Quando una persona è libera di scambiare come potrebbe liberamente scegliere di peggiorare la condizione in cui si trova?
E' un concetto semplice, ma dalle implicazioni non banali. Ne consegue infatti che ogni volta che osserviamo due individui scambiarsi qualcosa tra di loro, quella scelta rappresenti per entrambi un'opzione migliore rispetto a quella di non eseguire il suddetto scambio.
Implica anche l'impossibilità per una persona esterna di giudicare uno scambio. Ad esempio: talvolta vediamo al mercato una persona vendere un bene a basso prezzo e siamo portati a pensare ad un compratore che approfitta di una condizione di necessità del venditore. Da un punto di vista può essere vero; dall'altro, è bene ricordarsi che se una persona ha deciso uno scambio, è perché quella opzione era per lei migliore.
Se si porta questo ragionamento sul mercato del lavoro, le implicazioni possono essere discutibili. Di fronte a qualcuno che lavora per pochi euro all'ora, tutti parliamo di sfruttamento. Ad ogni modo, il valore del punto di vista "austriaco" sta nel ricordarci che se il lavoratore ha scelto quel lavoro è perché l'alternativa di non accettarlo era peggiore per lui. Una legge che proibisce di lavorare per un salario inferiore ad una certa soglia (salario minimo) può rappresentare un danno piuttosto che un beneficio per un lavoratore, qualora rappresenti un ostacolo allo scambio che questi era disposto ad effettuare con un datore di lavoro.
Il problema del calcolo economico
In un sistema in cui le persone scambiano liberamente, i prezzi - va da sè - sono liberi di salire e scendere.
Di per sè, non è tanto importante che il prezzo sia libero di oscillare: ciò che rileva è l'insieme di informazioni che esso contiene.
Ad esempio, ipotizziamo che la prossima primavera un imprevisto fenomeno meteorologico porti a tardive gelate in Turchia. Essendo il paese produttore di nocciole, e poichè il gelo brucia le gemme di questa pianta, il prossimo anno la produzione turca sarà ridotta. Gli acquirenti di nocciole dovranno pagare un prezzo più alto per comprarle ed essendo il mercato di questo prodotto un mercato globale, in tutto il mondo ne sentiranno le conseguenze.
La causa di quell'aumento del prezzo globale della nocciola è stata una gelata in Turchia, ma avrebbe potuto essere anche una invasione di cimici in provincia di Cuneo, incendi che abbiano colpito le coltivazioni cilene, o l'improvviso successo (lanciato da una star del cinema) della "dieta della nocciola".
Tutte queste informazioni vengono incorporate e sintetizzate nel prezzo. Ogni evento che influisca sulla domanda o sull'offerta di un bene o servizio, ne modifica in maniera maggiore o minore il prezzo. Se quel bene ha un mercato globale (come una commodity) allora ogni evento rilevante in ogni angolo del mondo ha un impatto diffuso. Eppure non ci servirà conoscere tutto ciò che avviene nel mondo: basterà conoscere un singolo valore, il prezzo, per poter comportarsi di conseguenza. Il sistema economico si adatterà, tendendo a risolvere quella scarsità, elaborando quella variazione di prezzo.
Anche questa volta si tratta di un concetto semplice ma importante e viene descritto come il problema di calcolo economico (esposto, ad esempio, in Mises "Il calcolo economico nello stato socialista", 1920). Un sistema dirigista, in cui la produzione e i prezzi siano decisi a livello centrale (nel Novecento è successo nella Germania nazionalsocialista come nella Russia sovietica) deve riuscire a raccogliere ed elaborare tutte le informazioni distribuite.
Si trova allora di fronte ad un problema computazionale enorme e se ignora un elemento rilevante le conseguenze possono essere insostenibili nel medio-lungo termine. Ipotizzionamo che il governo abbia ignorato la possibilità che una nuova piaga colpisca una coltivazione: non modificando al rialzo il prezzo di quel bene si troverà di fronte ad una offerta ridotta e ad una domanda invariata. Chi riuscirà ad accaparrarsi quel bene? In altre parole come avverrà la sua distribuzione? Ci saranno code di fronte al negozio? Verrà venduto nel mercato nero?
Quando un prezzo di un bene è libero di crescere avviene una sorta di "ricalcolo": la domanda si modifica, si incontrano dei prodotti con cui sostituirlo, si tende a ottimizzarne l'utilizzo e a sprecarlo di meno. L'offerta a sua volta accoglie un aumento di prezzo come uno stimolo a produrre di più, importare beni da dove siano disponibili, trovare sistemi produttivi migliori. In altre parole, la libera interazione tra individui tende a risolvere lo stato di scarsità.
In qualche modo, il sistema di libero mercato esalta una delle poche caratteristiche comuni a tutti gli uomini: il desiderio di migliorare la propria condizione. Quando questo si ottiene non attraverso la rapina ma offrendo al prossimo qualcosa di desiderabile (beni, servizi, denaro) allora gli individui miglioriano la loro condizione migliorando quella degli altri.
Tutte le foto sono di mia proprietà. Per le puntate precedenti:
Economia austriaca per Steemit - Peripezie e rivincite di una scuola di pensiero
Economia austriaca per Steemit - La teoria del valore, ovvero come essere utili agli altri
Economia austriaca per Steemit – Boom, recessioni, cicli economici