Oggi voglio parlarvi di un interessante progetto realizzato dal Politecnico di Torino che prevede sostanzialmente di sfruttare la naturale energia geotermica del sottosuolo per riscaldare gli edifici in inverno e rinfrescarli in estate.
Il principio di base è lo stesso dei cosiddetti sistemi geotermici a bassa entalpia o a bassa temperatura, diffusi già dagli anni 70' nel Nord Europa e negli Stati Uniti (ultimamente anche in Italia) e la cui realizzazione prevede però di scavare appositamente profondi pozzi nel terreno adiacente l'abitazione stessa.
L'intuizione del team di ingegneri del Politecnico di Torino è stata dunque quella di sfruttare direttamente i tunnel della metropolitana per fornire calore agli edifici soprastanti, trasformando di fatto le gallerie sotterranee in giganteschi scambiatori di calore. Questo è stato possibile grazie alla realizzazione di particolari elementi di rivestimento, battezzati ENERTUN, costruiti in calcestruzzo armato con all'interno tubi in materiale plastico che permettono, grazie al passaggio di un fluido particolare, di scambiare calore con il terreno attorno la galleria.
Alla profondità dei tunnel sotterranei la temperatura del suolo rimane pressoché costante durante tutto l'anno e pari a circa 14°C, quindi, più alta rispetto alla temperatura esterna invernale e più bassa rispetto a quella estiva. In tali condizioni la pompa di calore utilizzata risulta essere più efficiente rispetto ai tradizionali condizionatori delle nostre case, proprio perché va ad operare tra due livelli di temperatura molto vicini tra di loro. Facciamo un esempio pratico: in inverno la pompa di calore opererà tra i 20°C interni all'edificio e i 14°C del sottosuolo, per cui la differenza è più piccola rispetto ad operare tra i 20°C interni e i 5°C dell'aria esterna, come farebbe un tradizionale condizionatore a pompa di calore.
In inverno, inoltre, questi sistemi potrebbero sostituire le tradizionali caldaie a gas, comportando quindi un risparmio economico ma soprattutto una riduzione dell'inquinamento atmosferico. Non tutti sanno infatti che nelle grandi città le emissioni di anidride carbonica degli impianti di riscaldamento possono essere fino a 6 volte superiori rispetto a quelle del traffico veicolare.
Vi lascio qui di seguito il link al sito del Politecnico di Torino per ulteriori dettagli: http://www.politocomunica.polito.it/press_room/comunicati/2017/con_il_brevetto_del_politecnico_di_torino_enertun_la_metropolitana_puo_riscaldare_le_case