Questa qui sopra è una di quelle foto che sono contento di avere scattato.
Un momento consueto di un matrimonio, il trucco della sposa, raccontato tramite una vista d'insieme, io fotografo ignorato da tutti, un'istantanea di famiglia e amici che con qualche sorriso cercano di diradare la tensione.
Mi piace pensare, almeno questo è lo spirito con cui faccio questo mestiere, che una foto simile - senza alcun effetto wow - diventi tra qualche anno occasione di ricordo e racconto all'interno di quella specifica famiglia.
Scatti come questo non sono merito mio.
O meglio: in parte probabilmente sì, ma non nascono in quel momento e basta.
Nascono dalla relazione che si è riuscita a costruire prima con gli sposi e i loro parenti e amici, e ancora prima con la selezione dei clienti.
Per selezionare i clienti ci sono diversi modi, e diverse fasi.
Intanto bisogna avere bene chiaro in mente quali caratteristiche ci immaginiamo abbiano i clienti ideali per noi, e a seguire si deve mostrare quel modo del nostro lavoro che riteniamo essere apprezzato dal nostro target ideale.
Il processo, ovviamente, è in continua discussione e rifinitura.
Il mio reale cambiamento è arrivato quando ho avuto il coraggio - avendo prima lucidamente lavorato sui punti precedenti - di accogliere una coppia in studio, parlarci per 30 o 40 minuti, e alla fine dirgli "ragazzi, non credo di essere io il fotografo che fa per voi".
Certo, all'inizio è dura. Si pensa al guadagno mancato, e a tutte le possibili conseguenze.
Ma è un processo vincente, anche fosse solo per lavorare meglio e vivere più serenamente.