27/7/2021
Federica Pellegrini e' riuscita ad approdare con una certa fatica alla finale dei 200 stile libero.
Non era una cosa scontata in quanto in batteria non era andata benissimo, entra in finale dalla semifinale col settimo tempo,
probabilmente a 33 anni e alla quinta Olimpiade e' il massimo che potesse sperare anche se i campioni sanno sempre tirare fuori il coniglio dal cilindro.
E' oltre un anno che non scende sotto 1'56' quindi siamo al suo limite attuale, vedremo cosa accadra' in finale.
La scherma che da sempre e' una sicurezza di medaglie ci sta dando meno soddisfazioni del solito, forse ci eravamo abituati troppo bene ed il ricambio generazionale della nostra grande scuola pare non essere all'altezza delle aspettative.
Nel volley maschile perdiamo di brutto con la Polonia, Velasco aveva detto che senza difesa non si va avanti, per ora ha ragione lui, non e' una novita'.
Vedere giocare Juantorena con noi e Leon coi polacchi la dice lunga sulla cecita dei vertici dello sport cubano, si e' persa una fantastica generazione di campioni.
Per il resto arrivano medaglie pesanti da quei campioni e quegli sport di cui ci ricordiamo una volta ogni 4 anni, purtroppo.
Continua questo autunno traverstito da estate, le belle giornate intese come sole dal mattino al tramonto, si contano sulle dita di una mano e siamo oramai in prossimita' di agosto.
Il clima e' impazzito, mettiamoci anche la pandemia e gli incendi in Sardegna per disegnare il quadro di una estate complicata.
Sabato coi miei Villans siamo andati in Valle d'Aosta, precisamente a Brusson in Val D'Ayas, partitella con dei ragazzini in un campetto di paese e pranzo tutti insieme.
La Valle d'Aosta e' davvero bella, in val d'Ayas non vedi una casa costruita senza tenere conto del contesto alpino, tutto e' stato fatto
per bene, nessuna speculazione edilizia e' stata consentita, certo le case costano un botto ma credetemi ne vale davvero la pena.
Saluti.
“Sono stanco di vedere i bambini nei tornei giovanili piangere per una sconfitta. Nello sport si vince e si perde, e di fatto s’impara di più perdendo. I giocatori sono delusi, ma niente di più. Quando perdi devi fare i complimenti al rivale e ripartire. Non bisogna piangere ma rialzarsi e riprovarci nel torneo successivo. Penso che tutto il Paese sia orgoglioso di questa nazionale”.
Luis Enrique