In queste settimane sono in contatto diretto con Cuba, cosa che avviene gia' normalmente nel resto dell'anno, ma che si e' intensificata durante questi mesi complicati. Nei commenti a volte pubblico una piccola parte di cio' che arriva, fra l'altro vi ricordo che se mi inviate i vostri commenti su Whatsapp, Facebook e Telegram o avete un account google verranno pubblicati regolarmente, se inerenti al contesto.Come saprete sull'isola si viaggia alla media di 2000/2500 casi positivi al giorno con 10/15 deceduti ogni 24 ore, secondo i dati ufficiali del ministero di salute pubblica. Anche la mia Las Tunas e' caduta nel gorgo del morbo, quando a febbraio ero in citta' sembrava che, a differenza del resto dell'isola, la provincia fosse una sorta di porto sereno con pochi casi accertati ogni giorno, infatti si era nella Nueva Normalidad. Una delle situazioni su cui mi sono arrivati piu' messaggi sono i centri di aislamiento, cioe' quei luoghi dove vengono portati tutti coloro che sono entrati in contatto con persone che poi si sono rivelate positive al covid 19. Dire che l'organizzazione di questi centri sia...rustica e' rendere poco l'idea, almeno da cio che si racconta. Ci e' finita, fortunatamente soltanto per 5 giorni, una mia amica la cui jefa del trabajo e' risultata positiva, lei e tutte le sue colleghe sono stare prelevate direttamente a casa da una guaguita e portate in questo centro di aislamiento fuori citta'. Lavora per un ente statale importante, per questa ragione ha avuto qualche piccolo “privilegio”. Parliamo di poter tornare a casa dopo 5 giorni con una guagua apposita, senza doverla aspettare anche per 10 giorni nel centro stesso una volta che il tampone ha avuto esito negativo, come e' accaduto a parecchie altre persone. Non era permesso tornare a casa con mezzi propri. In base ai suoi racconti, se entri in questi centri sano rischi di uscirne col problema, visto che le regole igieniche e di distanziamento sono una ipotesi. La fanciulla ha fatto subito il tampone (altro trattamento di privilegio visto che c'e' chi ha aspettato giorni e giorni prima di poterlo fare), i risultati sono arrivati dopo 5 giorni, il tempo medio in cui vengono analizzati. Di conseguenza come e' possibile che l'eroico dott. Duran ogni mattina alle 9 legga i risultati del giorno precedente visto che ci vogliono almeno 5 giorni per sapere qualcosa? Fra l'altro pare che i macchinari presenti nel laboratorio cittadino tendano a guastarsi con una certa frequenza quindi e' facile che i tamponi finiscano ad Holguin per essere analizzati con logico allungamento di tutti i tempi. La foto che vedete e' quella di un pasto tipo nel centro di aislamiento, vista la voracita' dei cubani c'e' da pensare che molto del cibo che consumano arrivi da fuori, introdotto nella struttura Dio solo sa come. Altri racconti parlano di 12 giorni di degenza per aver avuto contatti con un parente stretto poi risultato positivo. Un tempo cosi' largo e' giustificato da un contatto successivo ai 5 giorni con un'altra positiva. Solitamente comunque si parla di 5 giorni col risultato che arriva il sesto, un po' come accadde a me ed al mio amico quando arrivammo a Cuba a gennaio con quarantena da fare, allora, in casa de Renta. Aspettammo 5 giorni per poi sapere che avremo dovuto farne altrettanti a seguito di un secondo tampone per la positivita' di un passeggero che volo' con noi. Pero' non c'e' paragone fra una quarantena in un bella casa sul Malecon, con cibo di asporto da buoni ristoranti ed un paio di uscite clandestine al giorno da parte del vostro umile scriba con giorni passati rinchiusi in un centro di aislamiento. La situazione e' quella che e', nessuno si nasconde dietro ad un dito, ma garantire un trattamento decente a chi aspetta il risultato dei tamponi allevierebbe un periodo cosi' complicato .Se sei stata in contatto con un positivo, l'esito del tampone stabilisce se sei sana o malata che a Cuba, ma non solo, rappresenta la differenza fra il paradiso e l'inferno.