La notizia della morte di Maradona seppur nella sua tragicita', non mi ha sorpreso. Da almeno un paio d'anni me la aspettavo, Diego era sempre piu' incerto nel passo, le parole erano oramai strascicate, decenni di maltrattamenti al suo fisico stavano per chiedere il conto, nulla e' gratis amici miei, alla fine c'e' sempre un prezzo da pagare per le scelte che si fanno. É arrivato al capolinea, consegnandosi alla vita eterna, entrando nella leggenda, diventando Immortale. Maradona era un grande, grandissimo amico di Cuba, a Cuba deve almeno gli ultimi 20 anni della sua vita, senza Cuba difficilmente sarebbe andato oltre le 4 decadi. Arrivo' con un volo diretto dall'Argentina ad Holguin per essere trasferito a L'Avana, siamo nel gennaio del 2000, aveva 40 anni, si salvo' per il rotto della cuffia da una overdose di cocaina una notte a Punta del Este in Uruguay. Pare che pago' tutto il processo di disintossicazione 15 mila dollari, i maligni sostennero che in Italia o in Spagna avrebbe speso 10 volte tanto ma non credo che la scelta di Cuba fu dettata da ragioni di soldi, a Diego i mezzi economici non sono mai mancati nella vita. Fidel gli fu accanto, mise a sua disposizione le strutture sanitarie cubane che, come abbiamo potuto constatare in questa pandemia, non sono seconde a molti, fu ricoverato presso la clinica Pedrera nella capitale dove passo' diverse settimane in cui il Lider Maximo lo ando' spesso a trovare. Si conoscevano dal 1987 quando Diego ando' a Cuba l'anno dopo la vittoria ai mondiali messicani della sua Argentina, da allora seguirono molti altri viaggi ed altri incontri, il campione si convinse sempre piu' delle idee che Fidel gli manifestava di una America Latina unita, indipendente economicamente e politcamente dagli Stati Uniti. Oltre ai problemi di droga, sicuramente derivati da questa aveva anche seri problemi cardiaci, arrivo' a Cuba imbottito di tranquillanti e con la bocca impastata, con lui arrivarono la moglie, il medico di fiducia, un cardiologo, un neurologo ed il procuratore di allora Coppola. Provoco' una ressa in un aeroporto fatta da cameramen, giornalisti, tifosi, autorita' cubane e polizia, le sue prime parole furono “Un grande abbraccio a tutti i cubani, anche io sono un ribelle”. In quegli anni a Cuba (2000-2005) non si puo' dire che si annoiasse, pare che ci siano almeno 4 Diego Jr che si aggirano nella maggiore delle Antille. Non e' ancora chiaro se li abbia riconosciuti, anche se pare che li incontro' nel 2016 al funerale di Fidel. Anche Pantani nel momento piu' scuro della sua parabola' ando' a Cuba, si conobbero e probabilmente fecero bisboccia insieme. Quando mori' Fidel, lo stesso giorno di Diego...il campione si trovava in Croazia per la finale di Davis di tennis fra Croazia e Argentina, prese il primo volo per l'Avana per salutare un'ultima volta quello che lui piu' volte defini' “Il mio secondo padre”. Dopo aver conosciuto Fidel e Chavez Maradona cambio' molto, da cavallo pazzo divenne militante attivo sempre al fianco dei leader progressisti. Pero' anche Maradona riusci' a creare in Fidel nuovi interessi, prima il Comandante amava solo il baseball e la boxe, proprio grazie a Maradona si appassiono' al calcio, sport a Cuba, sopratutto in quegli anni non popolarissimo. Leggendario il live tweetting durante la Copa America del 2011 dove si vedono Fidel e Chavez guardare insieme una partita di calcio della nazionale venezuelana. Maradona aveva su un braccio tatuata l'immagine del Che, su una gamba quella di Fidel, considerava il suo connazionale argentino un eroe, una figura emblematica dell'umanita'. Durante il summit delle Americhe in Argentina a Mar del Plata, Diego organizzo' un contro summit “Vertice di popoli” dove sali' su un treno partito da Buenos Aires “Expresso del Alba” insieme a Morales, Silvio Rodriguez, Chavez e le madri di palza de mayo, a Mar del Plata lo aspettava Fidel. Non ebbe problemi in quel frangente a definire Bush un assassino e “immondizia umana”, che era solo una parte dell'odio che provava per gli Stati Uniti. Doveva tornare a Cuba per una fase di riabilitazione proprio dopo l'intervento alla testa, non ha fatto in tempo.