A volte, devo dire non con molta frequenza, mi capita di leggere qualche scritto di qualcuno che rimpiange, non so a quale titolo visto che quasi sempre non sa di cosa parla, la Cuba pre Rivoluzionaria. Probabilmente parliamo di persone che rimpiangono anche l'Italia pre repubblicana e di conseguenza fascista.
Nessuno, sopratutto su questo blog, ha mai negato gli errori, a volte gravissimi, compiuti dal governo cubano in oltre 60 anni, occorre pero' sempre ricordarsi che col bloqueo e tutto il resto Cuba ha fatto quello che ha potuto e non quello che avrebbe voluto.
La Cuba pre Rivoluzionaria aveva alcune eccellenze, il turismo sicuramente con la costruzione, spesso da parte di architetti italiani, dei grandi alberghi che ancora troneggiano su La Habana, e' giusto ricordare che l'isola inizio' il servizio televisivo prima dell'Italia e che la Rivoluzione, almeno da questo punto di vista, ha trovato solide basi da cui partire.
I negozi de La Habana, ovviamente tutti particular, erano pieni di mercanzie, tempo fa vi parlai del concorso di una ditta di saponi e cosmetici che al vincitore regalava case su cui era inciso un lucchetto, le potete trovare in ogni citta' cubana.
Le foto d'epoca delle vie centrali della capitale e del Malecon ritraggono eleganti signori con la caramella sull'occhio, il cappello alla moda ed il vestito elegante che camminavano con al braccio elegantissime signore della buona societa' dell'isola.
I negozi erano pieni di mercanzie, diciamo che se eri benestante non vivevi male.
Le strade centrali della capitale erano ben frequentate ma se ti allontanavi di qualche cuadra cosa ci trovavi?
Come viveva il resto del paese?
Se ad un certo punto anche Kennedy, prima di diventare presidente, riteneva la rivoluzione castrista il male minore rispetto al disastro di Batista, che gli Usa tenevano in piedi grazie al denaro del contribuente americano, allora vuol dire che cio' che accadde fu davvero inevitabile.
Del resto basti pensare alla sgangherata avventura del Granma, ai pochi che riuscirono a mettere piede sulla costa dell'isola armati di 4 moschetti per capire che se la Rivoluzione ha avuto successo e' perche' contro aveva un sistema corrotto privo di ogni base popolare.
Cuba era la mecca della mafia italo-americana, il luogo in cui faceva i suoi affari godendo dello status di extra territorialita' in barba ai federali e al fisco della zio Sam.
Il tasso di alfabetizzazione era uno dei piu' bassi al mondo, infatti fu il primo settore in cui intervenne la Rivoluzione una volta preso il potere, sopratutto istituendo le scuole del campo ed inviandoci maestri per insegnare a leggere e scrivere.
Le terre erano in mano ai grandi latifondisti, i contadini lavoravano ad un salario da fame vivendo in baracche di fango, dopo il triunfo de la Rivolucion ci fu una ridistribuzione delle terre ai contadini stessi, poi magari non tutto ha funzionato a dovere ma mi pare che al campo non se la passino poi cosi' male, frequento la provincia piu' di campo di tutta l'isola.
La prostituzione era una delle industrie piu' fiorenti del paese, anche e sopratutto quella minorile, non voglio dire che Fidel abbia estirpato il problema, parliamo pur sempre di uno dei piu' antichi mestieri della storia umana ma perlomeno, anche da questo punto di vista, le cose sono in parte migliorate.
Batista, arrivato al potere con un colpo di stato, lo mantenne con un clima di terrore grazie ai suoi servizi segreti, alle torture e all'esercito che pero' ando' sfaldandosi non appena i barbudos iniziarono a fare sul serio, tanto che ad un certo punto tutti passarono di grado, in pratica non esistevano piu' soldati semplici nell'esercito di Batista. Questo malgrado gli ingenti investimenti da parte del dipartimento di stato statunitense. C'erano zuccherifici che funzionavano ma erano in mano tutti alle grandi corporazioni Usa, sono andato a vedere quello in disarmo a Manati', dentro il complesso c'erano le case del personale di livello, quasi sempre americano, che lavorava nell'impianto con ruoli di responsabilita', sono case costruite come se fossero nel sud della Luisiana o di qualche stato confederato, questo per dire che i benefit erano soltanto per i capi e non per chi si spaccava la schiena.
Al principio la Rivoluzione non fu presa sul serio ma man mano che le citta' cadevano in mano a Fidel tutti si resero conto che un'epoca stava per concludersi ed un altra per iniziare.
Alcuni se ne andarono subito, altri aspettarono per vedere come tirava il vento...andandosene qualche anno dopo.