ALESSANDRO ZARLATTI/ BLOG "IL BELLO DELL'AVANA"
Dunque, essendo un tema che mi sta particolarmente a cuore faccio una premessa: per me la pornografia è una delle grandi conquiste dell'umanità. Vediamo, c'è stata la ruota nella preistoria, la scoperta della prospettiva nella pittura del 1400 e poi la pornografia e il motore a scoppio nell'epoca attuale. L'accusa sostiene che la pornografia impoverisce l'atto d'amore, inquina il nostro immaginario erotico con contenuti inverosimili e malati, ci abitua sovente a un ruolo femminile stereotipato e maschilista. Tutto vero ma sempre vero in parte.
Credo che la propria capacità di amare in modo sano, di vivere la sessualità in modo degno e rispettoso passi per la famiglia, per le relazioni che abbiamo respirato nella nostra infanzia, per i libri letti, per i film visti. In un contesto sano, la pornografia è una goccia salata che non cambia il sapore di niente, per certi versi è una gran cosa, un fantastico passatempo e la sua negazione una penitenza incomprensibile. A Cuba la pornografia non c'è. E' illegale. Non ci sono riviste pornografiche e neanche cinema a luci rosse. Non esistono canali televisivi cialtroni come ai miei tempi era Rete Sole che dopo mezzanotte ti regalava qualche sudata chiappa. Questo non vuol dire che non circolino, soprattutto dopo l'avvento degli smartphone e del digitale, terabyte di filmetti di tutti i tipi, playlist virali, serie, pacchetti settimanali "tematici". Senza contare che i più fortunati, quelli che hanno Nauta Hogar in casa, possono tranquillamente fruire della ricca programmazione di Pornhub e Youporn. Ma intere generazioni post rivoluzionarie, quelle dei miei coetanei ma anche quelle parecchio più giovani, non hanno potuto attraversare quel terreno iniziatico, didattico e formativo della pornografia. E ne parlo come di un limite, non me ne voglia nessuno. Dunque, cari amici cubani nati negli anni sessanta, settanta, ma anche ottanta, vi racconto cosa vi siete persi.
I fumetti. Generalmente il primo approccio alla pornografia di un adolescente italiano degli anni 70 erano i fumetti. Il già citato Il montatore (parodia di Lando Buzzanca), insieme a Lando (il mio preferito, dove il protagonista era Adriano Celentano), Il camionista, Sukia, Jacula, Zora, Monella, Il tromba, erano la scuola materna della nostra proto-sessualità.
Subito dopo si vanno a comprare le riviste. C'è un momento imprecisato dell'adolescenza in cui i fumetti non bastano più. E allora lotterie mostruose tra gli amici su chi doveva andare all'edicola a comprarle. In genere finiva sempre che ci andava il più coglione o quello con due peli di barba. "Tu dimostri diciott'anni", dicevamo a un dodicenne che esibiva una peluria impercettibile sul labbro superiore. Quello si impettiva e entrava in edicola tremando. Ogni tanto lo cacciavano, ogni tanto no. E allora, quando tornava con la refurtiva, furiose letture di gruppo nell'intercapedine sotto l'ultimo balcone del mio palazzo. Silenzi di marmo. Deglutizioni. Frasi smozzicate: "anvedi questa..."; "questa nun c'ha du' zinne, c'ha du cocomeri...".
Cinema. In questa epoca di internet e di home theatre, di Youporn e di canali digitali, non si può neanche immaginare lo stupore di fronte ad un film porno per un adolescente italiano degli anni settanta. I film, quei film, li vedevi solo al cinema. A Roma ce n'erano alcuni che andavano per la maggiore tra noi ragazzini, tra i militari, i vecchi maniaci e le mignotte: il più decente era il Mercury. A due metri dal Vaticano era uno dei pochi che lasciavano entrare anche nanetti come me che a sedici anni ne dimostravano undici. Poi c'era l'Ambra Jovinelli, oggi tornato teatro di serie A ma che allora era uno dei più sordidi cinema porno in zona stazione Termini. E poi c'era il Volturno.
Il Volturno. Ti lasciavano entrare anche se avevi sette anni. C'era la proiezione e poi rivista di spogliarello. Ecco, lo spogliarello. Che ne sapete voi dello spogliarello del Volturno? Che ne sapete della vita?
Un presentatore sciatto e volgare vestito come il cocchiere di Cenerentola teneva a bada una masnada di militari e ladri che lo insultavano in continuazione e gli tiravano roba. Lui teneva il punto, a volte rispondeva "Sì, tu madre..."; "Quello lo fa tu sorella...", e introduceva sul palco regine della mia memoria. Si andava al Volturno soprattutto per ridere. Dopo, si tornava in vespa nelle nostre zone e si commentava la sciattezza di Katia Rover, lo squallore di Gipsie Jackson, la volgarità di quel ceffo che le presentava. Si rideva molto.
E c'era l'amore. Chi aveva qualcosa seminato nel cuore conosceva bene le strade, quelle apparentemente lontane e quelle inviolabili. Noi, gli stessi che di giorno ci perdevamo nell'incanto dei dilemmi di Raskolnikov, nelle sbornie di Henry Chinaski come negli occhi di una nostra coetanea, nei suoi baci leggeri, nelle nostre indecisioni, nei nostri migliori vicoli del cuore, non abbiamo mai perso la rotta. Se hai qualcosa nel cuore non perdi la rotta.
Per concludere, non credo che la costruzione dell'uomo nuovo tanto immaginata qui a Cuba possa passare per un sentiero di negazioni. Cuba lo ha capito col tempo. L'uomo nuovo, se ancora lo sogniamo, oggi, da vecchio, io lo immagino sporco ma forte, mi verrebbe da dire vaccinato. Distrutte tutte le campane di vetro sotto le quali si cercava di salvarlo, salvarlo invece esponendolo a tutto, al capitalismo, al mercato, all'informazione, e, perché no, alla pornografia, restituendogli un equilibrio che ha il sapore della pacificazione.
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Il pezzo integrale di Alessandro lo trovate sul suo blog “Il bello dell'Avana", ne ho pubblicato un largo stralcio omettendo alcune nozioni un po'...”tecniche” che nulla tolgono pero' alla validita' dell'argomento. I concetti fondamentalmente sono 2; la nostra scoperta della pornografia nell'Italia dei baciapile e cio che ha vissuto o non vissuto Cuba in materia. Ho soltanto un lustro in piu' dell'autore del pezzo quindi abbiano nuotato nelle stesse acque e navigato nello stesso brodo. Togli Roma e metti Torino, cambi i nomi dei locali e dei cinema, lasci uguali quelli delle riviste e dei giornalini e le storie si assomigliano. Aggiungo che prima della pornografia vera e propria c'e' stata l'epoca meravigliosa di quelli che venivano definiti i film erotici. Parlo della divina Edwige Fenech, Gloria Guda, Dagmar Lassander, Orchidea de Sanctis, Lilli Carati, Nadia Cassini ed il suo culo inarrivabile e tante altre. Ricordo che davano quei film in un cinema dalle mie parti non ricordo se si chiamava Edera o Erba, erano film vietati ai 14 anni, noi eravamo 11/12 enni, la domenica pomeriggio, a volte ci facevano entrare altre ci rimbalzavano. Poi certo ricordo le riviste che ha citato Alessandro, Il mio primo film porno lo vidi a 13 anni a casa di un amico che aveva un proiettore super 8, altro che farci le canne...quella era la nostra vera droga. Se poi parlo del cinema Alcione allora i torinesi di una certa eta' dovranno trattenere la lacrimuccia perche', chi piu' chi meno, tutti da li siamo passati. Pero' come ha scritto Zarlatti anche noi venivamo da famiglie sane, proletarie ma con i valori giusti, quei fimetti e poi la pornografia non ci hanno mai messo fuori rotta, si trattava semplicemente di una tappa della vita vissuta al momento giusto come e' normale che fosse a quell'epoca. Oggi ogni ragazzino/a puo' avere accesso a pornhub o you porn, non sono sicuro che sia una gran cosa bruciare le tappe in quel modo. C'e' poi il rischio di confondere quello che si vede in quei filmati con la vita reale e con l'amore o comunque con qualcosa che non sia soltanto sesso. A Cuba gia' 15 anni fa capitavo in case dove giravano certe videocassette, se l'uomo nuovo doveva essere messo al sicuro anche dalla pornografia allora la missione sia a Cuba che nell'est Europa e' miseramente fallita. Forse pero' la difficolta' di reperire certi filmati e la paura di essere scoperti ha tenuto al sicuro molte generazioni di cubani da un certo modo di vedere queste cose, non certo dal bruciare le tappe visto che gia' lo facevano e lo fanno nella vita reale. Forse una certa concezione piu' libera ed aperta del sesso ha reso meno indispensabile transitare obbligatoriamente da quei percorsi. Quando una cubana raggiunge la maggiore eta' ma forse anche prima credo che sappia tutto o quasi tutto quello che c'e' da sapere sul sesso, senza bisogno di attingere a quel tipo di fonti. Se vive al campo tutto dipende da quanto più veloce corra rispetto a fratelli e cugini. E' pero' anche vero che per noi era un modo per ridere e divertirci, fare un qualcosa di trasgressivo senza veramente trasgredire. Onestamente non e' che abbiamo imparato chissa' cosa da Cicciolina o Moana, semplicemente ci siamo fatti delle sane risate fa amici che e' poi uno dei veri scopi dello stare insieme.