Proviamo a fare il punto della situazione a Cuba in questo momento, lo facciamo grazie ai contatti con chi ci vive, agli amici che sono sull'isola in vacanza e a tante notizie verificate che si trovano in rete.
Finalmente vi posso confermare che e' davvero iniziata la vaccinazione massiva anche nella zona orientale del paese.
L'altro giorno hanno vaccinato la sciura di casa tunera mentre credo che in questi giorni tocchera' al resto della mia famiglia cubana di riferimento.
Dal punto di vista organizzativo si tiene conto del CDR di appartenenza, non del barrio anche se le due cose non sono poi cosi' differenti visto che in un barrio ci puo' essere piu' di un CDR.
Le vaccinazioni con Abdala sono iniziate a Las Tunas il giorno 29 luglio, ci sono quasi 400 mila persone da vaccinare in tutta la provincia, questi cittadini lo portanno fare in 485 locali adibiti alla bisogna.
A Las Tunas citta' si dovranno vaccinare quasi 160 mila persone che lo potranno fare in 125 punti di vaccinazione.
Ho sentito un po' di gente e tutti mi hanno parlato di “finalmente un po' di luce in fondo al tunnel” riferendosi all'inizio della vaccinazione massiva perche' la paura della pandemia da un lato e le difficolta' nel reperire cio' che serve da mettere in tavola dall'altro hanno reso la situazione molto complicata.
Non c'e' spazio a Cuba per cazzoni no vax o per altri decerebrati funzionali come accade purtroppo da noi che soffriamo del ventre molle che regala la presunta democrazia. Intanto i positivi anche questa settimana nella maggiore delle Antille sono saliti ancora superando la quota di 9000 in un solo giorno, a Las Tunas siamo arrivati a 399, ricordo che a febbraio quando ero giu' si parlava di 2/3 positivi in citta' ogni 24 ore, ma e' anche vero che i tamponi cittadini venivano analizzati ad Holguín, visto che il laboratorio cittadino era in fase di allestimento.
Dopo le proteste del giorno 11 luglio pare che, almeno da quel punto di vista, la situazione si sia in parte tranquillizzata, ovviamente Biden e l'unione europea ci hanno marciato come non mai ma questa non e' certo una novita'.
Ci sono le Olimpiadi, Cuba ha iniziato a portare a casa qualche medaglia aspettando il palto fuerte rappresentato dalla lotta, il pugilato e l'atletica, non escluderei di trovare l'isola caraibica in buona posizione nel medagliere finale malgrado i soltanto 69 atleti inviati a Tokyo.
La televisione cubana trasmette in toto l'evento, questo perlomeno compensa il fatto che siano saltati dal punto di vista delle trasmissioni i campionati europei di Calcio. Per il resto la situazione resta complessa, un paio di amiche hanno perso il lavoro visto che erano in sostituzione di colleghe in maternita'.
Nelle tiendas in MLC c'e' parecchia mercanzia, dal pollo al picadillo, dalla pasta all'aseo personale il problema e' quello di sempre riguardante la vasta fascia di popolazione che non ha parenti all'exterior che possano ricaricare la tajeta.
Il dollaro e' cambiato por la calle a 65 pesos mentre per l'euro si arriva anche a 75, capirete che se per 100 euro con cui ricaricare la tajeta dall'interno occorrono 7500 pesos, la situazione diventa complicata per buona parte della gente.
La mia famiglia di riferimento bene o male la sfanga sia economicamente che nel reperimento della comida, ma per la gente che ha una situazione economica piu' complicata le cose non devono essere per nulla facili.
Poi capita il giorno che nel tal mercato salta fuori di tutto allora la gente si chiede se la carenza di prodotti esista davvero oppure se le cose ci sono ma vengono vendute col lumicino.
Come ho detto altre volte questa pandemia ha messo in ginocchio economie ben piu' forti di quella cubana, basta vedere cosa sta accadendo da noi con lo sblocco dei licenziamenti, mettiamci dentro poi il bloqueo, il crollo del turismo e tutto il resto ed il quadro non e' certo incoraggiante. Arrivano comunque aiuti dall'Italia, da altri paesi europei, la Russia, la Cina, la Bolivia, il Messico, il Venezuela, il Vietnam, la Giamaica ed altre nazioni, in questo momento davvero serve di tutto.
"Mai a Cuba il popolo statunitense è stato incolpato, nemmeno è stato seminato l'odio nei suoi confronti per le aggressioni che abbiamo subito, ordinate dal suo governo. Ciò sarebbe stato contrario alle nostre dottrine politiche e alla nostra coscienza internazionalista, ben provata durante molti anni e sempre più radicata nel nostro pensiero".
Fidel Castro