Avrete forse letto le ultime disposizioni del governo cubano riguardanti i viaggiatori residenti nell'isola che rientrano nel paese.
Se arriveranno nelle zone turistiche di Ciego de Avila e Varadero dovranno fare la quarantena di 7 giorni in quelle provincie, in hotel che dovranno pagarsi loro in divisa pesante acquistando un pacchetto che comprendera' anche il trasporto dall'aeroporto.
Dopo il secondo pcr potranno recarsi nella loro provincia ovviamente col trasporto a loro spese.
Invece i viaggiatori che arriveranno a La Habana e Santiago trascorreranno l'isolamento nei centro appositi a costo zero, pero' dovranno pagare in Cup il trasporto dall'aeroporto.
E' un tentativo di arginare l'aumento dei
positivi al covid registratosi fra i viaggiatori che rientrano a Cuba.
Non parliamo di turisti, nella maggior parte dei casi si tratta di cubani di rientro dalla Russia da dove, a causa suppongo di controlli approssimativi o di pcr comprati, continuano ad arrivare la maggior parte dei problemi.
Riepilogo brevemente la genesi dei
vari procedimenti attuati dal governo cubano nei confronti dei viaggiatori, stranieri o cubani, dal marzo 2020 in poi.
I primi positivi sull'isola sono stati degli stranieri, precisamente degli italiani non ricordo se bresciani o della bergamasca, che decisero di viaggiare verso Cuba nel febbraio 2020 malgrado che la pandemia fosse gia' scoppiata nel nostro paese come ben ricorderete.
Ho parlato con alcuni italiani che si trovavano a Las Tunas quando Cuba decise di chiudere le frontiere.
Mi raccontarono che furono radunati, fu dato loro pochissimo tempo per raccattare le loro cose e furono trasportati in alcuni hotel dell'Avana insieme ad altri stranieri provenienti da tutto il paese.
Cuba chiuse la sua frontiera, non arrivarono e non partirono piu' voli regolari, soltanto quelli “umanitari” che gli stranieri dovettero
ripagarsi a prezzo di strozzinaggio.
Molti finirono i soldi e si rivolsero alle ambasciate per risolvere il problema.
Cuba perse la stagione estiva di turismo, questo diede inizio alla crisi aconomica
che ancora attanaglia il paese.
Potrei dire che partire per Cuba a gennaio/ febbraio 2020 fu una cosa da coglioni ma poi un anno dopo sono partito anche io, ando' tutto bene ma, a differenza di altri, ho sempre avuto accanto (non solo in questo episodio della mia vita) la mia buona stella...o gli Orishas.
A dicembre 2020 il paese riapri' al turismo, chi arrivava doveva esibire un pcr fatto nel
proprio paese non prima di 72 ore dall'imbarco e fare un quarantena in una casa de renta o in un hotel a scelta.
Da questo
momento in poi subentra la mia esperienza personale.
Arrivai a LaHabana con un amico il 16 gennaio, ricordo che ufficialmente dall'Italia non si poteva viaggiare verso Cuba secondo i dettami del nostro ministero.
Come sempre volai con Air France con scalo a Parigi. Passai quasi 10 giorni in quarantena con 2 pcr, questo a causa del fatto che sull'aereo con noi era saltato fuori un positivo.
Quando usci' dal paese dovetti prima fare un altro pcr all'Avana al costo di 26 euro mentre gli altri due fatti a Cuba furono gratuiti.
Intanto dal 6 febbraio erano cambiate le cose, visto che sopratutto i cubano americani non rispettavano la quarantena in case de Renta si stabili' che da quella data la quarantena si doveva obbligatoriamente fare in alcuni hotel stabiliti dal governo cubano, ovviamente con i costi a carico del turista o del residente all'exterior.
I residenti nel paese, cubani e non, che rientravano invece avrebbero fatto la quarantena in siti appositi senza costi di nessun tipo.
Ora le cose sono ancora cambiate per i residenti, la quarantena si fara' nella provincia dove sbarchi con l'aereo, solo successivamente dopo 2 pcr negativi si potra' rientrare nelle proprie provincie.
Al momento Cuba ancora non riconosce i vaccini che facciamo nel nostro paese, questo potrebbe finire a breve nel tentativo di salvare in parte la stagione turistica estiva. Non e' escluso che per luglio chi fara' il vaccino potra' andare a Cuba senza dover fare la quarantena che e' assolutamente improponibile per chi si sposta con bambini e famiglia.
Come vedete ci sono stati in questo anno e mezzo molti cambi di rotta da parte del governo cubano, questo e' perfettamente in linea con il resto del mondo dove si e' chiuso tutto per poi riaprirlo per poi richiudere per poi riaprire di nuovo.
La sola cosa certa e' che fino a quando l'isola non dara' il via alla vaccinazione massiva di tutta la popolazione non riuscira' ad uscire da questo incubo.