Non mi piace per nulla il Crossposting per cui preferisco pubblicare qui l'articolo in italiano della mio articolo sull nascita dei giochi Arcade, pubblicato in inglese qui
Oggi il mercato offre una tecnologia tale da rendere i giochi talmente ben realizzati che spesso è davvero difficile distinguere la finzione dalla realtà stessa. Ma vi siete chiesti come tutto questo è nato? Quali sono stati i primi giochi e come erano strutturati?
Su Netflix è uscito un interessante video documentario in cui si racconta l'evoluzione dei videogames e come i loro creatori abbiano avuto l'idea di creare i loro capolavori.
Era il lontano 1978 quando Toshihiro Nishikado creò Spacer Invaders, un gioco arcade in cui il giocatore deve abbattere gli alieni che pian piano si avvicinano verso il fondo dello schermo, dove è situato un cannone mobile, guidato dal giocatore stesso. Ogni nemico abbattuto assegna un punteggio con la possibilità di ottenere bonus se si colpiscono astronavi aliene che appaiono saltuariamente durante il game.
La grafica può sembrarvi pessima, all'epoca i giochi erano realizzati in 32 bit e l'effetto è un insieme di pixel colorati che creano forme squadrate. Alla fine del 78 questo gioco raggiunse un successo mondiale senza precedenti, venduto per console Atari 2600. I giochi erano contenuti in grosse cartucce ingombranti che erano inserite nella console.
Il successo di Space Invaders diede vita a qualcosa mai visto prima: i tornei nazionali. Giocatori provenienti da differenti regioni di tutto il mondo si riunivano e sfidavano per raggiungere il punteggio più alto o HIGH SCORE.
Una curiosità svelata dallo stesso creatore di Space Invaders, Nishikado, riguarda la scelta degli alieni a forma di piovra. In Giappone all'epoca era molto noto il romanzo La guerra dei mondi di H. G. Wells, da cui è stato anche tratto il film nel 2005 con Tom Cruise, in cui gli invasori alieni sono delle enormi piovre che catturano gli essere umani.
Un altro gioco, simbolo della nascita dei videogames, è stato Pacman, creato e lanciato nel 1989 dal suo creatore Tōru Iwatani. L'idea del gioco nasce in modo davvero singolare e divertente, durante una cena con gli amici, osservando la scena di una pizza a cui viene tolto una fetta.
Come ammette lo stesso ideatore, il gioco nasce per incentivare le ragazze ad avvicinarsi al mondo dei videogames, fino ad allora ritenuto un regno esclusivo dei ragazzi. Ed è stato subito un grande amore per il popolo femminile.
Il gioco è molto semplice: Pacman, un essere rotondo e giallo, deve mangiare tutti i puntini dislocati nel labirinto ma deve evitare anche i 4 fantasmi colorati altrimenti il giocatore perde una vita. Maggiore è il numero di puntini mangiati, più alto è il punteggio che il giocatore raggiunge.
La grafica è davvero molto minimalista ma s'inzia a notare un miglioramento, quanto meno nei colori utilizzati e nei dettagli. Il gioco è costituito in tanti livelli identici tra di loro, in totale se ne sono contati ben 500. Un livello è completo quando Pacman ha mangiato tutti i puntini.
Pacman e Space Invaders hanno avuto un successo globale davvero incredibile, sicuramente più di quanto gli stessi creatori immaginassero. I videogames hanno contribuito alla nascita di migliaia di sale giochi colmi di cabinati e di ragazzini che spendevano denaro per completare i giochi. Io ho avuto la fortuna di frequentare questi ambienti bei primi anni 90 e conservo davvero tanti bei ricordi di quel tempo.
Per chi invece non era ancora nato... Vi siete persi qualcosa di davvero unico.