Le riunioni dei membri della NATO di questi giorni stanno confermando la linea americana di aumentare la spesa in armamenti pari al 5% del PIL entro il 2035, un obiettivo che i paesi membri hanno votato come raggiungibile entro tale data. Apriti cielo, come si suol dire.
Ovviamente le critiche in Italia, ma non solo, sono state tante perché spendere ulteriori 33 miliardi all'anno in spesa militare quando abbiamo molti altri problemi, è una giusta riflessione. Però, d'altro canto, gli equilibri mondiali sono in continuo mutamento e negli ultimi 3 anni le guerre si stanno avvicinando all'Europa senza la nostra volontà.
In tutti questi decenni abbiamo sempre contato sull'appoggio degli USA ma Trump ci ha ricordato come non possa essere sempre l'America a proteggerci le chiappe. L'Europa ha avviato un processo d'indipendenza da produzione di fonti energetiche, materie prime, tecnologia ed ora anche la difesa militare. Certo, io sono favorevole per un solo esercito e quindi l'ottimizzazione della produzione delle armi (un solo tank ad esempio mentre oggi in Europa ne sono prodotti oltre 10).
Inoltre nel 5% di spesa, 1,5% sarà programmata per la costruzione e manutenzione delle infrastrutture come strade e ponti (i tank devono viaggiare su strade sicure per i mezzi) e la difesa dai cyber attacchi informatici. Un ulteriore sollecito ad investire nella modernizzazione del nostro territorio.