Un’incolmabile gioia, un pervadente senso di ritrovato splendore, una ricongiunzione.
Il gelido freddo del Nord mi ha riportato sui miei passi, e mi ritrovo a percorre il sentiero che avevo abbandonato.
“Saluto la mia comunità italiana preferita, sono stato uno dei membri della separato dalla casa madre per proseguire lungo la strada che voglio tracciare da solo. Voglio tornare a raccontare, a descrivere l’evoluzione di una trama che appassiona con una ricchezza di particolari da non lasciare niente all’immaginazione, o ad essere tanto ermetico nelle mie frasi che…”
Sguardo in basso, leggo l’epitaffio di un uomo, le sue iniziali sono DG.
Passo oltre lungo la via che sto percorrendo, è davanti a me ma non riesco a vederlo, intangibile nella sua essenza e incomprensibile nella sua forma.
“Il mio futuro su Hive, vi dico, spero sia intriso di tragedia e commedia, di passione e ira, di arte che vive e splende, o in decadimento per sua stessa natura. Desidero creare, desidero plasmare la realtà o crearne una nuova per poterne fare dono a chiunque lo desideri, per poter emozionare un pubblico che spero mi presterà un orecchio… O meglio un occhio (sia chiaro che non intendo in senso letterale, le poste perdono spesso i pacchi e se non arrivasse sarebbe uno spreco)”.
Sono speranzoso che non si abbatta sul mio collo la scure del censore, non vorrei mai potesse capitare a me quello che il mio gruppo ed io abbiamo subito l’ultima volta, quell’orribile malinteso che ci ha costretti a faticare per recuperare il nostro posto su questa piattaforma.
Io sono Clifth, e come non ribadirò mai abbastanza spero di regalarvi i racconti migliori che sono in grado di scrivere accompagnati, a volte, da illustrazioni create di mio pugno. È un piacere ritornare qui, e per questo ciò che sto scrivendo è più una lettera di scuse per aver smesso di utilizzare Hive che una mia presentazione (quella l’ho fatta per errore in inglese).
Grazie di aver ascoltato con lo sguardo e spero di essere accolto nuovamente tra voi.
Buona giornata a tutti.