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Ciao!
Rimanendo nello spirito Digitall Project, oggi voglio presentare un esempio pratico di graphic design, con una grafica realizzata tempo fa che quest'anno ho riprodotto su una t-shirt nella serigrafia nella quale sto operando.
La grafica che ho realizzato è quella che vedete nella cover di apertura, al centro dell'immagine. Il nome che le ho associato è
"Limoni"
facendo riferimento all'elemento testuale principale che svetta in primo piano, e all'elemento concettuale generale che trasmette. Entriamo nel dettaglio.
Composizione
Ho parlato di elementi: la grafica che ho realizzato è infatti suddivisibile in alcuni componenti principali, 3 fondamentalmente. Il primo, l'elemento inquadrabile come scritta “Limoni”, il secondo, l'elemento immagine posizionato poco sotto la scritta limoni, e il terzo elemento, quello utilizzato come sfondo.
Limoni
Scritta semplice, la realizzai disegnandola su un foglio, poi scannerizzando e colorando a piacimento. Al tempo, utilizzai come colorazione un pattern ricavato dalla foto di un limone. Se fate caso, all'interno potete notare il pattern distintivo che caratterizza la scorza di limone.
Labbra
Il secondo elemento fa riferimento a 2 labbra, disegnate semplicemente su un foglio come figura piena, poi scannerizzate e infine cancellate su tutti quei tratti che potevano rappresentarne le increspature. I colori sono molto a fantasia, classico rosso con l'aggiunta di un'estrosa sfumatura tendente al fucsia.
Sfondo
Lo sfondo...beh, in tema di limoni non poteva mancare un limone. Dopo aver scattato una foto a un limone tagliato a metà, applicai un pattern come quelli che trovate sotto le voci ritaglio, fumetto, o altro effetto similare sui programmi di grafica più utilizzati. Potreste ottenere un risultato simile anche andando a vettorializzare un'immagine senza smussare troppo gli angoli. Insomma, comunque un limone tema fantasia che ho deciso di inserire come secondo piano, seguendo la mia iniziale idea di grafica ad ampiezza fissa in ogni direzione: il metodo più semplice per realizzare ciò è l'uso di un'immagine il cui contorno è pressappoco identificabile in un cerchio.
Grafica finita...e adesso?
Creati gli elementi, li ho montati...et voilà! Grafica pronta. Il problema adesso è racchiuso nella domanda: che caspita ci faccio? Ovvio, ci faccio qualcosa!
Tempo fa decisi di inserirla su una piattaforma di print-on-demand.
Il Print-on-demand è un servizio che letteralmente significa "stampa su richiesta". Nel mercato odierno si identifica spesso in servizi che offrono la possibilità di stampare pochissimi pezzi (addirittura 1) a prezzi accessibili. Nel mio caso, ho scelto una piattaforma di print-on-demand basata sulla stampa di abbigliamento. Il mio scopo non era niente di complesso: ho una grafica, ci devo fare qualcosa, facciamoci qualcosa e poi si vedrà. Il risultato nato da questo ragionamento non è stato per niente proficuo, ma questa è un'altra storia.
Stampiamola, una maglietta.
Una manciata di settimane fa, ho deciso di sfruttare la tecnologia di stampa digitale diretta della serigrafia dove opero per provare la stampa su una semplicissima t-shirt bianca. La stampa digitale diretta su abbigliamento funziona approssimativamente come le stampanti usate per i fogli di carta: si inserisce la t-shirt, si imposta la grafica da stampare e si avvia il processo. Il tempo è parecchio più lungo rispetto a quello impiegato per i fogli di carta, e anche le problematiche legate al supporto sono enormemente maggiori, a parità di risultato estetico. Fatto sta che, con una grafica come questa, pensavo si potesse ottenere un buon risultato su t-shirt bianca. Lascio a voi decidere, a me non è dispiaciuta per niente.
In questa immagine potete vedere la t-shirt fissata sul piano di stampa, un piano d'appoggio che permette di assumere le posizioni più idonee durante tutto il processo di stampa: la maglia rimane ferma e il piano si muove in avanti, mentre un blocchetto di circuiti di colore (la “testina” di stampa) spruzza i pigmenti spostandosi secondo la specifica grafica che dobbiamo stampare.
La seconda immagine mostra la t-shirt finita, pronta per essere rimossa dal macchinario. La differenza rispetto alle stampanti per carta è che le stampe a questo punto non sono ancora fissate correttamente sulla maglia: dobbiamo invece sottoporre la maglia a una fonte costante di calore (150-180°) per un tempo sufficiente, di modo che l'inchiostro usato possa fissarsi in maniera definitiva. La pecca costante di maglie così stampate è che lo strato di inchiostro è estremamente sottile e ogni volta che il tessuto viene lavato, asciugato, sfregato, ecc, queste azioni si ripercuotono sull'estetica della stampa e sulla sua tenuta. Per t-shirt estive di colore bianco è però uno dei metodi migliori per mantenere un indumento traspirante.
Ultima prima di salutarvi, un selfie “senza metterci la faccia”, con la maglia stampata indossata da me.
Spero di non essere stato troppo noioso. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento a futuri post miei e del Progetto Digitall.