Di questi tempi postare due giorni di fila per me è un evento più unico che raro, ma è da un pò che ci ragiono su e con il post di ieri ho iniziato a esporre nei commenti la mia visione di ciò che credo fosse l'idea originale di Hive e dove è diretto il futuro.
Foto d'autore
Prima di tutto facciamo un breve passo indietro, Hive è una blockchain, ciò che potremmo tranquillamente definire brevemente un super computer virtuale pubblico, distribuito e decentralizzato. Come il PC che abbiamo un pò tutti a casa ormai, ad ogni nostro comando corrisponde un consumo di risorse computazionali del nostro sistema in base alla difficoltà di calcolo del comando imposto.
Ok fino a qui ci siamo, forse.
Ora, ogni blockchain esattamente come il nostro computer di casa ha fame di risorse computazionali, la grossa differenza è che tali risorse sono distribuite in un modo o nell'altro tra i partecipanti del network.
Nel caso di Bitcoin ad esempio, Proof of Work garantisce ricompense a chi è disposto a riversare più energia e potenza di calcolo possibile nella risoluzione dei puzzle crittografici SHA256, inoltre parte dei costi sono mantenuti dagli utenti stessi tramite transaction fees. Un modello economico geniale che sfrutta l'avidità per ottenere una sicurezza matematica del network sempre maggiore.
Su Hive il meccanismo è diverso ma si basa sulla stessa teoria dei giochi economici, non ci sono transaction fees, ma le risorse sono coperte dagli stakeholders e dall'inflazione monetaria stessa. Il nostro stake (HP per capirci) rappresenta la quantità di risorse computazionali globali che siamo in grado di consumare per performare azioni quali post, commenti, upvote e json sulla blockchain.
Il discorso ora inizia a farsi interessante.
Nel mio post di ieri ragionavo sul fatto che, a mio modo di vedere, per poter fare davvero il botto qui su Hive non manca proprio nulla se non un'applicazione di microblogging come potrebbe esserlo Instagram o TikTok (tralasciando il discorso storage di massa che richiede ragionamenti complessi a parte).
Spesso quando noto che continuo a scrivere idee nei commenti riguardo ad uno specifico topic, in genere ci ripenso in grande durante i giorni successivi e cerco di buttare poi giù un post che nella maggior parte delle volte da inizio a spunti interessanti di discussione quindi eccoci qua.
Ma cosa è davvero HIVE quindi?
Analizzando ciò che potrebbe sembrare al primo impatto per un utente appena arrivato, che inizia a ricevere ricompense e vede il suo conto in dollari aumentare, sicuramente solo un social dove poter "guadagnare" denaro sottoforma di criptovaluta, da convertire poi in Bitcoin Cash e comprare qualche prepagata Amazon per recuperare il nuovo Call of Duty in uscita.
Ma sarà davvero tutto così semplice?
- No.
- Anzi.
- Niente di più sbagliato.
Foto d'autore
Attualmente i core developers stanno lavorando ad un sistema che permetterà la delegazione di risorse (garantite dalla HP in possesso) senza delegare la potenza di voto stessa come accade ora, dando facilmente il via ad un mercato leasing di Resource Credits per coloro i quali ne avranno più bisogno.
Ovviamente un imprenditore in cerca di risorse computazionali per poter coprire i costi delle transazioni effettuate dai suoi utenti avrà due opzioni: o compra Hive Power direttamente suscitando una pressione d'acquisto sul prezzo, oppure, se eventualmente già fuori budget, noleggia le risorse ad un costo fisso da utenti che già le possiedono, ponendo ulteriore pressione d'acquisto per balene in cerca di entrate passive facili.
Ma chi vende pensando che HIVE sia solo una ricompensa d'autore?
Beh insomma fa niente, io compravo videogiochi su Steam con Bitcoin all'inizio del mio crypto percorso...
La cosa più interessante tuttavia sarà vedere come le ricompense si sposteranno sui second layer, immagino applicazioni possedere enormi quantità di Hive Power e quindi risorse bloccate, prendersi cura dei loro utenti, i quali riceveranno tokens specifici sostenuti da qualche modello di advertisement differente da quello odierno, dove l'influencer altro non è che un venditore ambulante che di genuino ormai ha ben poco.
Per quanto riguarda il pericolo della centralizzazione delle risorse è sufficiente pensare che, per quanto si voglia evitarlo, chi possiede maggiore capitale ha anche più potere decisionale, però più potere decisionale significa anche maggiore responsabilità e come abbiamo visto durante la debacle di Steem, il costo di una decisione sbagliata nel Delegated Proof of Stake è il capitale stesso.
più capitale > più potere decisionale > più perdita.
La società per azioni funziona in modo similare ma la differenza è che su Hive si affida il funzionamento del super computer tramite votazione ad un gruppo di nodi distribuiti il cui unico compito è quello di concatenare crittograficamente blocchi contenenti azioni immutabili dei suoi utenti partecipanti.
Magari sto solamente vaneggiando alla grande ma la direzione di Hive è sempre stata proprio questa fin dai tempi in cui si chiamava in un'altra maniera, nessun'altra blockchain inoltre al momento sembra essere in grado di mantenere bassi i costi senza sacrificare scalabilità o decentralizzaione, che nel caso specifico del Web di terza generazione, è più che sufficiente con un sistema DPoS.
La cosa elettrizzante è che il prezzo di HIVE rispecchia ad oggi una misconcezione di ciò che tale token rappresenta alla maggior parte degli utenti e ne vedremo delle belle quando sarà giunto il momento del fatidico "ah ma ecco a cosa serviva in realtà", garantito.
-Fede