Continuiamo con la mia presentazione ,con il racconto di cose importanti.
Una cosa sicuramente abbastanza presente nella mia vita da 6 anni a questa parte è il mio “lavoro” …metto tra virgolette perché la parola lavoro fa pensare ad una attività che ti impegna e che ti fa guadagnare con cui tu puoi sostenere la tua vita e la tua famiglia. Nel mio caso tutto è iniziato con tutt’altro scopo e poi è diventato anche un piccolo lavoro anche se in realtà non mi permette di sostenere proprio la famiglia …diciamo che porta un piccolo aiuto che comunque non si disprezza.
La cosa interessante è come è nato il tutto e perché,come da qualcosa di negativo può sempre venire del bene. Circa 6 anni fa ho passato un periodo personale molto brutto. Di scoraggiamento, di non senso e di prova familiare dove ho messo in discussione un po’ tutto. Come ho detto nel mio post di presentazione ,vivo in Albania con mio marito e i nostri figli come missionari…il pilastro della mia vita è sicuramente il fatto che in ogni momento Dio sempre c’è e c’è stato…. Forse non c’erano per vari motivi,le persone , anche le più care ,ma Lui si… in questo momento di crisi profonda ho iniziato a pensare come poter fare per pregare di più…( praticamente passavo le notti tra lacrime e preghiera) e mi è venuto in mente il libro che anni prima avevo letto “ Racconti di un pellegrino russo” .
I “Racconti di un pellegrino russo” è un testo ascetico, scritto fra il 1853 e il 1861 da un anonimo russo. Esso divulgò la pratica mistica della preghiera interiore perpetua, la preghiera del cuore ed è assieme alla Filocalia una delle opere più diffuse prodotte dalla spiritualità ortodossa.L’origine del racconto è sconosciuta. La redazione è successiva al 1853 perché cita la guerra di Crimea e antecedente il 1861, quando ebbe luogo la liberazione dei servi della gleba russi. L’opera fu pubblicata per la prima volta a Kazan’, in Russia, nel 1881 con il titolo “Откровенные рассказы странника духовному своему отцу” – letteralmente, “Resoconto sincero di un pellegrino al suo padre spirituale”.
Il protagonista è per l’appunto un pellegrino che attraversa l’Ucraina e la Russia portando con sé solo pane secco e la Bibbia. Partecipando ad una celebrazione eucaristica resta molto colpito dall’esortazione di san Paolo a «pregare incessantemente» (1 Tessalonicesi 5,17) e si mette alla ricerca di chi gli insegni come fare a vivere la vita di ogni giorno e contemporaneamente avere la propria mente continuamente rivolta a Dio in preghiera. Incontra, infine, uno “starec” che gli insegna la cosiddetta preghiera di Gesù o preghiera del cuore, che consiste nella ripetizione incessante, secondo il ritmo del respiro, della formula «Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore», una frase adattata dal Vangelo (Luca 18,13). Quando poco dopo il santo monaco muore lasciandogli il proprio rosario, il pellegrino riprende il viaggio completando il proprio bagaglio con l’acquisto di una copia consunta della Filocalia, il libro che insegna l’esicasmo. Nei capitoli successivi si mostra il progresso spirituale del pellegrino e gli insegnamenti che trae dall’interazione con le persone che incontra nel suo cammino.
Vivendo in Albania ( un paese interessantissimo anche dal punto di vista religioso visto che da sempre le grandi fedi cattolica,ortodossa e musulmana convivono pacificamente e da dire che l'Albania e' per gli ebrei,che erano molto pochi qua, giusta tra le nazioni perche' nessuno e' stato deportato,anzi protetto e aiutato) ho avuto modo molto spesso di vedere questi rosari di cui si parla nel libro e ho deciso di provare a farne uno ….
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