Oramai il coronavirus è sulla bocca di tutti. E' un modo di dire, speriamo che in realtà non sia proprio così.
Ho cercato di capire qualcosa di concreto prima di esprimere una mia opinione al riguardo. Ma sono giunto alla considerazione che ciò è impossibile, perché, come tutti gli aspetti dell'attualità oramai, è stato strumentalizzato e la verità è passata in secondo piano rispetto agli obiettivi personali e di categoria.
Così rompo gli indugi e dico anche io la mia, approfittandone per inaugurare una nuova rubrica su questo spazio. Ma lo faccio andando ad osservare un aspetto che, probabilmente per colpa mia, non ho visto riportato da nessuna parte nei fiumi di parole che si sono rovesciati sull'argomento.
Il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha dichiarato: "Un ospedale non ha seguito il protocollo e ha favorito il contagio". Parole riportate virgolettate da molti giornali italiani, come ad esempio il Corriere della Sera (https://www.corriere.it/politica/20_febbraio_24/coronavirus-conte-avverte-regioni-scontro-fontana-215e620c-5756-11ea-b89d-a5ca249e9e1e.shtml). Non ho visto il filmato dell'occasione in cui tali parole sono state profferite, che, secondo quanto riportato nell'articolo, sarebbe stata durante la trasmissione tv "Frontiere" su Raiuno, per cui prendo per corrette le notizie riportate da molti dei principali media nazionali. Magari se qualcuno vuole può segnalare nei commenti un link ad un estratto del programma.
Ora, al di là delle polemiche che hanno subito intorbidito la discussione, colgo invece un aspetto veramente grave su queste parole, che non possono esser liquidate così alla leggera.
I fatti sono due: o quanto dichiarato dal Prof. Conte è vero, oppure è falso.
Nel primo caso, se è vero che "ormai è noto, - Parole del Presidente del Consiglio - c’è stata una gestione a livello di una struttura ospedaliera non del tutto propria, secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo sicuramente ha contribuito alla diffusione. Ma al di là di questo continuiamo con la massima cautela e massimo rigore" osservo che no, non si può proseguire con "al di là di questo".
Non si può passare oltre trascinandosi nella polemica. Il Premier è un noto avvocato e dovrebbe conoscere l'Art. 452 del Codice Penale:
Chiunque commette, per colpa [43] (1), alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 e 439 è punito:
- con la reclusione da tre a dodici anni, nei casi per i quali le dette disposizioni stabiliscono la pena di morte (2);
- con la reclusione da uno a cinque anni, nei casi per i quali esse stabiliscono l'ergastolo;
- con la reclusione da sei mesi a tre anni, nel caso in cui l'articolo 439 stabilisce la pena della reclusione.
Quando sia commesso per colpa [43] alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 440, 441, 442, 443, 444 e 445 si applicano le pene ivi rispettivamente stabilite ridotte da un terzo a un sesto.
https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vi/capo-iii/art452.html
Per comodità riporto di seguito anche il richiamato articolo 438 dello stesso Codice Penale che riguarda proprio il caso di:
Epidemia
Chiunque cagiona un'epidemia (1) mediante la diffusione di germi patogeni (2) è punito con l'ergastolo [448, 452].
Se dal fatto deriva la morte di più persone, si applica la pena [di morte] (3).
https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vi/capo-ii/art438.html
Spero vivamente che, come suo dovere, il Prof. Conte abbia provveduto, oltre a raccontarlo in tv, a denunciare alla Magistratura le persone responsabili di ciò e che in attesa delle indagini i presunti colpevoli vengano sospesi dal servizio, anche in considerazione del fatto che potrebbero inquinare le prove ed ostacolare le indagini continuando a svolgere le loro mansioni.
Tale articolo del Codice Penale potrebbe forse esser applicato anche ad altre persone, ma al momento rimango focalizzato su questo singolo episodio.
Se invece non è vero quanto affermato dal Presidente del Consiglio, allora accusare pubblicamente qualcuno di aver commesso un reato, come appunto quello previsto dall'Art. 452 C.P., è reato di diffamazione aggravata, come previsto dall'Art. 595 sempre del Codice Penale.
Alla Magistratura l'ardua sentenza.
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