Immagine rielaborata da me a partire da: Image by Miguel Á. Padriñán from Pixabay
Nella giornata di oggi passata in buona parte, come di consueto su Facebook per motivi di lavoro, ho continuamente "sbattuto" su una notizia rilanciata più e più volte in tutte le versioni, man mano che veniva pubblicata in diversi media mainstream.
La notizia, non occorre che ne metta un link perché tanto sono sicuro che l'avrete vista anche voi, parte dal Regno Unito, arriva in Italia e diventa come ogni notizia strumento di speculazione politica e riporta che in sostanza il modello svedese, che non prevedeva lockdown, se non molto blando, di affrontare l'epidemia di Covid-19 fosse un fallimento.
A sostegno di questa lettura si riporta, spesso nel titolo degli articoli, la notizia che la Svezia sia il paese con il tasso di mortalità più alto, qualcuno dice addirittura al mondo.
Andando a leggere per intero gli articoli un po' più "onesti" si vede però che la notizia va contestualizzata meglio di quanto si riporta in titoli e sottotitoli, che spesso sono gli unici che le persone leggono, soprattutto quando leggono solo per rafforzare le loro opinioni e speranze di aver ragione e non per informarsi veramente.
Immediatamente si scopre che quell'informazione sarebbe semmai vera se si prendono in considerazione solo gli ultimi sette giorni e non in assoluto. Quindi sarebbe un'indicazione di tendenza semmai.
Infatti andiamo a prendere i dati ufficiali riportati dalla Johns Hopkins University, che, non si sa perché vengono considerati quelli reali e veritieri, mentre io sospetto che i numeri reali probabilmente nessuno li conosca e quelli ufficiali siano stati "elasticizzati" secondo le diverse necessità, ma questo è un altro punto, che porterebbe troppo lontano.
Italia (popolazione 60.483.973 abitanti al 31 dicembre 2017):
contagiati. 227.364
morti........... 32.330
Svezia (popolazione 10 302 984 abitanti al 31 agosto 2019):
contagiati... 31.523
morti............. 3.831
Tasso di mortalità rispetto alla popolazione:
Italia: 534 morti ogni milione di abitanti
Svezia: 371 morti ogni milione di abitanti
Tasso di mortalità rispetto ai contagiati:
Italia: 142,19 morti ogni mille contagiati
Svezia: 121,53 morti ogni mille contagiati
La matematica non lascia dubbi quindi.
Si potrà osservare che la tendenza però porterà in futuro la Svezia a sorpassare l'Italia.
Devo capire se questa è una speranza nutrita dall'invidia o cos'altro. Al di là del fatto che nessuno può predire il futuro contro-osservo al riguardo che l'Italia è entrata prima nella catastrofe e quindi ne è uscita prima, la Svezia non è ancora ancora così avanti, ma anche in Svezia i numeri sono in calo come dimostra questo grafico ricavato sempre dai dati riportati dalla Johns Hopkins University.
Questo invece il grafico relativo all'Italia:
Si vede dai due andamenti che l'Italia ha seguito una decrescita lineare più meno costante, ma meno veloce della crescita nella fase iniziale, mentre l'andamento della Svezia sta seguendo la classica forma a campana delle distribuzioni stocastiche con una decrescita che ha la stessa velocità della crescita. C'è quindi da immaginare che la Svezia riuscirà ad uscirne in meno giorni dell'Italia.
Nell'ipotizzare andamenti futuri occorre tener conto poi di altri elementi. Recenti studi sembra dimostrino, speriamo sia vero, che chi guarisce da Covid-19 sviluppa anticorpi che impediscono di riammalarsi. Questo oltre al fatto che favorisce la realizzazione di un vaccino efficace ha altre implicazioni. Se con il lockdown completo si è impedito alla popolazione di contrarre il virus e quindi di immunizzarsi in massa o comunque in percentuale sufficientemente alta, significa che alla riapertura dalla quarantena ci si trova esposti molto più facilmente alla ripartenza dell'epidemia. Rischio molto minore per le popolazioni che invece hanno lasciato da subito circolare il virus. E questo implica a sua volta che i conti veri si dovranno fare alla fine.
Un'altra osservazione mossa "contro" il modello Svezia fa riferimento al fatto che la densità di popolazione è molto minore nel paese baltico che in Italia. Assolutamente vero, questa osservazione in effetti è molto più sensata. Ma semmai non si tratta di criticare il modello, ma di giustificare perché quel modello non sia altrettanto validamente applicabile in Italia. Ma a questo muovo un'altra contro-obiezione. Nessuno, con un po' di intelligenza, ha mai contestato le regole di distanziamento, le norme di prudenza, che prevedono delle cautele da assumere. Ma per esser prudenti ed adottare tali norme di comportamento non occorre mettere in atto un "coprifuoco" serrato che anzi non fa che esacerbare gli animi e rendersi più intollerabile. Quindi si sarebbe potuta ottenere la stessa "densità" abitativa nei vari ambienti frequentati nel corso della giornata senza dover ricorrere a mezzi estremi.
Qui semmai entra in gioco un altro aspetto prettamente culturale: gli italiani hanno molto meno senso civico e se non vengono spaventati nel proprio interesse individuale, che sia economico o di salute, non si adeguano ad usare il buon senso. Ma questo vale anche dal punto di vista del rispetto delle norme. Quindi ancora una volta è inutile fare regole ferree, spesso oltre illimite della tollerabilità, se poi tanto lo scarso senso civico non porta al rispetto neanche delle norme di buon senso, come infatti si vede ora che gli assembramenti si cominciano a formare, come se il rischio fosse passato. Quindi che si fa? Si rimane chiusi in quarantena per sempre? O forse si comincia a far regole sensate e farle rispettare veramente, come si fa nei paesi civili?
Altra considerazione che pongo sui piatti della bilancia della valutazione. Questa volta introducendo un aspetto economico. In questi giorni si fa un gran discutere anche di un'altra conseguenza dell'epidemia Covid-19: la "comunitarizzazione dei debiti". 4 paesi dell'UE: Austria, Olanda, Danimarca e proprio la Svezia si oppongono a che l'Unione conceda soldi a fondi perduto ad altri paesi tra cui l'Italia, la Spagna e forse la Francia.
Vorrei che chi è favorevole al lockdown e critica l'approccio svedese mi spiegasse perché chi ha deciso di continuare a vivere, lavorare, produrre, come la Svezia, correndo anche dei presunti rischi maggiori di salute dei propri cittadini, dovrebbe poi intervenire a regalare denaro a chi invece ha deciso di fermarsi perché "la salute prima di tutto". Non entro in questo ambito nel merito di quale delle due sia la scelta più giusta. Ognuno la pensi come vuole, secondo le proprie sensibilità, ma a me sembra molto somigliare alla vecchia novella della formica e della cicala.