Nel mio articolo di ieri mi sono lasciato andare ad uno sfogo personale, che è assolutamente fuori dal mio stile di vita. Sono abituato da sempre a interiorizzare tutto, non lasciando mai trasparire nulla o quasi, probabilmente anche a causa delle necessità implicite al mio lavoro, con il quale occorre saper chiudere i propri problemi personali in un cassetto, per esser libero di comunicare con efficacia con clienti, collaboratori e concentrarsi in pieno in quello che si sta facendo. Ma stavolta non sto proprio più riuscendo a farlo, la diga non regge più e sta per crollare.
In tutta sincerità non riesco neanche più a riconoscermi. Io ero quello che aveva sempre la soluzione per tutto e per tutti, che riusciva a sollevare lo spirito degli altri, dando nuova carica e stimolando alla ripartenza. Me lo riconoscevano sempre tutti chiedendomi dove trovassi le energie. Ecco appunto, trovavo l’energia sapendo di poter contare su certezze, quelle stesse che ora si sono sgretolate davanti. Io che non avevo mai paura di nulla e di nessuno, che riusciva in un modo o nell’altro a trovare il modo di superare gli ostacoli, affrontandoli direttamente o girandogli attorno, ora mi rendo conto di provare per la prima volta la paura del futuro. Ho ricominciato tante volte partendo da zero o quasi, sono al punto in cui temo di non riuscire a farlo di nuovo. Sarà perché il colpo stavolta è stato pesantissimo o per una questione di età, non lo so. So che non riesco più a mettere insieme le idee, che cozzano le une con le altre, trascinandomi alla deriva.
Ma con questo post volevo rispondere agli amici di Hive che mi son arrivati in soccorso ieri con i loro commenti: ,
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, con il quale ultimo ho avuto modo di scambiare due parole anche su Discord e quindi conosce alcuni particolari in più che per ovvie ragioni non posso scrivere pubblicamente su blockchain perché non riguardano solo me. Vi ringrazio per le vostre parole ed i vostri consigli, innanzi tutto. E per lo stile con cui, non avevo dubbio, sono state espresse. Sono sicuro che se avessi esternato così su altri social avrei ottenuto risultati ben diversi, in cui si sarebbero scatenate reazioni di critica nei confronti di mia moglie, magari solo per appoggiarmi, ma delle quali veramente è l’ultima cosa di cui ho bisogno, anche perché i miei sentimenti nei suoi confronti sono del tutto intatti, nonostante la sofferenza che mi sta infliggendo.
Vengo dunque a rispondervi. Avete tutti ragione per alcuni versi. Innanzi tutto sono razionalmente consapevole che come dicono molti di voi farei bene a chiudere la porta al più presto e guardare avanti. Ma non è così semplice. Anche se so che la situazione è irrimediabilmente compromessa, come dice , non è semplice, per i motivi che non posso indicare, chiudere tutto e varcare nuovi portoni. Non perché per alcuni in situazioni genericamente simili sia più facile che per altri, ma perché la mia situazione non è proprio la classica situazione analoga. Anche se so che non ci saranno ripensamenti, almeno a breve termine, e che non si potrà mai ritornare al punto di partenza come se nulla fosse accaduto. Perché la situazione è tale che la volontà delle persone in questa situazione conta relativamente poco essendo più, in qualche modo, una questione di possibilità. Mi rendo conto di esser criptico, ma non posso scendere in dettagli e forse solo
riesce a capire quello che scrivo proprio in virtù delle poche parole che ci siano scambiati su Discord. Tali ripensamenti, se anche potranno esserci, difficilmente saranno stabili e porteranno ad una soluzione duratura, temo, almeno nel breve tempo e se non intercorreranno altri accadimenti che al momento sembrano impossibili.
Per quanto mi riguarda sarei pronto ad aspettare per l’eternità, ma temo che se e quando ciò avvenisse, non avrei più la forza di ripartire nuovamente. Purtroppo proprio questa ineluttabilità della situazione che, come detto, per certi versi non è voluta da nessuno, rende il tutto ancor più insopportabile.
Caro , proverò a vedere se riesco a resistere a rimanere qui in Albania. Ma anche su questo nutro molti dubbi e come detto sono in una situazione in cui il futuro, per la prima volta in assoluto, mi spaventa. Sto cercando, visto che la situazione dell’azienda penso sarà a breve compromessa in maniera irreparabile, un nuovo lavoro. Domani mattina dovrei sostenere un colloquio e se tutto andasse bene dovrei cominciare il 22 agosto, appena l’attività ripartirà dopo Ferragosto. Ma non è semplice, perché se è vero che qui la vita costa meno, anche gli stipendi son molto più bassi, anzi in proporzione lo sono ancor di più: è il motivo principale per cui i giovani vogliono tutti scappare da qui. Nel caso in cui dovessi riuscire ad ottenere il lavoro arriverei a prendere 60mila lek mensili, poco più di 500 euro, che sono quasi il doppio di uno stipendio normale, per i primi 3 mesi e 70mila fra 90 giorni. Sono sufficienti a sopravvivere per me solo: sarebbero assolutamente insufficienti ad un ritorno alla vita di coppia. Probabilmente accetterò doppi turni e turni notturni, così da incrementare l’importo, se saranno, come spero, disponibili. Anche Hive potrebbe, come dici, dare una bella mano, ma come raccontai già tempo fa, qui non è semplice monetizzare le crittovalute, visto che nessun exchange è operativo in Albania: dovrei affidarmi a complicati, costosi ed inaffidabili cambi p2p.
Ma il problema del rimanere qui non è tanto, o non solo, quello economico, ma proprio quello della vita quotidiana. Sono in un paese straniero di cui, nonostante tutto il tempo, non parlo la lingua. Ed in cui la gran parte dei problemi seri si risolvono accordandosi, ovviamente in albanese, con relazioni personali da cui sono tagliato fuori. Poi ci sono i problemi burocratici, considerato che il mio permesso di soggiorno qui è per ricongiungimento familiare. Avendo un’azienda non sarebbe impossibile ottenere un rinnovo per motivi di lavoro, ma non sono nelle condizioni, ora, di affrontare beghe burocratiche. Magari sono tutti problemi che riuscirei, in condizioni normali, a superare non dico facilmente ma comunque senza troppi problemi, ma come dicevo ora mi spaventa pensare di dover affrontare tutto e da solo: mi sembra di nuotare contro corrente lungo un fiume in piena. D’altra parte anche tornando in Italia non saprei proprio che fare, visto che non ho più nulla e niente, se non la disponibilità della casa genitoriale, ma tornare a vivere ad oltre 50 anni a casa con i miei senza prospettive chiare, per me che sono sempre stato economicamente indipendente da quando avevo 14 anni, è altrettanto angosciante che rimanere qui. So di sembrare eccessivamente lamentoso, ma sono davvero distrutto moralmente.