Come descriveresti il Paradiso?
Sicuramente siamo tutti un po' impegnati nella nostra vita quotidiana, a correre dietro a schemi e obiettivi da raggiungere. Il Paradiso non si trova lontano, è a portata di nave, ma anche una piccola deriva può bastare, conosco persone che ci sono arrivate addirittura in kayak o a nuoto.
Il concetto è sempre il solito, quello di sapere dove trovare, dove cercare il Paradiso. Il Paradiso è stato considerato un concetto, un elemento teorico, astratto. Finche non arriva un Poeta che te lo indica, e tu invece di guardare il suo dito cominci a vederlo, a viverlo, a capirlo.
La Sardegna non è soltanto un'isola è anche una meta da passarci non solo le vacanze. La Sardegna va vissuta attraverso le persone che te la racconteranno, attraverso il loro lavoro, il loro sudore. Su quest'isola il lavoro è sacro. Il lavoro di Fabrizio che te la descrive come un Paradiso, è un lavoro essenziale di lettura. Fabrizio t'incoraggia a viverci. Certo tu mi dirai che non hai tempo, che non hai soldi, che forse non ne hai bisogno, che non hai famiglia, e ti risponderei che anch'io ho sempre avuto gli stessi ostacoli. Proprio per questo lo chiamano Paradiso, perchè il cammino è ciò che conta.
Fabrizio ce lo descrive, ma il cammino lo percorri tu. E il cammino potrebbe già contenerlo un po'. Forse ci vorrà del tempo, forse tutto avverrà velocemente. Ti farà rapire, esattamente come Fabrizio e Dori nel 79, e dopo qualche tempo verranno fuori tante canzoni, come Hotel Supramonte, a raccontarti che la Sardegna va presa cosi, al 100%. Il Paradiso va accettato, trasmesso, raccontato, perchè se non lo trasmettete e raccontate poi rischia di scomparire o a dirittura di diventare un inferno.