Iniziò il mio nuovo percorso scolastico, e lei fu parte determinante del mio cambiamento, nel senso che sviluppai sin da subito una naturale repulsione nei suoi confronti, lei sapeva perfettamente di stare sul cazzo a quella schiera di alunni che non aveva voglia di leccare il culo agli insegnanti, figuriamoci che avevo voglia io, di andare a ruffianarmi una pezzo di merda del genere, che potevo, oltretutto, campare di prepotenza, almeno per quando riguarda le scuole medie, a livello nozionistico, con tutto quello che mi ero studiato alle elementari, ma nonostante fossi in una posizione di privilegio assoluto, soprattutto nella sua materia, lei fece di tutto per provare a mettermi in difficoltà, ma a livello scolastico era veramente dura, mentre invece, sotto altri punti di vista, fece più disastri di una gradinata costante durante i mesi di raccolto...
Non contenta di quello che aveva appurato, della mia grande predisposizione al calcolo, incominciò ad avere un atteggiamento supponente, al punto tale che un giorno mi provocò, per l'ennesima volta, in una specie di espressione, dove chiaramente non ero affatto nel mio territorio, ma si fotté con le sue stessi mani, perché fornì una chiave di lettura per la soluzione di quel rompicapo, per tutti gli altri era arabo, io partii da quella deduzione logica e in un lampo arrivai alla soluzione esatta, nuovamente sorpassandola in velocità, questa volta non se l'aspettava, questa volta, nella sua testa di cazzo di mente complessata l'avevo fatta grossa, e partì con tutta una serie di azioni, che avevo lo scopo di rendermi la vita difficile e il percorso scolastico estremamente duro...
Di lei potrei scrivere tantissime cose, purtroppo i ricordi sono molto sanguigni, senza un preciso ordine cronologico, ma di certo furono marcati a fuoco nella mia mente, non posso dire sul mio corpo perché non eravamo più ai tempi delle punizioni corporali, anche in considerazione del fatto che a metà del 2° anno scolastico si azzardò a fare una battuta del tipo che 20 anni prima avrebbe domato con ben altri metodi, molto diretti, la mia esuberanza, le risposi solamente che doveva solamente provarci, lei mi chiese con quel suo sguardo assassino e tagliente a come mi stesse riferendo, se la stessi minacciando, aggiunsi solamente che la mia era una replica, una legittima difesa a una vera aggressione, continuò con quella storia per tutta la parte restante di quell'anno, ma continuò a seguire un percorso che aveva l'unico scopo di distruggere la mia personalità...
Ma cerchiamo di riprendere un ordine cronologico, ritornando alla 1° media, dove i pericoli non arrivarono solamente dalla cara professoressa di matematica, ma anche la sua grande collega, quell'altra bocchinara della professoressa di italiano, si diede da fare per farmi sentire ridicolo e bamboccio, il bello è che riusciva loro del tutto naturale...
Ero troppo sincero e lineare, nel mio modo di pormi e di comportarmi, per cui conobbi cosa voleva dire avere a che fare con compagni, e compagne, spie e bastardi, perché rivelarono un particolare, niente affatto trascurabile, alla professoressa di italiano...
Lei aveva un pallino, un punto dolente, un callo che quasi ad ogni lezione tirava fuori, a me stava sul cazzo, ma di brutto, il modo di parlare, l'arroganza, la supponenza, il voler sentirsi sempre una spanna sopra agli altri, erano caratteristiche che accomunavano perfettamente quelle due vecchie babbione inchiavabili (veramente la professore di matematica la vedevo bene come soggetto inculabile da un pornoattore con un uccello di almeno una spanna di lunghezza), perché entrambi avevano un atteggiamento molto dispotico nei nostri confronti, ma ben presto si coalizzarono contro una piccola parte della classe, e tanto per cambiare, io ero tra gli eletti, i prescelti, quelli che insomma, andavano bacchettati e repressi costantemente...
Continua...