Il cielo durante il giorno sembrava un quadro variopinto su sfondo nuvoloso. Come se mille arcobaleni fossero esplosi in un solo colpo, nel grigio. Il livello di smog era altissimo e l'aria risultava irrespirabile. I cittadini, avevano l'obbligo di indossare una mascherina speciale che proteggeva il più possibile dall'inquinamento. Per questo motivo, qualsiasi attività all'aperto era proibita, tranne lo spostamento per recarsi sul posto di lavoro o in qualche locale. La polizia sorvegliava ogni angolo della città, per controllare che i cittadini rispettassero questa regola. Indossavano una specie di tuta spaziale, poiché erano esposti tutto il giorno all'aria malsana. Il governo, aveva vietato la coltivazione di frutta e verdura al di fuori delle serre. Anche l'allevamento di bestiame avveniva in appositi spazi chiusi. Concerti e manifestazioni di ogni genere erano inclusi nel divieto. In tutti i fiumi, nei laghi e anche nei mari, non era possibile né pescare né fare il bagno.
Molti cittadini ritenevano che queste misure fossero necessarie, e che il governo, in questo modo, dimostrasse la sua preoccupazione per la salute delle persone. Altri, invece, puntavano il dito proprio contro lo stesso governo, colpevole di aver creato un mondo invivibile e inquinato, ledendo i diritti e la libertà di tutti.
Il cielo azzurro era ormai un ricordo. Qualcuno addirittura non lo aveva mai visto. La depressione e la vendita di psicofarmaci erano in aumento. L'aspettativa di vita era calata in maniera sensibile e le persone si ammalavano più frequentemente. Anche i casi di suicidio erano all'ordine del giorno.
Tommy Gunn aveva cinquant'anni. Viveva in un appartamento al quinto piano di un palazzo. Era solo da molto tempo, se n'era andato di casa dei genitori all'incirca verso i trenta. Non aveva mai avuto una relazione amorosa duratura. Qualche flirt quand'era molto più giovane, e nulla più. Lavorava come impiegato all'agenzia delle entrate.
Quel giorno, uno dei tanti di un autunno inoltrato, dopo il lavoro percorse la solita strada per tornare a casa.
In macchina, Tommy guardava fisso davanti a lui senza essere concentrato sulla guida. Era come se il suo cervello, in modo automatico, sapesse già cosa fare. Dalla velocità da rispettare all'attenzione verso gli altri veicoli. Il suo sguardo era triste, o forse pensieroso. O entrambe le cose. Quando arrivò sotto casa, scese dalla macchina e schiacciò il tasto per aprire il garage. Poi ne pigiò un altro e il veicolo parcheggiò da solo percorrendo pochi metri.
Prese l'ascensore che si aprì proprio di fronte al suo appartamento. Appoggiò il pollice vicino alla maniglia della porta, su di un rilevatore che una volta sarebbe stato il buco della serratura. Una voce elettronica rispose.
^ Impronta digitale corretta. Procedere al riconoscimento facciale ^
Tommy abbassò la mascherina e guardò nel piccolo schermo al centro.
^ Riconoscimento avvenuto. Bentornato Tommy ^ Disse la voce elettronica.
Tommy spinse la maniglia fissa e aprì. Non appena entrò cominciò a parlare.
"Exa, imposta la temperatura dell'ambiente sui ventidue gradi."
^Temperatura impostata sui ventidue gradi ^ Disse la voce.
"Exa, alza le serrande delle finestre."
"Exa, accendi le luci di casa." La voce eseguì le richieste di Tommy.
"Exa, aprì l'acqua calda della doccia."
^ Acqua calda aperta ^ Disse Exa.
Tommy andò in cucina e chiese ad Exa di aprire il frigorifero. Lo sportello si aprì e prese una birra fredda tracannandone metà in unico sorso. Poi l'appoggiò sul tavolo.
^ Rifornire di una birra il frigorifero. Aggiungere alla lista della spesa sul telefono? ^ Chiese la voce elettronica.
"No Exa, va bene così non aggiungere niente."
^ Ok Tommy ^
Entrò in doccia qualche minuto dopo. L'acqua era bollente e chiese ad Exa di abbassare la temperatura.
Dopo mezz'ora uscì dal bagno. Si mise il pigiama nonostante fossero solo le otto di sera. La sua vita non andava oltre il suo lavoro. I pochi amici di gioventù erano ormai sposati e li aveva tutti persi di vista. Non amava la vita notturna e l'idea di uscire da solo non lo attirava.
Chiese ad Exa di aprire il freezer e tirò fuori una pizza surgelata.
"Exa, accendi il forno a duecento gradi per dieci minuti."
^ Forno acceso e impostato a duecento gradi. Dieci minuti di tempo ^ Disse la voce.
Infilò la pizza in forno e andò in salotto. Si sedette sul divano.
"Exa, accendi la tv sul canale cinquantanove. Volume alto."
^ Certo Tommy, procedo subito ^
Tommy restò qualche minuto a fissare lo schermo con lo sguardo vacuo. Il suo programma preferito non era ancora iniziato e la pubblicità di roba inutile inondava il suo cervello. Ad un certo punto sentì un trillo e la voce elettronica.
^ Dieci minuti. La cena è pronta. Spegnere il forno?^
"Si Exa, spegni il forno e apri il frigorifero."
Tommy prese alcuni salumi da mettere sulla pizza, un pezzo di formaggio e un'altra birra. Exa chiese se dovesse aggiungere tutto alla lista della spesa, per riempire il frigorifero. Lui rispose di no e la mandò al diavolo.
^ Non ho capito Tommy. Puoi ripetere?^
"Niente! " Disse lui. "Exa a volte sei insopportabile e mi rompi i coglioni. " Tommy andò un attimo in escandescenza.
^ Hey, guarda che anch'io ho dei sentimenti ^ Disse Exa con il solito tono e timbro elettronico.
"Si certo, come no." Tommy iniziò a mangiare, il suo programma preferito era appena cominciato.
Alle dieci di sera, Tommy si svegliò dopo essersi addormentato sul divano per circa un'ora. Si alzò a fatica, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi. Camminò ciondolante e assonnato verso la finestra, guardò fuori. Persino il cielo nero presentava delle sfumature colorate. Tommy pensò per un secondo all'aurora boreale, ma era l'esatto contrario. Cercò di immaginare le stelle, erano anni che non ne vedeva una. Osservò il silenzio delle strade e il parco di fronte al palazzo, enorme e immerso nel buio. Pensò a quante volte era andato a correre in quel parco.
La sua passione per il jogging era nata da giovanissimo. Tommy era uno dei tanti, o dei pochi, che aveva vissuto in un tempo normale. Si ricordava del cielo azzurro e terso dei bei tempi andati.
Quando cambiò il mondo, finì anche la sua passione per la corsa. Non amava le palestre e detestava correre su di un tapis roulant. Amava la natura del parco coi suoi profumi e l'aria fresca del mattino. Il sole che sorgeva e riscaldava il suo sudore. Ma tutto ciò era finito. Inghiottito da un mondo lugubre e senza vita. E in quel mondo si sentì morire a poco a poco anche lui, con la sua vita fatta solo di casa e lavoro.
Si era lasciato andare ed era ingrassato visibilmente. Da molto tempo superava i centoventi chili di peso. A fronte di un'altezza normale di un metro e settanta.
Il suo lavoro gli imponeva una vita sedentaria. Il jogging, serviva anche per bilanciare le tante ore davanti ad un computer. In più, la maggior parte dei cibi aveva perso ormai il suo naturale sapore. Anche per questo motivo era ingrassato. Era un problema esteso alla maggior parte della popolazione.
Tommy non era felice, viveva. O meglio, sentiva che stava sopravvivendo in un mondo inutile. O utile solo a poche persone. Chiese ad Exa di abbassare le serrande delle finestre. Poi di spegnere le luci del salotto.
Andò in camera e si infilò nel letto. Indossò gli occhiali e aprì il libro di Douglas Adams, "Guida galattica per autostoppisti." Riuscì a leggere poche pagine, gli occhi si chiudevano per la stanchezza. Ripose il libro e restò a pensare alla sua vita per qualche minuto. Il giorno seguente, sarebbe ricominciata la solita giornata grigia, sia al lavoro che dopo. Guardò verso il dispositivo sul suo comodino. Lo fissò per pochi secondi.
"Exa, ricordi quand'è avvenuto il disastro ambientale? Che anno era?" Tommy ebbe un vuoto di memoria.
^ Secondo i miei calcoli, all'incirca trent'anni fa. Nel 2078^ Rispose la voce.
Tommy pensò a quel tempo così lontano, poi chiese ancora.
"Exa, credi che il mondo tornerà mai come prima?"
^ Mi dispiace. È una domanda di cui non conosco la risposta ^
"Già, immaginavo." Disse Tommy. "Exa, spegni le luci, buonanotte. " Tommy si rannicchiò sul fianco.
^ Luci spente. Buonanotte Tommy ^
Il giorno dopo, alle otto del mattino, la sveglia suonò come sempre. Exa parlò.
^ Buongiorno Tommy. Sono le otto. È ora di alzarsi ^
La sveglia continuò a suonare ogni quarto d'ora con un tono crescente. Tommy, l'aveva impostata in quel modo fino alle nove, per evitare di restare a letto. La voce di Exa, invece, era sempre la stessa.
Alle nove e mezza, l'ufficio dell'agenzia chiamò Tommy al telefono. Lui non rispose.
Due giorni dopo, la polizia andò a casa sua. Fece irruzione e fu costretta a buttar giù la porta. Lo trovarono a letto, nella stessa posizione in cui si era addormentato.
Un infarto lo aveva colpito nel sonno, dolcemente, nel silenzio più totale di un'esistenza.
Fine