Durante il Coachella Valley Music and Arts Festival che si tiene ogni anno in California, il frontman del Maneskin Damiano, dopo aver fatto presente al pubblico quanto sia bello godersi la musica anzichè stare sotto le bombe ha gridato "free ukraine" e "fuck Putin!".
La cosa ovviamente ha scatenato le tifoserie delle diverse fazioni, putiniani contro antiputiniani, ma anche fans dei Maneskin contro gli haters della ormai internazionalmente famosa band romana.
Nella mischia della rissa social ci si è ficcato anche chef Rubio, che ha accusato Damiano di non avere le palle per denunciare la questione Palestinese.
La risposta di Damiano a Rubio non si è fatta attendere ed ha liquidato la questione con una lapidaria..."Per me due salsicce!"
Non voglio entrare nella rissa anche io perciò mi limterò a fare una riflessione.
Nel Lunedì del 18 agosto 1969, in una Woodstock in cui il famoso concerto volgeva al termine, Jimmy Hendrix prese la chitarra e suonò una versione distorta dell'inno americano Star-Spangled Banner, con una serie di effetti riuscì a riprodurre il fischio delle pallottole e i boati delle bombe, per protestare contro la guerra che impegnava gli americani in Vietnam.
Lo fece in America con il loro inno nazionale!
Questo che fanno gli artisti, usano la loro creatività per dissacrare e sbatterti in faccia il loro messaggio.
In "free ukraine" e "fuck Putin!" urlati da un palco, nel Paese di fatto in guerra con la Russia, non c'è niente di creativo e dissacrante, è solo una marchetta per il consenso.
Si può perdonare tutto ad un artista, ma non la banalità!