LUPI SOLITARI atto secondo
-Ma se non abbiamo un soldo- aveva lamentato la madre di Massimo, con una sorta di smorfia che rifletteva tutta l'ansia e la stizza della donna. Mi dici come diavolo faremo a pagargli una scuola privata? Siamo una famiglia di operai o non te ne rendi conto?- aveva inveito la signora contro il marito.
-Ma guarda, ce ne sono di famiglie di operai che mandano i figli nelle scuole paritarie affinché ricevano un’istruzione migliore e magari chissà, la giusta preparazione per un futuro fuori da questo buco stagnante e asfissiante!
-Si, certo, ma lavorano in due e magari hanno ancora i genitori in vita e in salute, che a loro volta lavorano e allora li aiutano. E a me è toccato di non lavorare per guardarmi Massimo che da piccolo era sempre, sempre, sempre malandato in salute, un giorno si e l’altro pure.
-Il mio collega Santi, quello che mi viene a prendere e mi porta a casa in macchina quando la nostra non parte, anche lui ha la moglie casalinga e niente genitori in vita e in salute lavorando, eppure la figlia studia medicina, che costa molto più di una scuola privata. Santi le paga l’università senza lagnarsi.
-Per forza, grazie tante, il tuo collega Santi e sua moglie hanno ereditato case alla morte dei genitori che erano proprietari delle loro abitazioni e loro entrambi figli unici. E a dispetto del loro ceto sociale conoscono la gente giusta per affittargliele senza il rischio di incappare in inquilini insolventi, affare all'ordine del giorno, anzi, del minuto, in questa città. Noi invece siamo pure di quelli che stanno in affitto.
-Abbiamo pur sempre i nostri risparmi. Non è vero che non abbiamo un soldo. Non siamo poveri come dici.
-Ah, davvero? Quei quattro civis in croce che ci servono per la vecchiaia li chiami pure soldi? E messi via a botta di non vivere! Mai un'uscita, mai un ristorante, mai un cinema, mai un giornale o una rivista entrati in questa casa. Vita da frati trappisti dal giorno che ci siamo sposati. Se li spendiamo adesso anzichè serbarli per la vecchiaia, pensi forse che più avanti con gli anni riuscirai ancora a spaccarti la schiena nei cantieri e soprattutto a salire sulle impalcature a decine di metri da terra, dato che in pensione non ci andrai? Non sei uno statale e neppure un ingegnere che guadagna per tre pensioni come mio cognato.
-Ancora con questa storia? Sono anni...
La donna non lo lasciò finire. Non era il caso, davanti al signor Malinverni, presente a tal deplorevole ménage domestico. Sia pure avendo iniziato lei a tirar fuori una vecchia, trita e ritrita questione familiare. Non che il marito non contasse, dal canto suo, simili grivie, ma quantomeno lui si premurava di nasconderle per bene.
-Hai dimenticato che non sei neppure un muratore qualificato, di livello? Sei appena appena al di sopra di un manovale e ti spettano mansioni tra le più pesanti e usuranti, con l'aggravante che il tuo stipendio è dei più bassi di tutto il cantiere. E noi non abbiamo case da affittare e pure che le avessimo, gli inquilini insolventi capiterebbero tutti a noi, che lo sai, andiamo scarognati in tutto nella vita da quando siamo al mondo!
-Il mio stipendio va più che bene e sono in ottima salute.
-E per quanto? Forse lo sarai ancora nei tuoi sessanta, ma puoi garantirlo? E nei settanta, che farai? Questa città non prevede alcuna pensione, se non siamo lavoratori statali. Siamo già ultracinquantenni e nostro figlio ha soltanto undici anni. Cosa facciamo, andiamo a vivere in una cabina telefonica? La prima famiglia per intero a trasferircisi, ecco, quantomeno saremo i primi in qualcosa, a Civitopia. E il tuo stipendio no, no che non è un gran che. Un operaio metalmeccanico o saldatore stabilizzato in una grande fabbrica guadagna molto più di te.
-Ma perchè devi sempre mettere il carro in mezzo ai buoi? Sempre! Sarà solo per questi tre anni di scuole medie.
-Massimo non rende nello studio e si farà bocciare.
-E in tal caso, lo sai, non avrà più l'obbligo di frequentare alcuna scuola e ci togliamo il pensiero.
A Civitopia, infatti, le scuole dell'obbligo restavano tali soltanto finchè gli studenti si assicurassero la promozione anno dopo anno.
-E che futuro avrà Massimo, senza neppure la licenza media?
-Tu vedi alternative? O questo, o il manicomio comunale. E io non ce lo faccio andare al manicominio, mio figlio.
Ps.: immagine Pixabay royalty free, autore ELG21 (https://pixabay.com/it/photos/fantasia-foresta-lupi-nebbia-luna-6018549/)