QUARTA DI COPERTINA BURLESCA...ma non troppo
...credevate fosse finitaaaaa? Naaaaaa🤣🤣🤣🤣
Credevate di esservene liberati? Naaaaaa🤣🤣🤣🤣
Cari lettori, la gran Civitopia non ha la benchè minima intenzione di smammare da questi lidi. Mancano a tutt'ora svariati quaderni, miei cari e se non tiro le cuoia prima di terminarli, Civitopia (con le sue cabine telefoniche, con i suoi peculiari abitanti dai vizi e virtù e l'ancor più peculiare pubblica amministrazione civitese) se ne starà ancora qui in bella vista per tanto, tantissimo tempo:
Ok. Quarta di copertina è anomala, eccentrica, ma dopotutto nemmeno Civitopia sarebbe esattamente la città modello, il sogno del pensionato DOC per trasferircisi a vivere. Anzi, a Civitopia il sistema pensionistico di per sè è saltato dalla notte dei tempi. Ma tralasciando le lollate, non intendo dilungarmi sulle paturniose paturnie civitesi, per una volta. Chiunque di voi sia rimasto affezionato ai fratelli Malinverni (e spero pure alla piccola Azzurra) non resterà deluso. In questo quaderno darò inoltre rilievo a un personaggio che in CRONACHE DI CIVITOPIA: scene di vita cittadina figurava come secondario, sia pur trattandosi di un personaggio chiave per la conclusione della vicenda. È Pasqua Barberina, la dirimpettaia di Giacinta, parente politica dei fratelli Malinverni. E qui ci sarebbe da dire che la storia di Pasqua è parzialmente autobiografica (vicende familiari, percorso di studi e carriera simili, pure matrimonio simile). Anche l'uomo che Pasqua sposerà è una falsariga di mio marito e del suo vissuto. Ovviamente inseriti in uno scenario fittizio...ma neanche troppo. E la casa dei Barberina descritta in ESPERIMENTO è una falsariga dell'appartamento che avevo ereditato dai miei genitori (ovviamente venduto per comprare dove sto ora), solo differisce il quartiere. Anche l'appartamentino di Giacinta è identico a uno del pian terreno della stessa scala, occupato da un'anziana coppia. Cambia qui allora la direzione degli spazi interni, perchè Giacinta e Pasqua sono dirimpettaie, a Civitopia.
Il nome di Pasqua che ho scelto è inoltre legato a ricordi affettivi della mia infanzia. Proprio una carissima amica di mia madre, di parecchio più anziana, si chiamava Pasqua e c'è da dire che si trattava (purtroppo non c'è più da decenni, altrimenti sarebbe ultracentenaria) di una donna fantastica che ebbe un impatto positivo non soltanto sulla mia vita, ma pure di tanti altri ragazzini. La chiamavo affettuosamente zia Pasqua e combinazione, pure lei viveva una circostanza identica alla mia e a quella del personaggio civitese che porta il suo nome (anzi, per meglio dire, siamo noi che viviamo una circostanza identica alla sua): coppia senza figli pure per lei, ma l'uomo meraviglioso che le stava accanto le valeva quanto una famiglia per intero. Un po' come per me. Un po' come per Pasqua Barberina.
E quanto a Sigismondo, Tancredi, Mirta, Gino e Giacinta? Sigismondo è finora comparso nei quaderni già pubblicati per intero (ESPERIMENTO e CRONACHE DI CIVITOPIA: scene di vita cittadina), mentre in questo ancora non lo so perchè è in divenire. Insomma, lo sto ancora scrivendo e si trova lungi dall'essere terminato. Ma dovrebbe fare capolino nel prossimo quaderno, assieme a Tancredi, Mirta, Gino e Giacinta, se in questo non dovessi poterlo inserire a causa della trama della storia, che inizierà a virare dal neorealismo alla fantascienza. Più spazio verrà dato alla piccola Azzurra, oramai undicenne in queste puntate, ai suoi piccoli nuovi amici e compagni di scuola, Massimo e Angelo e alla cugina Rosa, la figlia di zia Giacinta, di dieci anni più grande di lei. In buona sostanza, più spazio alle nuove generazioni e alla coppia di Pasqua Barberina e il suo neo marito. Spero anche quaderno vi piaccia quanto i precedenti. Buona lettura dei capitoli che verranno!
Ps.: immagine Pixabay royalty free di una metropoli qualunque a rappresentare una delle possibili vedute di Civitopia, autore Simy27 (https://pixabay.com/es/photos/ciudad-metropolis-panorama-4051936/)
Aggiornamento: ho modificato il titolo per renderlo più attinente a quel che è l'ordinaria amministrazione nell'immaginaria (ma non troppo) Civitopia