Invito a nozze
Papà Malinverni non si era sbagliato e per certi versi, neppure la sua consorte. La doppia cerimonia di nozze si era verificata sul serio, finalmente, ma i due coniugi non erano sopravvissuti abbastanza a lungo per assistervi. Dal giorno in cui avevano tenuto quella seria conversazione con il figlio Aurelio, la loro malattia era andata peggiorando e alla fine il cancro aveva avuto la meglio su di loro.
L'anno seguente, Aurelio aveva finalmente sposato la storica fidanzata Gigì e Marilia aveva sposato Luigi Alberti, con grande dispiacere di Sigismondo Rizieri, in quest'ultimo caso. Oramai raggiunti i quarantanove anni di età, privo di titoli dal benchè minimo valore, senza alcuna prospettiva per il futuro e per peggiorare la già precaria situazione, a suo dire, senza Marilia, Rizieri si era chiuso in se stesso, rifiutandosi di lasciare la sua stanzuccia se non agli orari dei pasti. Ma in capo a qualche settimana, aveva preferito farsi portare da mangiare in camera, imponendosi una sorta di ferrea clausura. Non soltanto i genitori erano preoccupati per lui, ma pure i fratelli Malinverni. Ovviamente, quale vecchio amico d'infanzia, era stato invitato alle nozze di Aurelio e Marilia. Quest'ultima, per la verità, poichè come i suoi fratelli intuiva quali fossero i veri sentimenti che Sigismondo nutriva nei suoi confronti, aveva avuto qualche remora nel fargli avere l'invito. Ma data l'amicizia che da tempo immemore legava tutti e quattro i Malinverni a Rizieri, il non invitarlo sarebbe parso una gran villania. Sigismondo non aveva mai preso abbastanza coraggio per farle una dichiarazione in piena regola, intuendo quale sarebbe stata la risposta. Un no simpatico, dato che Marilia lo avrebbe rifiutato con tatto e diplomazia, ma pur sempre un no. Sigismondo, sia pur non volendo assolutamente ammettere che non soltanto il non condividere la fede dei Malinverni non poteva renderlo bene accetto come compagno di vita per Marilia, ma anche quanto lo pregiudicassero la sua imperitura poltronaggine e quel carattere perennemente timoroso, sotto sotto, intuiva che tali e tanti fossero motivi più che sufficienti per venire rifiutato. Ma le sue attenzioni verso di lei, troppo palesi, unite al fatto che non aveva mai mostrato il benchè minimo interesse verso qualsiasi altra donna, non lasciavano spazio ai dubbi. Insomma, Marilia Malinverni aveva finito per trovarsi in una di quelle classiche situazioni tra l'incudine e il martello. Per cui i quattro fratelli si erano messi d'accordo a fargli avere entrambe le partecipazioni per mezzo di Annetta. Per la verità, Mattia avrebbe voluto fare da messaggero, trattandosi per davvero della persona più adatta ad affrontare le circostanze imbarazzanti che di certo sarebbero scaturite a seguito di tali inviti a nozze e pure a offrire al vecchio amico d'infanzia una spalla su cui piangere. Rassicurandolo sul fatto che ciascun Malinverni avrebbe accettato di buon grado qualunque decisione Sigismondo avrebbe preso riguardo alla sua presenza alla cerimonia. E sul fatto che nessuno lo invitava per la pretesa di regali di nozze. La sua sola presenza sarebbe stata più che sufficiente a rallegrarli. Ma per Annetta quell'invito rappresentava un'occasione in più per distogliere l'attenzione del suo amato da Marilia, affinchè si occupasse finalmente di lei. Tanta ostinazione aveva mostrato, che alla fine i suoi fratelli non avevano più insistito per non darle un dispacere.
-Andrà a finire che Sigismondo la tratterà sgarbatamente e tornerà a casa in lacrime- aveva sbuffato Mattia. -Ma è troppo caparbia e non impara la lezione nemmeno quando pianta il muso nella polvere.
-Se penso che per lui ha rifiutato sia il lattaio che il panettiere, due bravissimi ragazzi che conosciamo come le nostre tasche...- aveva azzardato Aurelio, sperando che la sorellona, occupata a rassettare le camere da letto che i suoi fratelli avrebbero occupato una volta accasati, non lo ascoltasse.
-Affari suoi- aveva tagliato corto Mattia. -Quando capirà che Sigismondo Rizieri non vale tali e tante premure, sarà troppo tardi.
-Per Simone e Rocco è già troppo tardi. Hanno trovato ciascuno una ragazza.
-Nessuno deve costringere Annetta a sposarsi, se non vuole. È semmai il motivo per non farlo, che dà pensieri. Ma come ho già detto, la vita è la sua.
-Possiamo aspettarci che Sigismondo le rifili l'ennesima umiliazione- aveva aggiunto Marilia, pensierosa.
E infatti, così era stato. Una volta giunta in casa Rizieri, Sigismondo aveva scambiato appena quattro parole con Annetta. Quando quest'ultima gli aveva dato le partecipazioni alle nozze dei suoi fratelli, le aveva meccanicamente prese in mano e subito poste sul tavolo della cucina in cui si trovava assieme ai genitori, senza commentare nulla, nè ringraziare per il pensiero, nè pronunciare un augurio per i futuri sposi. Soltanto un semplice «ok» e nient'altro. Neppure aveva accennato al fatto se si sarebbe presentato o meno alla doppia cerimonia. Aveva allora ripetuto più volte che si sentiva molto stanco e voleva andare subito a riposare. Insomma, le aveva fatto capire bene che non vedeva l'ora che se ne andasse, sotto lo sguardo afflitto di papà Rizieri e consorte. I due coniugi già non sapevano più che fare con quel figliolo, che ora s'incamminava verso uno stato fortemente depressivo.
Annetta, così come avevano previsto i suoi fratelli, era tornata a casa in lacrime.
Ps.: immagine Pixabay 100% free editata per comporre una partecipazione a nozze (https://pixabay.com/it/illustrations/fiore-floreale-sfondo-frontiera-3415551/)